Se Obama è democratico, la Kyenge che cos’è?

di ROBERTO BERNARDELLI*

Campagna elettorale alla ‘mericana, inno alla società multietnica, i colori del marketing di Matteo Renzi che sembrano le bandiere e i palloncini di Obama, confronti aperti e leader che sfilano alle primarie, ‘mericane pure quelle. Le abbreviazioni che si sprecano… democrat, neopostdem, tutto un piasticciare di scimmiottamenti che di democratico hanno l’affisso, il suffisso ma non il codice genetico. In America i cattocomunisti non sanno cosa sono, i reduci democristiani neppure, hanno dinastie di altro stampo, non certo la Rosi Bindi, non certo i patriarchi pugliesi, e non hanno appendici vendoliane. Raccolgono, questo sì, i voti multietnici, ma con altrettanta velocità sanno decidere se l’immigrazione è tutta da portare a casa o meno.

Insomma, fanno i padroni a casa loro, a differenza dei nostri democratici che non vedono l’ora di iusolare, di dare il reddito di cittadinanza a qualsiasi elettore potenziale.

L’altro giorno due notizie, una americana e l’altra ‘mericana, hanno percorso l’etere mediatico. Ma è dal loro confronto che ci si chiede se i democratici ci sono o ci fanno. Diciamo pure tutti e due. Il passo garibaldino della ministra sulla cittadinanza, sulla abolizione dei campi rom, sulla possibilità di dare loro a prezzi popolari case in affitto, sulla necessità di integrare sempre e soprattutto gli stranieri, in una visione di emancipazione sociale che trasforma anziani, poveri, in cittadini retrocessi per nuove priorità, accelerando il nostro diventare stranieri a casa nostra, nel politicamente corretto dei democrat, va di pari passo con la garibaldina iniziativa del Senato americano, quello vero. Qui la preoccupazione degli ‘mericani è togliere di mezzo la burocrazia per gli stranieri, mica per le imprese o i comuni mortali.

Là, invece, la solfa è diversa: un bel muro. E via andare. Clandestini? Un bel centinaio di chilometri di muraglia, alzata dove serve, per limitare l’esondazione umana di stranieri illegali.

Ma Obama non è democratico, come i nostri democratici? Come la ministra dell’integrazione?

Certo, eppure guarda che bella differenza. Lei si preoccupa di fare della Sicilia il punto di smistamento e accoglienza, per un nuovo modello di porte aperte h24, là, dall’altra parte del mare, Obama il democratico non è schizzinoso davanti ad un provvedimento bipartisan tra repubblicani e democratici appunto, per rafforzare la sicurezza delle frontiere, moltiplicando non gli appartamenti, non le cittadinanze, non i campi rom da abolire ma i poliziotti a fare da guardia al confine del suolo patrio. Diceva l’agenzia: “Con questo voto crescono le speranze che entro il week end la Camera Alta, a maggioranza democratica, ma senza l’ostruzionismo repubblicano, possa dire il si finale alla riforma. Il testo passerebbe poi alla House, dove però sono i conservatori del Grand Old Party ad avere il controllo dell’Aula. Ma i fautori della riforma sperano ancora che continui il clima di collaborazione che c’e’ stato al Senato”.

Da non credere. Di qua bianco, di là nero. Nel senso della divaricazione tonale della politica. Beh, non era la Spagna di Zapatero quella dei muri e dei fili spinati e dei fucili spianati contro i nordafricani che volevano varcare l’enclave? Eppure nessuno ha mai fiatato.

Il problema è che quando si sbarca in Italia il realismo e il pragmatismo vengono smacchiati che più pallido di così si muore. La Bossi-Fini e l’accompagnamento con invito da educanda alla frontiera fa ridere i pollastri da una serie di imbarazzanti anni. Intanto in via bipartisan gli americani, la cui economia sta tutt’altro che male, si preoccupano di salvare la loro terra e di creare ricchezza per chi paga le tasse. Qui di bipartisan cosa stanno combinando?

