SE LA CICALA E’ FALLITA, NON E’ COLPA DELLA FORMICA

di DIEGO TAGLIABUE

Violate, per favore, il patto di parassitismo! Con la parola “stabilità”, la supertassazione e la tesoreria unica hanno ben poco a che fare.

Grazie ai debiti fatti con le banche, già da decenni, per coprire il disavanzo pubblico, la malversazione perenne, l’assistenzialismo, il numero sproporzionato di statali, i costi della politica (non solo nazionale) e privilegi vari, l’ItaGlia era già fallita nel 1992, cioè anche senza Euro, UE ecc. La pressione, che oggi sentiamo dall’Europa Centro-Nord, rispecchia perfettamente la situazione nazionale italiota, con un Nord produttivo e un Sud sfaccendato e assistenzialista. Chiaro che, poi, se proprio il partito del “riscatto del Nord” si adatta alla decadenza romano-borbonica, sostiene fossili della DC (Formigoni), ruba e sperpera i contributi pubblici e dei militanti, allora la frittata è fatta.

Nel 1992 l’Italia aveva già un debito di 272 miliardi di Euro verso la Bundesbank: c’erano ancora il Marco e la Lira. La vera differenza non è tra moneta comunitaria e moneta nazionale, ma tra moneta stabile e moneta instabile, inflazionata, svalutata.

Ricordo che la stabilità della moneta serve a mantenere stabile il potere d’acquisto, contro la cosiddetta iperinflazione, come quella del 1929, causata da banche, speculazioni folli e dalle teorie di Keyne, secondo il quale lo Stato avrebbe dovuto aumentare ancora di più la spesa pubblica nei momenti di crisi, emettendo moneta a iosa.

Stranamente, i Paesi scandinavi – con o senza Euro e UE – sono messi meglio dei P.I.G.S., pur avendo servizi più efficienti e uno stato sociale piuttosto consistente.

Motivo n. 1: meno malversazione dell’ItaGlia. Le tasse confluiscono veramente nei servizi, anziché nelle tasche di politici, partiti, cooperative e grandi imprese (tipo Finmeccanica, Fiat ecc.).

Motivo n. 2: tutti gli Stati dell’Europa Centro-Nord hanno una struttura veramente federale, basata sull’autonomia reale, sulla responsabilità e sul limite di debito per gli enti locali e per il governo centrale.

La differenza tra “limite di debito” e “pareggio del bilancio” è sottile, ma sostanziale: per limitare il debito si taglia la spesa pubblica, prima di inventarsi nuove tasse.

Ho già citato due leggi federali tedesche, che vale la pena ricordare:

1)  Ogni Land è responsabile delle proprie finanze e non deve dipendere dagli altri. Chiaramente c’è anche in Germania una disparità tra i Länder (in questo caso è il Sud a mantenere il Nord), ma non così abissale come in ItaGlia. In altri termini: io farei volentieri il cambio tra Campania e Nord-Reno-Westfalia.

2)  L’Ammontare dei debiti (al netto degli interessi) previsti con le banche non può (non deve) superare gli investimenti previsti nella legge finanziaria. In caso contrario, la legge finanziaria viene bocciata automaticamente in quanto anticostituzionale.

Queste due regole esistono in tutta l’Europa Centro-Nord almeno dagli anni 50. Nell’Europa del Sud sono fantascienza pura. Ora si vede chi è messo meglio o peggio. La mentalità mediterranea (italianità compresa) era fallimentare ed è fallita. Parafrasiamo un po’ la canzoncina lagnosa di Fabio Concato: “I come ItaGliani, i come insolventi, i come i falliti, i come inaffidabili…”.

Con che coraggio uno come Bossi o Maroni si presenta davanti a un lavoratore o piccolo imprenditore di Monza, Bergamo, Treviso, Trento, Udine ecc. e gli dice: “Caro elettore, devi tirare la cinghia, perché dobbiamo mantenere i soliti parassiti (noi compresi). Comunque non ti preoccupare: adesso il debito italiota se lo accollano i contribuenti di Austria, Baviera Baden-Württemberg ecc.”. È da malati mentali  e da parassiti incalliti!

