Se l’Expo porta sfiga: dalla città devastata ai padiglioni che perdono pezzi e fanno acqua…

di GIOVANNI D’ACQUINOEXPO

A parte la città devastata, Expo inciampa ogni giorno in qualcosa.

L’altro giorno una placca di ferro nel della Turchia a Expo 2015 si è staccata dalla trave ed piombata sulla scalognata visitatrice di 24 anni che passava di lì… Poi è stata la volta del viceministro delle Politiche Agricole Andrea Olivero e del presidente dell’Ente Nazionale del Turismo Cristiano Radaelli, incastrati in ascensore. Poi, ancora, il caos acqua e sporcizia per la copertura che doveva essere suggestiva ma che in realtà crea solo problemi di pulizia lasciando anche passare la pioggia. Morale, il padiglione del cluster Bio-Mediterraneo è un insuccesso annunciato. E’ l’area espositiva comune degli 11 Paesi del Mediterraneo, guidati dalla Regione Siciliana. Invece agibilità zero.

“La copertura sarà anche suggestiva e gradevole, ma è poco funzionale: in più lascia passare la pioggia” spiega Dario Cartabellotta, responsabile unico del Cluster, che ha pulito di persona lo stand prima dell’apertura.

E poi “Non siamo visibili – continua Cartabellotta – i visitatori ci cercano senza trovarci, la mancanza di segnali e del nome all’esterno non permette ai visitatori di capire cosa ci sia dentro questo grosso spazio”. Costo? Dice Nino Caleca, l’assessore siciliano all’Agricoltura. “Noi abbiamo investito tre milioni di euro per lo stand del Cluster: se le cose non verranno sistemate entro poche ore non pagheremo un euro” minaccia. “È un errore gigantesco anche a livello politico: nel campo dell’alimentazione come si fa a nascondere i prodotti dei Paesi del Mediterraneo?” spiega l’assessore regionale.

Bene, avanti il prossimo.

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2 Commenti

  1. Antonio says:

    Problemi con pioggia? Con un po di silicone magari! Problemi con caldo? Speriamo che la colla non coli. Mah a livello mondiale ne succederanno di tutti i colori.

  2. Dan says:

    …e siamo solo al quarto giorno… ne restano ancora 180…

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