Se l’Italia si regge sul sangue versato, la Padania sia gioia di vivere

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Chiunque di noi sia a favore della secessione della Padania o anche solo di un sua parte si è sentito ripetere più e più volte con aria sbigottita ed offesa “ma non sai quante persone sono morte per fare l’Italia?”

I morti andrebbero lasciati in pace e non tirati all’occorrenza per la giacchetta, meriterebbero rispetto ed un Requiem, ma visto che gli italici patriottici, quando sono a corto di argomenti si affidano a questa domanda, accettiamo la sfida del “ma non sai quante persone sono morte per fare l’Italia?”

Già, quante? Iniziamo dalla presa di Roma, i caduti sono stati 19, di cui 11 appartenenti all’esercito papalino e questo per il buon senso del Papa che di fatto ordinò la resa, senò è probabile che gli italici generali avrebbero perso anche contro i pontifici. I garibaldini erano poi in Mille, così almeno ci dice la storiografia ufficiale, di sicuro c’è che non sono morti tutti, buon per loro. Infine Emilia, Romagna, Toscana, Umbria e Marche sono state occupate dai Savoia senza sparare un colpo o quasi.

La Lombardia invece è stata conquistata dai Savoia grazie alla seconda guerra d’indipendenza durante la quale buona parte dello sforzo bellico è stato sostenuto dai francesi e dai loro legionari marocchini: sarà il caso di dirlo a Napolitano e che la smetta di chiamarli “nuovi italiani”, loro si battevano per l’Italia quando ancora il bis-bis nonno del presidente presentava i suoi omaggi a Franceschiello!

Aggiungiamoci pure le altre guerre d’indipendenza, le rivoluzioni, i moti, le 5 giornate, i 300 giovani e forti che sono morti con Pisacane, le 10 giornate, il quadro non cambia significativamente, salvo poi, se proprio si vuole essere precisi, chiedersi veramente se chi è morto, ad esempio, durante le 5 giornate di Milano volesse davvero costruire uno stato unico da Bolzano a Pantelleria o più semplicemente liberarsi dagli austriaci. Non dimentichiamo che Massimo d’Azeglio nel 1859 scrisse in una lettera alla moglie “per amore di Dio, contentiamoci di fare uno stato sul Po, costituzionale” (per i San Tommaso di turno vedasi: Ginzburg N., 1983, La famiglia Manzoni, Einaudi editore, pag. 242).

In questi macabri conteggi che tanto piacciono agli italici patrioti non so perché non si considerano mai gli italiani che sono morti lottando contro l’unificazione italiana, penso ai molti lombardi, veneti, trentini e friulani che hanno servito diligentemente tra le fila dell’esercito asburgico, ma anche ai soldati borbonici che per la fedeltà dimostrata al loro re sono stati deportati a Fenestrelle e ai tanti meridionali che sono insorti per anni, i cosiddetti briganti. Anche i nazisti definivano così i partigiani durante la seconda guerra mondiale, Achtung banditen erano soliti scrivere nelle aree dove operavano i partigiani, solo che i banditen hanno vinto la guerra e sono diventati eroi, i briganti del Mezzogiorno l’hanno persa e son restati briganti! Misteri della storia scritta dai vincitori.

Si aggiunga infine l’ultima e più vergognosa categoria che contempla quanti sono morti inutilmente per fare l’Italia e penso ai 600.000 poveri martiri che hanno perso la vita durante la prima guerra mondiale. Pochi lo sanno, perché sui libri di storia presenti nelle scuole italiane se ne guardano bene dall’insegnare certe verità scomode, ma l’Austria-Ungheria, temendo di essere aggredita dall’Italia con cui in realtà era alleata, aveva cercato di comprarsi la neutralità di Roma offrendo in cambio interessanti concessioni territoriali. L’offerta comprendeva la pronta cessione del Trentino, dei territorio italiani situati ad occidente dell’Isonzo, di Valona e il “disinteresse” dell’Austria al resto dell’Albania. Inoltre Trieste doveva essere costituita come città libera con propria autonomia e università italiana. Infine Vienna si dichiarò disposta ad accettare le richieste italiane su Gorizia e sulle isole dell’Istria che sarebbero state cedute a fine conflitto e di ciò si era fatta garante anche la Germania (per gli italici San Tommaso: Gatterer K., 1994, In lotta contro Roma, Praxis 3, pag. 233). La proposta è stata rifiutata, l’Italia ha dichiarato guerra all’Austria con cui in teoria era alleata e 500.000 italiani sono morti: per cosa? Per avere, oltre a Trento e Trieste, anche Bolzano che allora aveva una popolazione per il 98% tedesca! In pratica 600.000 italiani sono morti per liberare circa lo stesso numero di italiani che sarebbero divenuti liberi comunque e senza sparare un colpo.

