CARROCCIO, QUELLA DIVERSITA’ MESSA IN CRISI

di GIANLUCA MARCHI


Sono giorni amari per i leghisti, con il loro partito che si sta dibattendo nel fango. Per non dire in qualcosa di peggio. Mai e poi mai loro – e mi riferisco alle schiere di militanti che hanno compiuto questa scelta politica anche pagando uno scotto non sempre facile da sopportare – avrebbero immaginato di trovarsi dalla parte del “sistema” da additare e da condannare. E ciò indipendentemente dall’esito dell’inchiesta che coinvolge il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni. D’altra parte chi ha cavalcato, ai tempi di Tangentopoli, gli avvisi di garanzia che colpivano i politici della Prima Repubblica come delle sostanziali condanne, oggi difficilmente può pretendere un diverso trattamento per i propri esponenti sospettati di aver introdotto le mani nella marmellata. E la pretesa diversità del Carroccio sembra così andare a farsi benedire.

Detto questo, appare una difesa scontata e alquanto sterile quella che si appella a un presunto complotto anti-leghista da parte delle forze filogovernative impegnate a mettere fuori gioco l’unico vero movimento di opposizione che oggi contesta Monti e la sua squadra. Troppo facile. E’ solo come un esercizio per serrare i ranghi e per offrire un appiglio di salvezza morale ai tanti leghisti convinti e che tuttavia si sono ritrovati straniti e costernati a fronte delle notizie filtrate dall’inchiesta milanese. E’ una difesa che lascia il tempo che trova, in quanto fino all’altro ieri molti dirigenti leghisti erano i primi ad arricciare il naso quando si pronunciava il nome di Davide Boni e si faceva riferimento alle voci che da mesi circolavano intorno alla sua figura e a campagne elettorali un po’ troppo dispendiose. Erano gli stessi che si affrettavano a ricordare come Boni, nato politicamente sotto il cappello di Roberto Calderoli, nel 2005 venne imposto come assessore regionale al Territorio e all’Urbanistica nonostante diverse perplessità interne, nutrite anche ai massimi livelli. E a rammentare con soddisfazione come, dopo le elezioni del 2010, fosse stato dirottato alla presidenza del Consiglio regionale (incarico prestigioso ma pressoché onorifico). Era solo invidia politica ad alimentare quegli atteggiamenti, oppure qualcuno sospettava comportamenti un po’ troppo disinvolti? Oggi verrebbe da credere che si pensasse alla seconda interpretazione.

Al di là dell’inchiesta specifica, comunque, si rafforza il sospetto che il problema risieda nella cosiddetta Lega del territorio, o almeno in alcune sue parti, cioè quella struttura  in questi anni indicata come la vera forza del Carroccio. Appare credibile la difesa fatta in queste ore dal quartier generale di via Bellerio che vuole il partito non bisognoso di soldi, essendo le casse del movimento strapiene di milioni di euro. Ma sul territorio, soprattutto dopo la malattia di Umberto Bossi e l’affermarsi del cosiddetto cerchio magico/malefico, sono andati sì consolidandosi figure di amministratori locali (la maggioranza) molto apprezzati e trasparenti, ma anche gruppi di potere piuttosto chiacchierati, che operano sotto le insegne della Lega, ma che sono sospettati di perseguire fini essenzialmente personali. Al riguardo vale ricordare quanto dichiarò alcuni mesi orsono, dopo una serie di casi giudiziari meno clamorosi rispetto alla vicenda odierna, il segretario nazionale della Liga Veneta Gianpaolo Gobbo, il quale ammise che la grande crescita del Carroccio poneva un reale problema di controllo sulla classe politica locale. E non era certo una voce dal sen fuggita.

