Se l’immigrato diventasse indipendentista

di MARCELLO RICCI
 
Jomo Kenyatta (  Johnstone Kamau) nella vecchia Africa Orientale Britannica , attuale Kenia, con l’aiuto dei missionari scozzesi, di cui aveva frequentato le scuole, fu inviato a Londra dove si laureò. Nel 1946 tornato in patria, dette vita a una fervente attività indipendentista, che ebbe passaggi anche molto violenti (Mau – Mau); divenuto leader del principale movimento politico nero, liberò il suo paese dal colonialismo inglese. Perché ricordare Kenyattà, solo perché indipendentista di successo? Anche, ma soprattutto perché tra gli immigrati che vengono traghettati sulle nostre terre, per gli interesse della nuova versione del colonialismo (multinazionali), possano esserci degli emuli di Kenyatta. Occorre impegno nel selezionare e addestrare tra gli immigrati che sbarcano chi ha attitudine e determinazione per essere rivoluzionario, senza tralasciare per questo le possibili azioni di contrasto (oggi puramente ipotetiche). L’addestramento  dovrà essere politico e di guerra rivoluzionaria. Le persone che saranno poi aiutate a rientrare nelle loro patrie, dovranno avere preparazione politica e militare. Si ha la certezza che un’iniziativa del genere, porterà alla diminuzione degli sbarchi, anche se susciterà rimostranze e è facile immaginare da quale parte . E’ un progetto che ha dei costi forse non lievi, che potrebbero , aggiunti a quelli dell’accoglienza potrebbero essere non sostenibili, ma si potrebbero  finanziare, non mendicandone i rimborsi, ma trattenendo una parte  degli ingenti contributi che ogni anno si devono versare all’Ue. L’Ue non potrà fare la voce grossa, l’Italia è tra i paesi fondatori e molti stati membri aspettano solo il momento giusto per uscire da una porta da cui sono entrati senza grande convinzione.
Estromettere l’Italia avrebbe il significato di smantellare l’Ue stessa. Sbaglia chi vuole interrompere i flussi migratori con la forza delle armi, se armi dovranno essere usate, siano esse usate dai migranti stessi per riconquistare quello che loro appartiene. E’ giunta l’ora che se guerre devono esserci siano vere guerre di liberazione, non del tipo delle” primavere arabe” che sono servite solo a proteggere determinati interessi commerciali a danno degli altri. L’Italia, governata  da autolesionisti o da traditori, vi ha partecipato schierandosi contro i propri interessi e quelli dei popoli sono stati aggrediti in nome di una democrazia che è oggi per loro un miraggio ancor più lontano. Essere indipendentisti, comprende il desiderio di liberarsi dalle ingannevoli promesse di valori che non sono tali come l’accoglienza illimitata che anche la saggezza del Dalai Lama condanna. (Ha dichiarato : ”Non è possibile pensare  che sia sufficiente
l’accoglienza a risolvere il problema. Gli italiani, e i siciliani soprattutto, stanno dimostrando un gran cuore ma per risolvere il problema dei profughi è necessario intervenire in quei Paesi, impegnarsi per superare le guerre, spesso a sfondo religioso, che provocano gli esodi e superare anche il grande divario tra ricchi e poveri per costruire una società migliore.
Serve quindi un pensiero a lunga scadenza per ottenere un risultato davvero efficace”.
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4 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Chiedo scusa per l’insistenza, pero’ avevo postato qua qualcosa e non lo trovo piu’: censurato..??

    Boh, non mi sembrava offensivo per nessuno.

    Lo riporto, si sa mai che c’e’ stata una svista.

    Tuttavia, se saro’ censurato sara’ come chiuderemi la porta in faccia ed io non bussero’ MAI PIU’ su questa porta..!
    La censura e’ un BOOMERANG..!

    Eccolo il misfatto:

    luigi bandiera 16 Giugno 2014 at 1:42 pm #

    Sarebbe un bel guaio per noi se gli invasori, domani, chiedessero l’AUTODETERMINAZIONE..!

    Ma il mondo dell’INTELLIGHENZIA e’ miope o e’ correo.

    Sembra, piuttosto, che dorma..!!

    Soccomberemo

    Ma forse nemmeno quello… cosa stia succedendo nel mondo e l’itaglia non e’ esente, e’ una sorta di rivuluzione mondiale.

    Se non soccomberemo cosa ci possiamo aspettare..??

    Beh, si: chi vivra’ vedra’.