Quello che poi più indigna è anche il modo con cui molti di questi poveracci sono morti per l’Italia, mandati al macello, trattati peggio delle bestie, tanto da pensare che la logica dei generali italiani non fosse quella di prevalere sul nemico con astuta tattica militare, ma più semplicemente di dargli così tanti bersagli su cui sparare da lasciarlo senza munizioni e costringerlo alla resa. Quando poi non morivano come mosche su per le montagne ghiacciate o in qualche fangosa trincea, erano vittima degli stessi Italiani. Bastava che qualcuno osasse proporre strategia alternative al rituale “andate a farvi ammazzare” per essere considerati dei traditori ed venir fucilati da altri italiani. Si pensi al caso dell’alpino Silvio Ortis che, combattendo sui monti vicino casa e quindi essendo un buon conoscitore dei luoghi, ha osato discutere un ordine d’attacco suicida impartito da un suo superiore. Per questo è stato accusato di tradimento, condannato a morte e fucilato il primo Luglio 1916 assieme ad altri tre suoi commilitoni: Basilio Matiz di Timau, Giovan Battista Coradazzi di Forni di Sopra e Angelo Massaro di Maniago. Quando poi si è dimostrato che i quattro non erano affatto dei traditori, la richiesta di riabilitazione avanzata nel 1990 da un discendente di Ortis, e qui siamo all’Italia di oggi, fu respinta perché “l’istanza di riabilitazione ai sensi dell’articolo 683 C.P.P. e 412 C.P.M.P. deve essere proposta dall’interessato”, ovvero la domanda doveva farla l’Ortis stesso che era stato fucilato 74 anni prima. Sono senza vergogna!

Giova ricordare anche che interi reparti sono stati decimati: cosa vuol dire? Semplice, secondo un rituale risalente alla civilissima Roma antica (i barbari saran stati barbari, ma certe cose non le facevano) si uccideva un soldato ogni dieci, così chi aveva la sfortuna di essere il decimo, il ventesimo, il trentesimo e via di questo passo finiva al muro e veniva fucilato, giusto per dare l’esempio agli altri 9. Italiani che uccidono altri italiani.

Ammettiamo pure che io mi sbagli, ammettiamo che il Risorgimento sia stato un grande movimento di popolo e non una farsa animata da pochi prima ed una tragedia per molti poi, se anche veramente fossero morti in molti per fare l’Italia e tutti in modo eroico, ciò automaticamente starebbe ad indicare che l’Italia unita è un bene? Quante sono le SS naziste e le camice rosse comuniste che sono morte credendo fermamente nei loro ideali? Il fatto che fossero in tanti nobilita forse il nazismo e il comunismo?

Ammettiamo inoltre che non solo siano morti in tanti per fare l’Italia, ma che l’Italia fosse all’epoca un bene, ammettiamolo giusto per un momento, dai concedetemelo! Se così fosse io oggi devo restar vincolato a quanto sembrava essere un bene al mio bis-bis-bis nonno nel 1860? Ammesso che il mio bis non fosse invece tra le file asburgiche o più probabilmente a spas co i àche sö per i mucc! Ovviamente non possiamo essere legati alle scelte fatte dai nostri antenati, è evidente e se ne devono fare una ragione anche quanti ci chiedono se sappiamo quanti sono morti per l’Italia. Anche fossero morti in tanti, rispetto il loro sacrificio, ma sono libero di non condividere le loro scelte senò di questo passo si dovrebbe ricostruire anche l’impero romano: non sai quanti sono morti per conquistare la Gallia?