Su tutto ciò ora si preferisce sorvolare, e la cosa è financo comprensibile. Si assiste invece, al di là delle pesanti scosse sotterranee, al tentativo di dare un’immagine di unità. E il più strenuo difensore dell’illustre indagato di oggi, almeno a parole, appare Roberto Maroni, che ha gridato ai quattro venti: “Boni non si tocca, la Lega non si tocca”. Dall’ex ministro, che ha lanciato la sua battaglia interna al grido della “Lega degli onesti”, ci si sarebbe potuti aspettare una presa di distanza almeno cautelativa del tipo: a scanso di equivoci, per meglio difendersi e per confermare la diversità leghista, sarebbe opportuno che Boni si dimettesse dalla presidenza. E invece come spiegare la strenua difesa del collega di partito? Forse con il fatto che Boni viene ora considerato un maroniano, anche se non propriamente un duro e puro? Non convince. L’impressione è che Maroni cerchi disperatamente di tenere unita la Lega essendo preoccupato che, sull’onda dell’emergenza, possano saltare i congressi nazionali della Lombardia e del Veneto, vale a dire i due capisaldi che i “barbari sognanti” vogliono presidiare nella marcia verso la conquista del movimento. Già in Veneto si dice che i bossiani legati a Gobbo stiano meditando di buttarla in caciara, cioè di creare un’emergenza per costringere Bossi a commissariare la segreteria nazionale e quindi impedire l’ascesa di Flavio Tosi, considerato in maggioranza. E in Lombardia, se il partito si dilaniasse pubblicamente a seguito del caso Boni, il passo verso il commissariamento sarebbe scontato e ciò significherebbe dire addio ai sogni di gloria per il congresso già fissato a Senago dall’1 al 3 giugno prossimi.

Il percorso intrapreso da Maroni sembra tuttavia incardinato su un sentiero molto stretto e non sempre i calcoli tattici resistono alla prova dei fatti e degli eventi.

LEGA NORD: SIAMO PRONTI A QUERELARE CHI PARLA DI TANGENTI AL PARTITO

La Lega si dice pronta a querelare tutti coloro che, in questi ultimi giorni, hanno parlato di tangenti per il partito dopo l’avviso di garanzia recapitato al presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni, per presunte mazzette quando era assesore all’urbanistica.

Dopo aver, di fatto, bloccato le dimissioni Boni il leader della Lega Umberto Bossi potrebbe chiedere, infatti, ai legali del movimento di denunciare tutti coloro che in queste ore hanno scritto e parlato di tangenti fatte pervenire al Carroccio. Questa sera in via Bellerio vi sarà un vertice di tutti i massimi esponenti del partito che potrebbe concludersi con una controffensiva da parte della Lega che si dice anche disposta a rendere pubblici i propri conti corrente così come quelli privati dello stesso Boni. «Boni ha giurato e spergiurato di non aver mai preso mazzette – sottolineano alcuni esponenti leghisti vicino al Presidente del consiglio lombardo – e c’è da credergli. Certo è che se fosse dimostrato il contrario -spiegano- saremo i primi a cacciarlo dalla Lega a pedate, ma questo crediamo proprio non possa avvenire». 

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27 Comments

  1. Monici giuseppe says:

    ma perche vi arrabbiate , dopo tutto sono solo soldi dei contribuenti,come dice bossi”i cttadini ogni tanto vanno tosati”.

  2. Massimo says:

    Se si spegne Radio Padania si spegne anche la Lega.
    Il target è quello delle discepole di Radio Maria.
    In questi giorni ripetono come un rosario “Boni non si tocca”

  3. Luca68 says:

    Batwoman…sei COMMOVENTE… Non so dire altro… 🙂 scommetto che lo scorso giugno eri a Pontida ed avevi le lacrime agli occhi dalla gioia e dalla commozione quando Calderoli ti ha annunciato i Ministeri del Nord. C’ero anch’io sai… Ma le lacrime agli occhi le avevo dal ridere. 🙂 con la Lega dammi retta, fai un bel respiro e prova a smettere… Ci sono riuscito io, ci puoi riuscire anche tu… 🙂

  4. rosanna sapori says:

    allora…Penati, Nicoli Cristiani, quell’altro che non ricordo il nome…adesso Boni…ma il Celeste non lo tocca nessuno? Mi ricorda la canzone di Jannacci Faceva il palo nella banda dell’ortica…”facevaaaa il paloooo perchè l’era il so mestè…ma bruta vaca logia porca…ecc…”

  5. Ferruccio says:

    Facendo pulizia nel mio magazino ho ritrovato alcuni vecchi manifesti Lega Nord (delle migliaia che ho attaccato a mie spese)

    Alcuni vecchissimi anno 1993 dicono questo….

