Se sta tornando lo Stato Pontificio 3/ La globalizzazione della disuguaglianza

povertàdi ALDO MOLTIFIORI – Alla fine del secolo scorso, lo Statalismo aveva manifestato tutta la sua catastrofica evidenza. Si era evidenziata la vera ragione per cui la gente continuava a vivere in povertà e in sudditanza. Le quali  erano  non già responsabilità del mercato e delle sue libere forze propulsive, ma piuttosto e con drammatica evidenza, a causa di cattivi e dispotici governi.

Nel corso degli ultimi anni del secolo scorso, e anche in Italia sebbene in misura parziale e troppo timida, si è avviato un profondo processo di de-statalizzazione che ha portato alla privatizzazione, alla deregolamentazione, alla liberalizzazione del commercio internazionale e alla globalizzazione dei processi industriali  e commerciali. I risultati sono stati sorprendenti e sono sotto gli occhi di tutti. L’Estremo Oriente, il Sud America sono oggi paesi che hanno dimenticato la povertà estrema.

Nella stessa Africa vi sono oggi isole promettenti di sviluppo. Anche qui si deve solo rimarcare,come peraltro per il Medio Oriente, che l’ideologia, questa volta religiosa, costituisce il vero e unico impedimento a che le forze di mercato possano produrre i risultati spettacolari prodotti altrove. Tanto per fare qualche numero – solo i numeri fornisco alla conoscenza valore misurabile –Negli ultimi 40 anni è stata sradicata  l’80% della peggiore povertà ( intendo un reddito procapite di 1 $ USA al giorno) nel mondo. Niente di tutto ciò è mai avvenuto nel corso della lunga storia dell’era moderna, da quando cioè Colombo ha scoperto l’America.

Dunque diventa obbligatorio chiedersi: chi  e che cosa hanno il merito di questi straordinari avvenimenti? Le Nazioni Unite? Gli aiuti americani all’estero? (vedi il piano Marshall per l’Europa) Il Fondo Monetario Internazionale? Un processo di pianificazione centrale?

NO! E’ stata la globalizzazione, il commercio libero un vero e proprio boom della libera Impresa. In breve è stato il sistema della Libera Impresa. Il secolo americano (purtroppo desolatamente al declino, tornerò anche su questo problema)  ci ha donato questo formidabile strumento di crescita di sviluppo e finalmente di liberazione dalla peggiore delle schiavitù: LA POVERTA’. Un solo esempio: la Cina, e che esempio!

Avvenne (il boom della libera impresa) negli anni 40 e 50 sulle macerie dell’ Europa, poi si è rafforzato ed espanso  per i successivi 60 anni nel mondo. Con  buona pace di quegli smemorati (o finti tali) bizantini che oggi bruciano le bandiere americane o predicano dall’alto della loro ricca tiara  la restaurazione comunista. Vedi Varoufakis e Corbyn in buona compagnia di Bergoglio.

Nella infinita e impudente fantasia dei moderni catto – comunisti  si è affacciato un nuovo feticcio da adorare ben inginocchiati: La “Disuguaglianza”.  La disuguaglianza è aumentata ci gridano i moderni strilloni. Pochi guadagnano troppo e molti guadagnano troppo poco! Ma di questo parleremo più diffusamente cercando di svelare tutta la mistificazione che ci sta dietro.

Qui, invece,  voglio difendere con fermezza e a ragion veduta la convinzione che se si ama veramente il povero, se si è il buon samaritano di turno, si deve promuovere e sostenere il sistema della libera Impresa e lo si deve sostenere non già per noi stessi, ma,  per tutti i nostri simili in giro per il mondo. A tutt’oggi è il miglior sistema antipovertà mai escogitato dall’uomo!  Vale per questo sistema, ciò che Winston Churchill soleva affermare per la democrazia:

Si tratta del più imperfetto dei sistemi economici di sviluppo della società e tuttavia non vi è altro sistema, ad oggi escogitato dall’uomo, capace di produrre e diffondere ricchezza.

(3-segue)

http://www.lindipendenzanuova.com/se-sta-tornando-lo-stato-pontificio-1-la-svolta-del-sinodo/

 http://www.lindipendenzanuova.com/se-sta-tornando-lo-stato-pontificio-2-il-capitalismo-benedetto/

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