Infine una considerazione etica: ma cosa c’è da vantarsi per il fatto che molte persone sono morte per fare l’Italia? Ma di cosa si vantano, ma di cosa vanno fieri con tristissimo gusto del macabro? Io spero ogni giorno che la Padania divenga una libera nazione indipendente, ma non lo riterrei un punto d’onore poter dire che qualcuno è morto per l’indipendenza della Padania. Punto primo sarebbe inutile, visti i nostri avversari, soggetti che tengono la pummarola ‘n coppa, non servono sacrifici, basterebbe che quella mànega de bìgoi che sono i padani fosse solo un po’ più coesa e un po’ più ferma nelle sue decisioni. Punto secondo è l’idea stessa di nazione che deve stare alla base della Padania che è inconciliabile con il sacrificio dei suoi cittadini. La Padania deve nascere per il bene di tutti noi, per darci un futuro migliore, per proteggerci e non grondare del nostro sangue. Se anche solo un padano dovesse perdere la vita per l’indipendenza sarebbe un tristissimo evento di cui non saprei proprio come menar vanto e se l’Italia fonda sé stessa sulla triste rimembranza di quanti sono morti, che la Padania sia la gioia di vivere!

 

 

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36 Comments

  1. marco svel says:

    COMPLIMENTI AL GIORNALISTA. Un articolo meraviglioso

  2. carlo says:

    bellissimo articolo che dovrebbe essere fatto leggere nelle scuole della nostra terra, invece spesso insegnanti di altre latitudini che spesso difficilmente conoscono la lingua italiana, insegnano negando e tentando di cancellare nella memoria dei nostri figli, la nostria storia, la nostra lingua, le nostra tradizioni.. complimenti all’autore..

    lombardia libera
    Mn

  3. luigi bandiera says:

    Ma pensate un po’ come li hanno lavati per bene in testa:
    invece di commemorare i loro caduti perche’ non volevano l’itaglia, commemorano i loro boia che gli imposero l’itaglia; tipo, per esempio, il giuseppe maria garibaldi.

    Va tu a sapere che virus hanno adoperato per trikoglionirli cosi’ tanto…

    Dovrebbero, visti i loro martiri, essere con noi e non il contrario.

    Speriamo che cambi almeno tra mille anni…

    Saluti

  4. caterina says:

    bell’articolo, complimenti!

  5. Salice triestino says:

    Bellissimo, articolo, complimenti! Mi perdoni se faccio il paragone, non la conosco, ma è uno di quegli articoli che salverò con cura, come faccio con tutti quelli di Oneto.

    Aggiungo solo una precisazione.
    600.000 italiani morti per conquistare territori ad altri Stati, in particolare all’Austria-Ungheria. Tutti quei morti sono serviti inizialmente (1915-1917) ad arrivare a fatica a Monfalcone, quindi la conquista di pochi chilometri di terra, e dopo la disfatta di Caporetto le truppe italiane dovettero addirittura ritirarsi indietreggiando rispetto al vecchio confine di Stato fino addentro al Veneto. Mentre verso Trento e Bolzano, il fronte di guerra è rimasto più o meno lo stesso durante tutta la guerra, con assestamenti tattici da parte dei due eserciti, ma nessuna ampia conquista.

    E aggiungo anche che i territori oggetto di “liberazione” non anelavano proprio a venir “liberati” da nessuno, in quanto facevano parte del loro legittimo Stato, l’Austria-Ungheria. Il 98% degli italiani d’Austria combattè, per fede o per costrizione, in divisa austriaca, e solo una piccola parte decise di disertare o di combattere a fianco del Regio Esercito Italiano, e quest’ultimo riservò spesso a quegli individui un comportamento sospettoso, in quanto aveva paura si trattasse di spie, come in alcuni casi in effetti era.

    Quindi a ben poco servì l’inconscio sacrificio di quei morti, se l’Italia la spuntò alla fine della guerra fu per lo più grazie alla vittoria dell’Intesa contro gli Imperi centrali, ma non per conquista militare.

    “ma non sai quante persone sono morte per fare l’Italia?” Lo so, tu forse non sai quante sono morte per tutti gli Stati che non esistono più e quelli che un giorno non esisteranno più. E’ la storia.

    • Nibbio says:

      Lei scrive: “gli italiani d’Austria” e non si accorge di scrivere una coglionata !

      Se non sa scrivere “gli austriaci di lingua italiana” vada a scuola dagli sloveni !

      Secondo me, comunque, lei è un terrone provocatore !

      • Salice triestino says:

        Certo, terronissimissimo, anzi, come diciamo qui dalle nostre parti, cabibo, pignata, cifariel!
        Secondo me lei è solo uno che prova un gran fastidio e non sa come sfogarsi, tirando in mezzo anche gli sloveni!
        Comunque “austriaci di lingua italiana” mi sta benissimo ugualmente!