    1) SEQUESTRO DEI BENI DEI PARTITI CORROTTI

    2) FUORI DAL TEMPIO. FARISEI….

    Classe dirigente Lega Nord = Partito Romano del Nord

    Traditori…venduti… cadregari..Farisei

  6. Giacomo says:

    Via la carcassa dalla sede stradale. De profundis alla lega di bossi e dei suoi scherani.

    Let’s start fresh!

  7. batwoman says:

    sembra la cartella della raccolta de fascio centralisti e del movmento antilega.

    No, le cose sono state lette in modo molto diverso dal vostro dai leghisti.
    Hanno compreso immediatamente che l’attacco non era nei confronti di Boi, ma nei confronti del Movimento intero. Non esiste nessun sistema lega nord.
    Le campagne dispendiose di Boni si sono avute solo dopo la prima elezione, e consistevano nell’affitto di un paio di automobili serigrafate con il nome di Boni, cose che si fanno con un paio di migliaia di euro ciascuna, e nella distribuzione di un bel numero di adesivi ( pochi ma boni ) e di lettere personali (0,0040cent a francobollo in campagna elettorale. Il porta a porta per lui come si fa nella lega nord, l’hanno fatto i militanti.
    Certo nel PDl dove nessuno alzerebbe un dito per un altro in quanto sono tutti concorrenti e tutti in competizione fra loro, questo modo di fare la campagne elettorali non è considerato. Per cui date le accuse nei confronti di Boni è stato facile per i leghisti, individuare chi ha montato la notizia di un semplicissimo avviso di garanzia. IL promotore ha oramai un nome ed un cognome che pare risponda a roberto formigoni.
    Si tratterebbe di una vendetta dell’area ciellina del PDL nei confronti della lega nord….

    • rapizza says:

      ah. bat, hai saputo che il soldi della maxitangente enimont li aveva rubati uno vestito da diabolik nottetempo nella sede della Lega e Bossi aveva pure fatto il nome….(guarda che la notizia la trovi sui giornali dell’epoca e Bossi mai l’ha smentita, lo dico perchè sembra fantascienza) aha ahaha ma avete il cervello pieno di cosa?

    • Vittore Vantini says:

      C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Rosso…..Tanto vale. Una favola per un’altra.

    • billo says:

      bella bat! hai visto che la tua Bibbia, la Padania, ha fatto un altro bello sfondone con figura di merda sulla casa svizzera di Monti? ma voi pensate di essere normali?

    • berg says:

      OK, può anche starci che siano stati i ciellini a fare la spia, anche se il termine della questione non è questo.
      Il fatto grave è che un esponente di primo piano della lega sarebbe stato pescato con le mani nel sacco… è cosi difficile da comprendere?

  8. goss says:

    Ma avete notato che è sparito il chiacchierone Calderoli? Cosa starà pensando il geniale tattico ??? Sarà a consulto con il suo amico Brancher??? Mah….

  9. wallace says:

    L’ultima parola deve essere data a Paragone e sopratutto a Casarin, la vera Cassazione della Lega!

    • Hermes says:

      No i veri maestri del neo pensiero leghista sono Rodolfo Sala e Marco Cremonesi! Bisogna sentire loro e il loro amico Carcano:

  10. ermanno says:

    Ma non avete notato che questi leghisti portano pure sfiga?

  11. miraglia says:

    Il popolo gli sta già preparando l’inferno…dovranno fare attenzione ad andare in giro a mostrare le loro facce, i muri già cantano!

  12. baravelli says:

    Siccome qui prepensionano tutti ci domandiamo perchè non pensionano pure la direttora di Quello che Regioni che come ho letto prenderà la pensione da parlamentare e anche quella da dipendente Rai…un bel regalo della Lega ai contribuenti…ma almeno non vedremo più in giro la faccia di chi ci ha preso per i fondelli e ancora ogni volta ricompare a riderci in faccia e a ricordarci quanto siamo fessi noi elettori leghisti…

  13. ermanno biavati says:

    Ma scusate quindi Brancher è amico di Delrio dell’Anci e di Castiglione dell’Upi.???