    PSM
    WSM

  2. Carlo De Paoli says:

    Concordo perfettamente con Matteo Ricci, la “libertà” che portano i bombardieri occidentali in Africa e in altre zone del Mondo non è libertà, è libertà dalla vita.
    Non esiste scusante che giustifichi i massicci bombardamenti con l’uccisione di milioni di persone, uomini donne e bambini, tanto meno il desiderio, asserito, di “liberare” gli individui, da che cosa poi, che con quel pretesto si assassinano.
    Evidentemente lo scopo è un altro, molto meno nobile.
    Il neo colonialismo.
    L’America è il Paese che più si è esposta mostrando la propria “faccia” in questa attività.
    Ma è proprio l’America, o il popolo americano, la beneficiaria di questa politica di aggressione verso tutti i popoli della Terra?
    Gli americani, come noi, devono lavorare per affittare la valuta con la quale sopravvivere: loro hanno perso la sovranità sulla propria valuta nel 1913, noi un po’ più tardi, con l’€uro, come loro, però, dobbiamo lavorare per i banchieri privati, per pagare l’affitto della valuta con la quale far funzionare la nostra economia.
    È una rendita che anno dopo anno frutta interessi alle banche che emettono le banconote, e, alle vecchie emissioni, si aggiungono sempre i biglietti di nuova stampa, quindi il debito aumenta esponenzialmente.
    Aumentando anno dopo anno toglie la speranza di poterlo mai saldare completamente.
    Un sistema economico del genere lo si può comprendere solo se, chi lo promuove, non mira ad uno scambio fra individui uguali, ma fra persone con diverso potere contrattuale.
    Il raffronto che mi viene a mente è quel rapporto che si instaura fra padrone e schiavo.
    Con Ricci convengo che l’istruire gli immigrati per poi rimandarli a casa loro con un mestiere in mano o una professione sia la soluzione ai problemi di tutti.
    Prima, però, converrà liberarsi, quanto più rapidamente possibile, non importa come, di questa classe politica di parassiti, probabilmente anche ricattati.
    Senza questa azione preliminare non sarà possibile risolvere i nostri problemi.
    http://www.losai.eu/il-piano-kalergi-il-genocidio-dei-popoli-europei/
    http://www.losai.eu/european-council-on-foreign-relations-e-il-progetto-pan-europeo/

  3. Roberto Porcù says:

    Utopia, i Kenyatta non si allevano come i polli. Capita che in una moltitudine ci sia qualcuno con animo e principi da leader e che a costui le cose filino bene senza che lo ammazzino, ma è la casualità che fa parte della vita e dell’evoluzione delle specie.
    Già ci fu chi pensò di pilotarla, ma non ebbe successo.
    Nel concreto, in Italia sta entrando la miseria del mondo mentre investimenti e cervelli se ne escono.
    La proiezione della somma algebrica che ne risulta è desolante.

  4. Carlo De Paoli says:

    Concordo perfettamente con Matteo Ricci, la “libertà” che portano i bombardieri occidentali in Africa e in altre zone del Mondo non è libertà, è libertà dalla vita.
    Non esiste scusante che giustifichi i massicci bombardamenti con l’uccisione di milioni di persone, uomini donne e bambini, tanto meno il desiderio, asserito, di “liberare” gli individui, da che cosa poi, che con quel pretesto si assassinano.
    Evidentemente lo scopo è un altro, molto meno nobile.
    Il neo colonialismo.
    L’America è il Paese che più si è esposta mostrando la propria “faccia” in questa attività.
    Ma è proprio l’America, o il popolo americano, la beneficiaria di questa politica di aggressione verso tutti i popoli della Terra?
    Gli americani, come noi, devono lavorare per affittare la valuta con la quale sopravvivere: loro hanno perso la sovranità sulla propria valuta nel 1913, noi un po’ più tardi, con l’€uro, come loro, però, dobbiamo lavorare per i banchieri privati, per pagare l’affitto della valuta con la quale far funzionare la nostra economia.
    È una rendita che anno dopo anno frutta interessi alle banche che emettono le banconote, e, alle vecchie emissioni, si aggiungono sempre i biglietti di nuova stampa, quindi il debito aumenta esponenzialmente.
    Aumentando anno dopo anno toglie la speranza di poterlo mai saldare completamente.
    Un sistema economico del genere lo si può comprendere solo se, chi lo promuove, non mira ad uno scambio fra individui uguali, ma fra persone con diverso potere contrattuale.
    Il raffronto che mi viene a mente è quel rapporto che si instaura fra padrone e schiavo.
    Con Ricci convengo che l’istruire gli immigrati per poi rimandarli a casa loro con un mestiere in mano o una professione sia la soluzione ai problemi di tutti.
    Prima, però, converrà liberarsi, quanto più rapidamente possibile, non importa come, di questa classe politica di parassiti, probabilmente anche ricattati.
    Senza questa azione preliminare non sarà possibile risolvere i nostri problemi.

    http://www.losai.eu/il-piano-kalergi-il-genocidio-dei-popoli-europei/

    http://www.losai.eu/european-council-on-foreign-relations-e-il-progetto-pan-europeo/

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