Suggerirei a tutti in movimenti Lombardi di non seguire né la strada della Lega, né quella di un Monty-Python, che inventa tasse, sapendo che il debito pubblico italiota non è ripagabile. Il federalismo (vedi sopra) è realizzabile solo tra regioni con un cambiamento reale di mentalità, che si lasciano alle spalle la mentalità mediterranea, fatta di sotterfugi, di piccole e grandi illegalità, di malversazione ecc. Poi questi fanno gli oppressi e glorificano il Regno Delle Due Sicilie. Strano: chi ha fatto più “carriera” da parassita statale nell’ItaGlia unita? Se a questi va male l’ItaGlia, perché non chiedono a gran voce la secessione dal “Nord oppressore”? Semplice: perché perderebbero il vaglia lombardo.

Concludendo in una sola frase, che vale sia in ItaGlia che in Europa: SE LA CICALA È FALLITA, NON È COLPA DELLA FORMICA.

 

 

 

 

 

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7 Comments

  1. alessandro P says:

    Moneta sovrana!
    E al rogo il fiscal compact, il MES e l’euro! (e pure qualche bocconiano banchiere)

  2. Luca says:

    Aggiungo e con questo concludo: l’Italia è una grande nazione e chi ci vuol far credere che siamo dei falliti è probabilmente in malafede.
    Abbiamo perso la sovranità monetaria e già da dopo la seconda guerra mondiale siamo occupati militarmente, ma su tutto questo si può ancora (e si deve) mettersi al lavoro.

  3. Luca says:

    Attenzione che l’idea che il debito pubblico sia un debito è profondamente sbagliata, perchè è in realtà l’attivo dei cittadini (pareggio di bilancio significa impoverimento dei cittadini, nient’altro). Se oggi è un problema (ma non lo è per esempio in Giappone che è al 200%) è solo perchè lo stato non può stampare moneta e quindi la deve prendere in prestito (non potendo garantire la solvibilità)

    L’articolo inoltre dice un sacco di fesserie, il New Deal di Roosvelt non è altro che moneta stampata a fiumi (oltretutto il giornalista nemmeno sa scrivere Keynes, figuriamoci). Ma è logico che sia così: i principali media internazionali sono controllati da pochissime persone che sono culo e camicia con questi bankster.

    La prova è il fatto che nessuno ha parlato del summit tenutosi a febbraio sulla MMT (Rimini), con economisti internazionali che hanno contribuito all’enorme crescita dell’Argentina, dopo il fallimento causato dal FMI per via dell’imposta parità col dollaro.
    Scusate ho dato del giornalista all’autore dell’articolo: ovviamento ero ironico.

    Voglio dirvi un’altra cosa sulle tasse: nei paesi a moneta sovrana non servono a pagare le opere pubbliche, etc., contrariamente a quanto molti credono! E’ infatti logico che se la moneta in circolazione proviene dallo stato, lo stato non ha bisogno di riprendersela per poter funzionare, costruire, etc. (cos’è scemo che dà 100 e si riprende 50?) Le tasse servono per vari altri motivi (scoraggiare incoraggiare certi comportamenti piuttosto che altri, obbligare i cittadini ad usare la valuta nazionale, etc.)

  4. Luca says:

    I problemi dell’italia sono dovuti all’euro in quanto i tassi di interesse non sono piu’ decisi da banca d’italia ma dai mercati, che possono speculare quanto vogliono perchè l’italia non è in grado di stampare moneta e quindi di garantire la solvibilità (l’Italia non è piu’ sovrana della moneta). Il resto è fuffa

  5. Roberto Porcù says:

    Ogni tanto c’è qualche imbecille che incolpa gli imprenditori di non pagare le tasse (da strozzo) affermando che solo nel pubblico sono tutti santi.
    Mi chiedo se sia al corrente che Finmeccanica sulla quale la GdF sta sollevando la coperta, come Finmare, Rai, FS, P.I. ed un’altra infinità di importanti imprese sono tutte aziende pubbliche strettamente legate alla politica, come le grandi cooperative.

  6. Maciknight says:

    Essendo la casta politica parassitaria italiana priva di senso del limite, dobbiamo augurarci che la magistratura riesca a metterne il maggior numero possibile in galera (anche per la loro protezione) altrimenti finiranno per essere linciati dalla popolazione esasperata ed inferocita …

  7. liugi says:

    Quando l’italia fallirà scommetto che daranno la colpa alle aziende del Nord che non hanno versato abbastanza tasse.

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