Se la Crimea secede…

di ROBERTO BERNARDELLI*

Per quanto si agiti l’Occidente e i suoi giornali, Repubblica in testa, in Crimea la popolazione non sembra affatto dispiaciuta di accogliere i militari di Putin. E affermare sempre di più la propria identità russofona. Altro che occupazione, insomma… Parliamone.

Persino uno che di destra non è ma ogni tanto le canta fuori dal coro come Gad Lerner, sul proprio blog ha scritto: “Impensabile e storicamente sbagliato pensare una Crimea separata dalla Russia. Su questo l’Ue dovrà trovare un giusto compromesso con Putin”.

Punto e a capo. Insomma, è o non è “invasione”? Le virgolette sono d’obbligo. Come è d’obbligo non credere che la gente a Kiev sia scesa in piazza per cacciare un presidente e prenderne un altro perché morivano dalla voglia di dipendere da Bruxelles. “I Grandi della Terra condannano Mosca”, si leggeva l’altro giorno sul Corriere. Spiacenti. La Gente (con stessa G maiuscola) è contenta. Le immagini diffuse in Germania sul sito del giornale Bild.de testimoniano una lieta arrendevolezza. Felici, di rimarcare una diversità.

Invasione o secessione? Cedimento o il ribadire il desiderio di una identità?

In questo quadro di crisi, leggete qui: “A questo va aggiunta una profonda ferita psicologica che non si cicatrizza: non si accetta il fatto che nel 1954 la Crimea è stata regalata per sempre a Kiev dal comunista ucraino Krusciov (allora a capo dell’Unione sovietica) senza alcun fondamento giuridico, violando la Costituzione dell’Urss e senza chiedere alcun consenso popolare. Vale a dire che l’Occidente, benché esprimendosi per l’integrità territoriale ucraina, dovrebbe muoversi con più elasticità”. Parola di  Felix Stanevskiy, (al sito formiche.net) già ambasciatore russo in Italia, commentatore per diversi organi d’informazione tra cui Il Foglio.

Leggiamo ancora: “In occasione del referendum del 1991 sull’indipendenza dell’Ucraina dall’Urss, la Crimea era stata la regione dove l’entusiasmo per il distacco dalla casa madre era meno evidente. Il 54% dei circa due milioni di abitanti aveva votato sì alla separazione, ma in tutte le altre regioni le percentuali erano ben più elevate”. (da giornalettismo.com).

Insomma, ucraini si fa per dire, anche se la Crimea si era vista riconoscere uno statuto di autonomia.

A dare un diapason a tutta la vicenda è stata la recente occupazione di due aeroporti,  a Belbek, alle porte di Sebastopoli, e a Sinferopoli, la capitale amministrativa. Kiev ha gridato all’occupazione, mentre Mosca negava fossero militari russi.   Sta di fatto che sventola sui palazzi, parlamento e uffici presidenziali, la bandiera russa e il 25 maggio è stato indetto un referendum. Per la secessione.   L’Europa griderà allo scandalo e all’occupazione, come se il destino degli altri popoli dovesse dipendere sempre dai massoni europei. Per piacere…

*Presidente Indipendenza Lombarda

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7 Comments

  1. Olga says:

    Finalmente un pò di verita anche per l’italiani! Popolo della Crimea è contro dell’ Governo illegittimo di Kiev (hanno nominato i ministri sulla piazza…figurati…ce governo può essere)…Referendum è per 15 Marzo! Nessuna “invasione”:siamo felici!!!! Dice popolo della Crimea!

  2. renato says:

    Scusi signor Bernardelli, ma non aveva nient’altro da fare, prorprio niente quando ha avuto l’insana iniziativa di consultare il blog di quel Lerner, i pareri del quale non possono essere di ausilio a nessuno, esclusi i kompagni di cordata utilitaristica di sessantottina memoria ?

  3. som mb says:

    I milanesi hanno tirato verdura marcia a Gordo & company nel corso dell’ultimo micro-presidio in Pasteur di alcuni sabati fa (contro ‘bruxelles ladrona, gli ufo, l’euro, ecc..)
    Invece stanno aderendo volentieri ai diversi cortei che la comunità ucraina sta organizzando:

    http://www.milanotoday.it/politica/crisi-ucraina-putin-manifestazione-2-marzo-2014.html

    Dal mondo autonomista padano nessuna solidarietà agli insorti ucraini e ai loro martiri, a parte da Sudtirolo e Valle d’Aosta (ma parliamo di realtà che con la cosiddetta Lega, e purtroppo con i popoli padani in generale, ormai non vogliono più avere niente a che fare)

    I Comunisti Padani saranno sicuramente commossi dal fatto che a Sebastopoli esista una delle ultime statue di Lenin sul territorio europeo. Marine Le Pen che dice? Allega 2014: quando gli estremi si attraggono all’ombra del tricolore.