      • luigi bandiera says:

        Nibbio, proprio bella questa.

        Cosi’ di itagliani di lingua italiana non c’e’ nemmeno er presidente.

        E ancora, cosi’ io sono un veneto di lingua veneta e itagliana.

        Ovviamente estendendo si va dalle Alpi alle Piramidi…
        Quindi ci sono pure cinesi, marocchini, turki e ecc. di lingua cinese e itagliana, turka e itagliana, araba e itagliana e via discorrendo.

        Non male… beh, scrivevo che la regina ditaglia si chiama CONFUSIONE.

        Sin salabinladen

  6. Don Ferrante says:

    Un dato è certo ed inconfutabile:
    molti si sono volontariamente e coscientemente immolati per l’unità d’Italia, per il re, per il duce, per la repubblica…una ed indivisibile !

    Lo si apprezzi o lo si disprezzi…così è !

    Per l’indipendenza della Padania molti si son fatti una banca in …bancarotta, un villaggio…disastrato, le magliette satiriche, i diamanti ed i lingotti, i giretti tanzaniani, le gnocce ed i cetrioloni, i superstipendi, le superpensioni, le supercazzule di tutti i generi !

    I nostri eroi sono gli evasori fiscali !

    Chi crede di poter raggiungere la libertà al seguito di coloro che hanno gozzovigliato a spese del popolo settentrionale è pazzo ! Pericoloso per sé stesso e per gli altri !

  7. Giovanni says:

    L’articolo è pieno di omissioni e imprecisioni. Ne cito solo una, tanto per: l’Italia non ottenne solo Trento, Trieste e Bolzano con la vittoria della prima guerra mondiale, ma anche Gorizia, tutta l’Istria e Zara (che non è una azienda di abbigliamento, ma una città dalmata).

    Scrivere poi che le guerre d’indipendenza sono state vinte dai marocchini è una mistificazione assurda.

    Non c’è dubbio che molta gente sia morta contro la propria volontà o per una causa in cui credeva poco. Ma moltissimi erano fermamente convinti della causa nazionale, e hanno sicuramente molta più dignità loro della Rosi Mauro e del Trota.

    • Gian says:

      se magari avessi letto bene l’articolo avresti visto che l’Austria Ungheria a fine guerra era disposta a dare anche Gorizia e l’Istria di cui parli. Ritenere assurdo mandare a morte 500.000 italiani per liberarne altrettanti non è una mia teoria, era la posizione di Giolitti, a questo punto anche Giolitti era impreciso e dedito alle omissioni?

      rosi mauro e trota? e chissenefrega della rosi mauro e del trota… che cacavolo c’entrano? che articolo hai letto?

    • luigi bandiera says:

      Giuseppe, non ci vogliono lasciare LIBERI..!!

      Pero’ starnazzano che sono tanto cristiani, tanto democratici e tanto solidali e tanto ecc..
      Insomma, ci amano tantissimo, come i romani amavano i loro schiavi.

      Mi sa che qualcosa non funziona…

      Vero o falso..?

      Saluti

  8. luigi bandiera says:

    Ottimo intervento Gianfrancesco Ruggeri,

    Una domenica, la prima di agosto di ogni anno, se non erro, andai con una compagnia di famiglie sulla cima del Grappa. Sacra per l’itaglia.

    Quando arrivai sull’ossario chiamai il mio amico capofamiglia dell’altra squadra e gli dissi:
    vieni Bruno andiamo a vedere se qua abbiamo parenti morti per nulla..!
    Essendo li’ sepolti in ordine alfabetico io feci presto a vedere se c’erano o no… e non ne trovai per fortuna.
    Nemmeno il mio amico Bruno ne trovo’ per fortuna anche per lui. A Redipuglia ci sono stato ma non ebbi questa idea. Lo faro’ se andro’ un dì.

    Purtroppo pero’ il fratello di mio nonno (1881) Giovanni fu ferito ai genitali da una mina o bomba a mano (1915-18)… e non vi dico altro. Comunque la zia di mio padre rimase vedova. RISARCIMENTI ..?? BOH..!

    Mio padre (1910) Alfonso invalido di guerra (la seconda).

    TUTTO per niente..!