  14. Livia says:

    Bisognerebbe chiedere un bel parere su tutto al grandissimo Brancher, molto amico della direttrice di Rai Parlamento…perchè di buoni affari se ne intendono

  15. beraffi says:

    Chi ghe vol l’ispetor Carcano dai gran ciglioni e dall’ocio vispo e atento…lu sa far dele inchieste chirificatorie su quel bel giornal …la Pagania…che xe sempre pieno de notissie divertenti e amene….

  16. Vittore Vantini says:

    Ottimo Lepidus. E aggiungo: in più di ventanni ha forse ottenuto la Lega qualcosa di concreto e utile? O piuttosto ha continuato a prendere per i fondelli gli ingenui e i miopi che ci credevano e (incredibile!!!) ci credono ancora?

  17. lepidus says:

    Lega Ladrona? Ma non scherzate! Forse volevate dire Lega Lardona nel senso di grassona. Perchè nella Lega, come ha scritto Stella Gianantonio…………..

    Intendiamoci: tutto il mondo è paese. Lo ricordava già, ai suoi tempi, il cardinale Enea Silvio Piccolomini diventato Papa col nome di Pio II: «Quand’ero solo Enea / nessun mi conoscea / ora che sono Pio / tutti mi chiaman zio”. La scelta del fratello e del primogenito del Senatùr per quelle due cadreghe europee, tuttavia, sia pure preceduta da altri piacerini a parenti e amici, segna il punto d’arrivo di un cammino che pareva partito con altri itinerari. Basti ricordare alcuni dei moniti di Umberto contro il «familismo amorale» e i regali ai clientes: «La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». «Il nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi clientelari e restituire il voto ai cittadini». «Non si barattano i valori-guida con una poltrona!».
    «Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!».

    Parole riprese e urlate in mille piazze e mille sagre e mille comizi da tutta la corte di fedelissimi, da Calderoli a Castelli, da Maroni al mitico «Sciur Cüràt». E impresse nel marmo della storia da un gesuitico comunicato dall’allora addetta stampa della Lega Simonetta Faverio: «In un movimento che si propone di far la rivoluzione non ci può esser posto per gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, “i pentiti” e i lottizzatori. Chi si è proposto di cambiare questo nostro povero Paese non può nello stesso tempo volere un posto al sole per sé o per i suoi amici, non può usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i piccoli uomini politici della partitocrazia. Non può insomma parlare bene e razzolare male, prendendosi così gioco della base pulita, dei militanti, e di quei dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto». Parole d’oro. Premiate un paio di anni fa con la nomina di Simonetta, in quota leghista, a vice della ancillare Anna La Rosa alla direzione dei servizi parlamentari della lottizzatissima Rai.

    BRAVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • renzo76 says:

      Questa gente ci ha mangiato il cuore e ride di noi, continuando a farsi gli affari propri: Che la vergogna eterna sia su di loro. E su chi continua a tenergli bordone. E quando li incontriamo per strada facciamogli sentire il nostri disprezzo a questi cialtroni e cialtrone che hanno vissuto e vivono alle spalle di noi che lavoriamo!

  18. Franco says:

    “CHI VA AL MULINO …SI INFARINA” !!

  19. Ferruccio says:

    Maroni l’uomo scelto dal potere POLITICO MAFIOSO ROMANO per continuare a negare la libertà al grande popolo del Nord

    Basta guardare chi erano i suoi principali collaboratori ed il suo staff quando è stato ministro del lavoro e degli interni

  20. FrancescoPD says:

    LEGA LADRONA, LEGA LADRONA, è ora che si spacchi in mille pezzi, è un’associazione a delinquere uguale se non peggio di tutti gli altri partiti, peggio perchè a forza di dire che sono diversi, vuol dire che hanno preso per il c..o tutti i loro militonti.

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