I democrat da maccherone albertosordiano nel latte, ce magnanno e basta. Un conto è fare i conti con la società volutamente trasformata e deformata in multietnica, un altro è forzatamente spacciarla come l’ineluttabile pregiudizio del muro da abbattere per questioni di coscienza e diritti umanitari. Tutti uguali, tranne che nei nuovi diritti. D’altra parte, sono gli invasori che dettano legge, da che c’è storia.

*presidente Indipendenza Lombarda

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

14 Comments

  1. Dan says:

    Chi è la Kyenge ? In un paese abitato da gente con i coglioni invece che da coglioni, sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso.

  2. lory says:

    questi del PD ” compreso tutti gli altri” sono una banda di farabutti se stra fregano del cittadino , ma il problema è che trovano sempre un sacco di imbecilli che gli votano, facendo un distinguo da chi gli vota per interessi politici ed economici e da chi è imbecille punto e basta. l’unica speranza che prenda corpo in modo rapido l’indipendentismo .

    • gianluca says:

      troppo banale come spiegazione, prendersela ancora con i “comunisti”, manco Berlusconi lo fa più

      • Francesco says:

        magari le cose vanno chiamate con il loro nome. Obama è comunista nei fatti solo che in europa piace tanto perchè è di colore e giovane. La stampa lo presenta come un santo mentre è un pessimo presidente.. I veri razzisti sono quelli che dividono sempre le persone in categorie :Bianchi e neri, maschi e femmine omosessuali e eterosessuali invece di vedere solo persone

  3. Albert Nextein says:

    Obama è sempre meno americano e sempre più africano.

  4. Unione Cisalpina says:

    Obama ha “militarizzato” proprio l’altro ieri le frontiere kol Messiko…

    Renzi, + ke il Fonzie, sembra invece kuella kiavika di “Mr Bean” 😀 … guardalo bene
    http://cdn.blogosfere.it/spettacoli/images/mr-bean%20-%20rowan%20atkinson.jpg

  5. della scala says:

    la differenza è che Obama è americano da generazioni e poi i bianchi americani sono immigrati pure loro e i neri se li sono portati loro a casa la kyechicazzè e solo una povera negra che venuta dal sua paese di merda a rompere i coglionoi a gente che non ne può più di sti buonismi del cazzo !!!!

    • Miki says:

      Pensi che io le stesse frasi distensive le penso dei sudditi duosiciliani venuti in Padania a insegnarci cos’è il rispetto degli altri.

      • Giacomo Consalez says:

        Lettura del giorno sull’illibatezza celtogermanica della Banda Varesotti per il padanissimo Miki
        http://www.lindipendenzanuova.com/galli-consulenza-genero/

        (PS non so se mi qualifico, ma io nato a prota Genova, papà e mamma a porta Vittoria, quattro nonni in padagna. Nonno paterno, lo ammetto, di famiglia aragonese. Nessuno è padanamente perfetto, Miki.)

        • della scala says:

          La padania è tutta una boiata non esiste !!! finitela con sta favola della ampolla di alberto da giussano popoli padani uniti
          la prima è una roba da ignoranti come bossi e la sua disciendenza la seconda è una favola che in confronto a San Marco è una barzelletta e la terza è un invezione filonapoleonica perciò BASTA !!!

  6. Giacomo Consalez says:

    Ed Snowden ha denunciato il tradimento compiuto dal governo americano contro i suoi cittadini (affare NSA/intercettazioni telefoniche) e obama vuole arrestare Ed Snowden per tradimento. Farebbe un carrierone a Roma e anche a Milano zona Niguarda. Uno straordinario ribaltatore di frittate.

    • Aquele Abraço says:

      Vuoi vedere che aveva ragione il Cavaliere e che Obama è solo abbronzato e e che sotto a quella scorza olivastra pulsa un bianchissimo cuore wasp? O forse è l’Itaglia che deve crescere come nazione (in fondo questo aborto ha solo 150 anni di vita, grama).

      • Giacomo Consalez says:

        Se l’italia fosse una nazione potrebbe crescere come nazione. Essendo un’accozzaglia, può solo franare. Con grande beneficio per tutti.
        Lombardia Indipendente. Veneto Indipendente.

Leave a Comment