    Gli itagliani o talibani hanno sempre un sacco di feste e commemorazioni da fare. Tanto poi paga il solito MONA, e insistono col CHIAGNISTEO tipico dei talibani per affermare che oggi non si puo’ kiu’ toccare nulla. VA BBENE ACCUSSI’..!

    Non rimproverano mai i loro fratelli in chiagnistei, del trattamento subito dai neo talibani.
    Quanti patrioti veri morti perche’ trattati come dei criminali detti briganti. MORTI CON DISONORE cioe’ il CONTRARIO..!!!!!!!!!!!

    Hanno falsificato tutta la storia. Infatti, e’ FITTIZIA: tutto quel che e’ talibano e’ fittizio. Dall’impero romano ad oggi pare una storia che ha un che di FIABA. Quindi molto apetibile per gli incoscienti giovani scolari al talibananismo.

    Parlano di civilta’ romana quando erano guerrafondai.
    Quando la schiavitu’ era un dogma.

    Cosi’ pure con l’itaglia… che usarono, da subito, il nord per farsi mantenere i loro capricci. I loro bunga bunga.

    Hanno sventagliato nei posti chiave i loro segugi per impossessarsi del neonato stato talibano. Perpetuando cosi’ e di fatto l’impero romano.

    E si fecero pure le leggi a favore a partire dalla carta (igienica) fondamentale inserendo furbescamente o kriminalmente una invisibile ma micidiale frasettina del kax, una vera PASSWORD, per non aprire lo stato. Ne da dentro e ne da fuori.

    La PASSWORD E’:

    UNA e INDIVISIBILE

    Nessuno, dico nessuno (Ulisse non c’entra), degli indipendentisti e secessionisti arrivati li’ a governare che ci fecero un pensierino per toglierla..?

    Eliminata la PASSWORD il resto diventa, come per incanto, tipo lampada di Aladino, che esprimendo un desiderio/sogno al GIGANTE che obbediente al PADRONE fara’ o realizzera’ all’istante.

    Tutto molto semplice… ma complicato perche’ nessuno (Ulisse non c’entra) possa nemmeno sognare la liberta’ della sua vera Patria.

    E’ tutto un INGARBUGLIAMENTO sto stato talibano.

    Quindi nessunissima riforma potra’ servire.

    I padri del kax ma che ci fecero kornuti l’hanno pensata bene… per tenerci in gabbia come dei canarini..!

    I loro figli continuano l’opera con appunto le varie feste e commemorazioni..!

    Gli OTTO SERENISSIMI finirono in galera per una commemorazione ai talibani fastidiosa.
    Cesarino Monti, pace a lui… fu destituito per un altro motivo e sempre da un talibano.

    E tanti altri del dì d’oggi messi sul banco degli imputati per altre stronzate trikoglionite.

    Oggi lo stato talibano ha dichiarato guerra al CITTADINO SOVRANO..!!!!!!

    STATALI TALIBANI CONTRO CITTADINI SOVRANI PRIVATI o ILOTI che li MANTENGONO..!!!!

    CHI DIFENDE LO STATO TALIBANO E’ CONTRO QUEGLI ILOTI (ke non sanno di esserlo) CHE LAVORONO PER LORO.

    SIAMO AL TEMPO, mai morto, DEGLI -UOMINI CONTRO-.

    DIFENDIAMO KI MANTIENE O KI L’E’ MANTENUTO..??

    E COME E’ MANTENUTO BENE, KAX AL KUBON..!

    La logika impone il mantenimento di questo stastus quo.

    STATO (statali) CONTRO IL SUO PADRONE (cittadino sovrano)..!!

    Come la metteranno tra non molto per mantere lo status di mantenuti..?

    Eh, si. I mantenuti COMANDANO non i MANTENENTI perche’ ILOTI o SCHIAVI di FATTO.

    E’, un re non si fara’ MAI una legge contro..!

    O FORKONI O ILOTI..!

    Cosi’ e’ scritto e cosi’ sia fatto… diceva il faraone.

    Amen

  9. Lucky says:

    l’italia vive sul sangue versato solo per mantenere i privilegi di una latitudine, latitudine che in caso contrario dell’italia non saprebbe che farsene, qualcuno ricorda lo stadio di san paolo a italia 90?

  10. Unione Padana Alpina says:

    Se lo scrive un leghista …..

