Se Trieste viene privata di una “Casa delle memoria”

di SAMO PAHOR

Scriveva nel 1987 Alfredo Bonelli nell’introduzione al libro dell’ANPPIA sugli internamenti: “Lungo tutta la dittatura, nelle carceri e nei luoghi di confino il maggior numero di vittime politiche in rapporto alla popolazione fu sempre dato dalla Venezia Giulia, e soprattutto dalla componente slava dei suoi abitanti. Anche durante il periodo bellico, con l’internamento, il massimo contributo di vittime venne dagli slavi; e si deve ad essi se nei soli tre anni di guerra il totale degli internati ha superato di parecchie volte il totale dei carcerati e dei confinati nel corso di tutti i 17 anni in cui rimasero in vigore le leggi eccezionali”. Ne fu di meno la Venezia Giulia negli anni 1943-1945. Dei convogli che trasportarono nei lager tedeschi 23.826 cittadini italiani deportati politici (triangolo rosso) una metà è partita da Trieste.

Dal marzo 1942 operava nella Venezia Giulia l’Ispettorato speciale di P.S. istituito per combattere le forze partigiane slovene e croate ed entro l’8 settembre 1943 ha già arre-stato circa 3.000 sostenitori e familiari dei partigiani dai 14 agli 80 anni, di cui 2250 sono stati inviati nei campi di concentramento di Cairo Montenotte e di Fraschette di Alatri (circa 1400 maschi e 850 donne). Gli arrestati venivano così selvaggiamente torturati durante gli interrogatori che il 12.3.1943 il vescovo di Trieste ha chiesto al Ministero dell’interno di intervenire.  Dopo l’armistizio l’Ispettorato ha servito fedelmente l’occupatore tedesco fino alla  fine dell’aprile 1945, dando caccia agli aderenti al movimento di liberazione continuando a torturare selvaggiamente. I più indiziati venivano consegnati alle SS e spesso finivano nella Risiera, i meno indiziati venivano spediti nei lager tedeschi.

L’ultima sede di questo Ispettorato è ancora in piedi, ma gli incombe una triste fine. La provincia di Trieste, proprietaria dell’immobile, intende venderlo perché venga abbattuto per costruirvi una casa parking. Il fatto che l’immobile sia stato posto il 26.11. 2010 sotto tutela per l’interesse culturale non ha convinto la giunta di centrosinistra a rinunciare alla vendita ed alla successiva demolizione dello stabile. Così Trieste viene privata della possibilità di avere una “Casa della memoria” in cui poter esporre la documentazione sul primato della Venezia Giulia nell’opposizione e nella lotta contro il fascismo e contro il nazismo.

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7 Comments

  1. luigi bandiera says:

    I nazisti, fascisti e komunisti ne hanno combinate di cotte e di crude… ma non furono di meno i precedenti con le loro piu’ o meno krociate. E’ l’HOMO SAPIENS che si deve vergognare non altri. Infatti l’unico suo frutto e’: pianti, stridor di denti e stragi di innocenti..!

    Ogni volta che sento parlare della memoria, giustamente messa in memoria, io penso al mio popolo che, non con le camere a gas, ma con l’inganno, l’ignavia e la sottocultura e’ stato distrutto dagli italiani.

    Poi si puo’ fare una classifica dei piu’ cattivi e dei piu’ buoni.

    Certamente fa piu’ impressione quello degli ebrei anche perche’ ci sono documenti che fanno vedere la diabolica ferocia e criminale azione contro gli ebrei appunto. Quell’azione, invisibile, fatta dagli italiani nei confronti del POPOLO VENETO, non suscita’ nessun sentimento, anzi, se ne parli sei insultato.

    Questo e’ il fatto che supera quello dei nazifascistikomunisti…

    Le due anime nazi e fasciste nascono da una madre komunista.

    Ce n’e’ per tutti caro Spada.

    Le idiologie politiche paritetiche con le religioni fanno molti danni.

    Questo e’ da tener in mente ma l’homo, mai stato sapiens sebbene vada sulla Luna, NON HA MEMORIA..!!!

    Si spera che almeno che tutti quei morti riposino in pace.

    Amen

  2. jesse james says:

    Francamente non se ne può più di queste ricorrenze a senso unico. Ma basta! I problemi sono altri, lasciamo che i morti
    riposino in pace e basta,

  3. Dan says:

    Casa della memoria… quante sono le persone, che passandole davanti, sanno cosa capitava lì dentro ?
    A guardare la foto si vede solamente un brutto palazzo di una volta con l’ennesima corona di fiori stantia senza una targa atta a riportare una qualche testimonianza.

    Si passa da un estremo all’altro. Il cosiddetto giorno della memoria esagera nel ricordare tanto che si può dire tranquillamente ha perso il suo scopo originale e s’è trasformato in un vero e proprio business mentre qui non si mette una lastra ottonata con quattro righe scritte sopra.

  4. Dimitri Tabaj says:

    Oggi è il giorno della memoria! E loro vogliono cancellarla: È UNA VERGOGNA INAUDITA! Dove stanno gli antifascisti professionisti? A far cassa con i loro enti e sfiancarci con i loro prolissi ed inconcludenti discorsi? Quando però c’è qualcosa da fare alzano le braccia. Pigrizia? Certamente no! È forse strano che una nomenclatura di sinistra, come quella che regge attualmente la provincia di Trieste, non muova un dito per salvare la nostra memoria storica? Una volta dedicavano vie e piazze a Stalin ed erigevano monumenti a Karl Marx, ora se ne infischiano dei crimini fascisti. Normalissimo, da manuale, a mio modo di vedere. E guardate che in consiglio ed in giunta ci sono anche degli esponenti della comunità slovena in Italia, che da quanto si evince dall’articolo dovrebbero dimostrare un po’ piu di interesse per la vicenda. EPPURE NIENTE! I fatti stanno così: il regime patriottardo dello stivale italico si nutre spesso di falsi miti (non starò ora ad elencarli, penso siano noti), ma quando si tratta di realtà scomode (quelle che Roma capitale vorrebbe far dimenticare in fretta) si fa in quattro per distruggerle. Non avete forse notato l’astio con il quale tanto la destra, quanto la sinistra (forse ancor di più) si accaniscono contro il “rinascimento” del Territorio Libero di Trieste e contro l’applicazione dei trattati internazionali? Ebbene: la memoria dei crimini perpetuati in nome dello Stato per mano dei suoi “ispettorati speciali” nuoce gravemente al cemento patriottardo italiota che ogni giorno i loro sodali (italiani e sloveni della cosidetta “minoranza etnica” preventivamente “normalizzati”) tentano di propinarci. Con sempre minor successo, per fortuna. La gente non è stupida!

  5. Alex Storti says:

    Segnalo questo pezzo pubblicato ieri, strettamente affine alla questione posta da Samo Pahor. Un caro saluto, Alex
    http://www.dirittodivoto.org/dblog/articolo.asp?articolo=389

  6. luigi bandiera says:

    Allora avanti con i giorni della memoria: ricordiamo anche l’OLOCAUSTO DEL POPOLO VENETO..!

    • Ferdinando Spada says:

      Dal Nord-Est sono emersi i peggiori delinquenti del Novecento : Il veronese Pier Eleonoro Negri, massacratore di pacifici cittadini del Sud Italia, ed il triestino Odilo Lotario Globocnik, massacratore di innocenti Ebrei (1.500.000 !). Veneti e Friulani devono vergognarsi dei loro conterranei assassini. Altro che olocausto dei Veneti !

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