Se sta tornando lo Stato Pontificio 2/ Il capitalismo “benedetto”

Capitalismo-al-biviodi ALDO MOLTIFIORI –   Dal viaggio a Cuba, primo aspetto della nostra analisi sulle svolte del papato, al modello americano, proseguiamo il nostro viaggio per cercare di dare una lettura per creare dibattito, sul corso di Bergoglio papa.

Sebbene gli Stati Uniti non abbiano più la economia più libera nel mondo – Hong Kong e Singapore hanno quell’onore, con l’Italia al 117° posto nella graduatoria generale di 180 Paesi – tuttavia gli USA sono ancora considerati la sorgente del capitalismo e l’espressione più avanzata della democrazia. Un Paese a struttura federale nel cui documento  costitutivo, la carta dei diritti,  il valore primo fondante  e più alto proclama solennemente che; ognuno ha il diritto di perseguire la propria felicità e il proprio benessere.

Tanto per fare un paragone con l’Italia, dove in una sua parte significativa per  secoli ha governato il potere teocratico dello  Stato Pontificio, la Costituzione del 1948 nel suo preambolo recita: La Repubblica Italiana … è fondata sul lavoro. Ora, il lavoro, in francese, si dice travail, ovvero travaglio, che è sinonimo di dolore e non di felicità. E i Lombardi ed i Veneti lo sanno molto bene che il lavoro è doloroso in specie essendo costretti a vivere in  un Paese dispotico e centralistico che toglie loro il 60% di quel doloroso lavoro. Per l’appunto! Eredità dello Stato Pontificio che coniugata con il comunismo Togliattiano di stampo bolscevico ha prodotto quel mostro che così recita al suo preambolo. E pensate che in Italia, come altrove nel mondo, vi e ancor chi contesta che il comunismo sia migliore non solo perché impone la solidarietà come obbligo fondante  (vedi La componente papalina) di più, perché  obbliga la gente a vivere al servizio dello  Stato e non in funzione della propria felicità (vedi la componente comunista).

La chiave di lettura socio-politica  del XX° secolo è per l’appunto il lungo dibattito, spesso un vero e proprio conflitto anche armato, su quale fosse il sistema economico migliore. Quale potesse essere il miglior modo per sollevare la gente dalla povertà e dal sottosviluppo per condurli sulla via della prosperità e del benessere! Fino alle soglie del suo volgere al termine la contesa ha visto il Capitalismo da una parte contrapporsi alle varie forme di Statalismo dittatoriale, le quali svariavano dal Comunismo, al Socialismo, al Fascismo fino al concetto di Stato Sociale. Agli inizi del secolo quella contesa sembrava avere una sua ragion d’essere poiché molti  ritenevano che lo Stato illuminato e protettivo potesse fare meglio delle libere forze del mercato.  Così la storia del XX° secolo è stata testimone delle più cruente e sanguinose rivoluzioni. Cito solo l’Europa estesa alla Russia e alla Cina perché lì si sono consumate le più terribili tragedie vissute dal genere umano, quelle del Comunismo, del Nazi-Fascismo e quella del Maoismo del quale Cuba, per l’appunto è l’ultimo erede in buona compagnia della Corea del Nord.

Il risultato come tutti sanno e come molti anche qui in Italia hanno sperimentato (vedi il sangue dei vinti di Pansa), è stata una carneficina, una carneficina fascio-comunista. Una stima conservativa ci dice che 170 milioni di persone sono stata uccise dai loro governanti nel solo XX° secolo, senza contare i milioni di bambini mai nati!

Riflettiamo su questo numero poiché è circa 4 volte il numero di morti in tutte le guerre combattute nel XX° secolo. In tutti questi casi, i quali hanno molti punti di contatto con la dispotica tirannia della Santa Inquisizione, i giustizieri si arrogavano il diritto di essere gli unici nella verità in difesa della quale dovevano procedere con l’eliminare di ogni fonte di infezione. L’uomo libera creatura con libero arbitrio e libera coscienza, sia nello Stato Pontificio che nei simili Regimi dispotici e dittatoriali dovevano essere resi sudditi. Se viceversa risultava impossibile imprigionarne l’anima erano condannati  a bruciare sul rogo, quando era disponibile solo la legna,  nelle catene di  forni a gas più moderni e capaci di smaltire le richieste della soluzione finale, o fucilati o impiccati.

Ma c’è un altro fatto sbalorditivo che merita tutta la nostra attenzione; la maggior parte dei caduti in quella carneficina statalista di stampo dittatoriale avvenne per mano di veri credenti – di gente cioè che era guidata dall’ideologia per la quale con quel massacro si sarebbe costruito un mondo migliore! E, credo  si dovrà riscrivere la storia per quello che concerne la contiguità del Potere Pontificio con quelle forme di dittatura statalista che in Italia assunsero addirittura una forma occulta di benedizione!

(2-segue)

http://www.lindipendenzanuova.com/se-sta-tornando-lo-stato-pontificio-1-la-svolta-del-sinodo/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

             

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