  11. sara val. says:

    La Padania gioia di vivere? Si alle spalle dei contribuenti, facendosi dare un posto da direttore pubblico o facendosi mantenere come presidenti nelle Province!

    • Gian says:

      lei crede che a quegli uomini interessi veramente la Padania? Non crede che per loro è solo un pretesto? Se veramente fossero interessati alla Padania alle parole farebbero seguire i fatti e forse un giornale come l’indipendenza non sarebbe neppure nato.
      Se poi la può consolare qui non becchiamo una lira, scriviamo quello in cui crediamo, punto. Metta anche noi nel conteggio e non solo gli esempi negativi…

  12. Flit says:

    Argomentazioni che distorcono la realtà perché illustrano solo aspetti marginali, estrapolati dal contesto storico.

    Non ho mai letto o sentito qualcuno “vantarsi” dei caduti in questa o in quell’altra guerra: ricordare, onorare, elogiare, questo ho sempre sentito, vantarsi mai !

    Articoli come questo possono eccitare gli animi (?) dei minus habentes che da un quarto di secolo danneggiano la causa settentrionale.

    Articoli come questo fanno perdere consensi tra le persone colte, che conoscono la storia d’Italia, e tra quelle più semplici, che conoscono quella della propria famiglia !

    La battaglia del Nord per la sua libertà deve necessariamente poggiare sul consenso del popolo, del quale non si deve auspicare il massacro ma semplicemente la partecipazione ed il voto !

    Tutto il resto è solo folclore, di chiara marca romana !

    • lucafly says:

      sig. Flit…..

      “Argomentazioni che distorcono la realtà perché illustrano solo aspetti marginali, estrapolati dal contesto storico.

      Se preferisce la prossima volta si cercherà la verità sui libri di cucina….sempre che uno colto come lei si degni di leggerli.
      Amen

    • Giacomo says:

      Non vantarsi, ma usarli a sostegno del patriottismo da sussidiario che affligge tanti polemisti anonimi come lei. Stupidità o tornaconto?

      • Flit says:

        Certo che i patrioti padani fino ad oggi hanno dato esempi eccelsi !

        Sono riusciti a collezionare il più vergognoso coacervo di figure di cacca che il Nord abbia prodotto nell’evo moderno !

        Voi siete la quinta colonna della romanità !

      • lucafly says:

        Sig Giacomo perche sprecare tempo con uno che non capisce nemmeno la battuta sui libri di cucina.
        per non parlare della sua sapienza…..Amen

    • liugi II says:

      Mi viene un dubbio: Lei ha letto l’articolo?

    • Gian says:

      si, anch’io inizio a chiedermi se ha letto l’articolo. nessuno, men che meno io ha auspicato alcun massacro di popolo, semmai il contrario, ho stigmatizzato come mandare al massacro il proprio popolo sia un crimine e ho fatto presente come l’indipendenza della Padania debba assolutamente essere pacifica, perchè sono contrario alla violenza in generale e perchè nel caso specifico, visti i nostri “carcerieri” proprio non serve!

  13. Sergio says:

    Grazie.
    Divulgare sempre, insistere, far sapere, x che chi la dura la vince.
    Nord Libero e Indipendente.
    SUBITO!

  14. Ciao Ruggeri, parlami del genocidio nel Regno delle due Sicilie con annessa rapina alle casse floride !!!!! Ti sfugge qualcosa nel tuo conteggio da ragioniere e non da storico.

    • Giacomo says:

      Voi tirereste fuori il genocidio, con cui tra parentesi i Lombardi non c’entrano nulla, anche se fosse avvenuto nel 1200. Indipendentisti condizionali. A voi l’italia va bene così. Avete la dignità degli Irudinei.

    • Gian says:

      basta che lo leggi bene il mio articolo e vedrai che ho parlato di soldati deportati a Fenestrelle e dei cosiddetti Briganti! magari prima leggi l’articolo…

  15. Alberto says:

    Chi tira fuori i morti per legittimare qualcosa come lo Stato italiano è fuori come un balcone.

  16. Giacomo says:

    Bell’articolo. Grazie. A parte il riferimento alla Padania, una di quelle parole che mi danno il voltastomaco, come italia, e che spero siano archiviate al più presto tra le insensatezze e le buffonate di questo triste paese. Lombardia indipendente. Autodeterminazione per tutti i popoli.

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