Se la Turchia, alleata Usa, rifugia le cellule dormienti….

di GIOVANNI D’ACQUINOturchia

La questione è vecchia e risaputa. La Turchia poco o nulla quaglia con l’Europa. “La Turchia è diventata il luogo che dà rifugio alle cellule dormienti delle organizzazioni terroristiche”. Lo dice ora persino Kemal Kilicdaroglu, leader del principale partito turco di opposizione, il laico Partito repubblicano popolare (Chp). “Uno dopo l’altro – ha dichiarato il politico nel corso di un’intervista al quotidiano Hurriyet – i ministri hanno cominciato a dire di fare attenzione alle cellule dormienti. Ma chi lo dice non è arrivato al potere ieri, governa invece da 12 anni”. Per il leader politico kemalista, il governo ha permesso che il paese scivolasse in una “palude di terrore e ha “costruito la sua politica estera sul sostegno alle organizzazioni terroristiche”.

“Per queste ragioni – ha continuato – il premier Ahmet Davutoglu non può governare il paese.” Dopo 12 anni al potere, questo è un governo che crea problemi invece di risolverli – ha proseguito Kilicdaroglu – e i problemi che crea non solo preoccupano i cittadini turchi, ma sono anche motivo di ansia per il mondo. C’è grande preoccupazione in merito alla Turchia”.

Un segnale dietro l’altro

Ma non è il solo segnale. Nei giorni scorsi infatti  Cevat Ones, ex vice sottosegretario dell’Agenzia nazionale di intelligence (Mit) turca, ha rilasciato un’intervista in cui definiva “molto probabile” che alcune cellule terroristiche dormienti in Turchia si attivino alla luce degli ultimi sviluppi nella regione. “In particolare in seguito agli sviluppi in Siria e in Iraq, è molto probabile che questi elementi, che sono stati coinvolti nei conflitti regionali, vengano usati anche in Turchia”. Il 6 gennaio una donna kamikaze si è fatta esplodere nella centrale Piazza Sultanahmet a Istanbul, uccidendo un poliziotto.

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