  4. Salice triestino says:

    Nell’articolo ci si chiede “invasione o secessione”. Secondo me non sono due cose in antitesi tra loro. Si tratta certamente di invasione. Questa ricorre ogni qualvolta uno Stato entra in un territorio soggetto a sovranità di un altro Stato. Ed è anche questo il caso, truppe russe entrano in Ucraina, anche al di fuori delle aree per le quali ci sono regolari accordi tra i due Stati.

    Per quanto riguarda la secessione della Crimea dall’Ucraina, se è questo quello che la popolazione vuole, vada per la secessione, nessun Stato al mondo è un dogma, un qualcosa di immodificabile, e questo la storia lo insegna bene.
    Spiace però se la secessione è richiesta solamente per motivi nazionalistici.

    Nei media si parla di russofoni, e spesso vengono indifferentemente chiamati anche russofili, anche se è evidente che si tratta di qualcosa di completamente diverso. I russofoni sono coloro i quali parlano la lingua russa, mentre i russofili sono coloro i quali amano la Russia, o perlomeno la sua lingua e cultura. Ma un russofilo potrebbe anche non essere necessariamente russo. E la distinzione tra russi e ucraini è veramente una questione di lana caprina. Gli ucraini nell’800 venivano anche chiamati “piccoli russi” o “ruteni”. Le lingue russa ed ucraina sono comprensibili tra loro al 90%, e man mano che si procede da una zona prettamente “ucraina” ad una “russofona”, una lingua passa all’altra in maniera sfumata, senza una distinzione netta. E’ ovvio che ci si trova davanti ad una situazione prettamente politica, basata in parte su un nazionalismo filorusso ed in parte su divergenti aspirazioni ed interessi economici.

  5. indipendentista says:

    Bernardelli cita addirittura la voilazione della Costituzione dell’Urss come scusa per giustificare lo sfregio del diritto internazionale in atto in Ucraina da parte della banda putiniana. Sono allibito dalle posizioni di Indipendenza Lombarda su questi eventi, la credevo un’altrernativa alla Lega Tricolore, terronizzata e nazbol dei militonti neoiscritti che si esaltano non per il referendum catalano ma per i deliri sulla “grande Russia”. Forse non c’è davvero più speranza per la nascita di qualcosa di leghista. Non andate più per favore a lamentarvi di Napolitano e del suo famoso intervento giovanile in favore dell’occupazione di Budapest.

  6. Russi ed Ucraini hanno sempre un problema di fondo, il desiderio spasmodico di annettersi a qualche Stato più grande per goderne i privilegi ma da schiavi non da liberi.

    Autonomia ed autodeterminazione di un popolo sono ben altra cosa.

  7. Diego Tagliabue says:

    Come al solito, in Fallitaglia c’è il classico campanilismo.

    Ora i leghisti (emuli di Berlusconi, “amicone” di Putin) inneggiano all’orso russo e ai piddini (ex comunisti) rode di non vedere più falce e martello a Mosca.

    Poi ci sono, a destra e a sinistra, quelli del “gombloddo del signoraggio deudonnigo”.

    Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza:

    1) Putin non è un democratico e tantomeno libertario. Ha dichiarato di non volere di nuovo l’URSS o la Russia zarista (anacronismi), ma rimane sempre e solo un autocrate, che fa principalmente gli affari suoi.

    2) Putin sarebbe “amico di Berlusconi”. Può essere, ma ha fatto costruire la gas-pipeline sotto il Baltico insieme a Gerhard Schröder.
    Progetti simili con il nano? Zero assoluto.
    Memoria corta? Nel 2003 Berlusconi decise di buttarsi a capofitto nella guerra in Iraq. Dall’altra parte c’era “l’asse Chirac-Schröder-Putin”.

    3) La Timoschenko sarebbe una vera democratica, oppressa dalla dittatura filorussa.
    Peccato che la “principessa del gas” sia solamente un’oligarca, che ha cambiato un poco bandiera, ma ha sempre in mente solamente gli affari… i suoi propri.

    4) La UE, dominata dalla “Kulona”, farebbe la stessa politica di Hitler in Polonia.
    Peccato che proprio la Polonia (grottesco!) stia sbavando per mettere sanzioni contro la Russia e stia tendendo la mano agli USA per ancora più armamenti.
    La “Kulona” non domina proprio un emerito (scusate!) e la Germania avrà solo una conseguenza da questa politica servile verso gli USA: l’onere di sobbarcarsi il debito dell’Ucraina. Come se quello di Grecia, Portogallo ecc. non bastasse!

    5) Proprio gli osannati stampasoldi (USA) e antieuro (UK) – “baluardi della democrazia”, ma non con gli indipendentisti scozzesi – sono i burattinai di questa crisi. A loro interessa solo di poter piazzare basi missilistiche il più vicino possibile al confine russo.

    Tirando le somme: anziché continuare a vaneggiare di “PaTania liberata con carri armati russi” o cazzate del genere, forse sarebbe meglio pensare a staccare la Lombardia dalla zavorra fallitagliota e introdurre gli standards nazionali dei vicini di casa europei, soprattutto nei settori finanza, economia, stabilità monetaria e istruzione. Orientatevi verso il D-A-CH, anziché verso USA, UK o Russia!

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