Se il Veneto deve fare un mutuo per pagare i dipendenti comunali… Ma nessuno fa la rivoluzione fiscale

di GIOVANNI D’ACQUINOveneto stato muro

Tu chiamale se vuoi… intimidazioni. Perché se lo Stato costringe un Comune, veneto, quindi con un residuo fiscale in avere rispetto alle tasse versate a Roma, se lo costringe appunto a farsi un mutuo per pagare i dipendenti comunali, se nessun sindaco si ribella e spezza con coraggio, con davanti il governatore in prima fila, le catene del patto di stabilità… e se si va avanti solo a ripetere che serve l’autonomia, che si è d’accordo con l’indipendenza ma prima occorre vedere che ne pensa Roma, beh, il Veneto resta suddito dello Stato predone. “Svuotando le autonomie locali e ricentralizzando il controllo della spesa, si può continuare a dare a chi spreca”. Lo dice il presidente del Veneto Luca Zaia commentando la notizia che il Comune di Villorba nel trevigiano ha fatto un mutuo per poter pagare i suoi dipendenti. “E’ il segnale più evidente della vergogna di questo Stato – sottolinea Zaia – e dei miracoli a cui deve ricorrere un sindaco-eroe. Basta! E’ ora di togliere i vincoli del Patto di Stabilità per i Comuni che hanno i conti a posto. E ridateci i 21 miliardi di residuo fiscale che il Veneto ha in attivo nei confronti dello Stato”.

Bene, Zaia, fatelo, forzate il patto di stabilità. Salvini annunciò per l’autunno scorso grandi manovre di resistenza fiscale. Dove sono?

“La manovra del governo è ormai evidente – aggiunge il presidente – e conferma che i tagli ci sono, ammontano a cifre esorbitanti e colpiscono gli enti locali e le Regioni virtuose, come il Veneto. Un’applicazione vera dei costi standard con la Legge di stabilità farebbe risparmiare 30 miliardi l’anno. Questo richiederebbe però il taglio degli sprechi e che tutte le amministrazioni fossero oculate nella spesa. Invece il governo non cambia registro e impoverisce brutalmente soprattutto chi ha sempre cercato di amministrare bene. Il rischio forte è la riduzione dei servizi ai cittadini”.

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3 Comments

  1. pierino says:

    @riccardo o espatrio o nullatenenti e sconosciuti al fisco. entrambe le cose parecchio difficili da attuare.

  2. Dan says:

    Non c’è peggiore schiavo di chi vuole rimanere tale. Voi dite i sindaci, io vado alla fonte e dico la gente. Il marcio non parte da roma ma dai cuori e le teste delle persone

  3. Riccardo Pozzi says:

    Siamo stati geneticamente selezionati per l’ubbidienza, è stato un processo lento ma incessante, una secolare azione scientifica delle grandi nazioni del nordeuropa, sfociate nel risorgimento con l’investitura del Piemonte sabaudo ad annettersi il sud, depredarlo di ciò che aveva per poi caricarlo sul groppone del resto della penisola, fatta nascere con le morti di milioni di innocenti nelle trincee del Friuli, perché morire nella stessa trincea ci avrebbe fatto diventare una nazione e più recentemente aggregato con il sacrificio di sessantanni di residui fiscali depredati a tre generazioni di lavoratori del nord, meridionali compresi, che hanno visto il frutto del loro lavoro diventare mangime elettorale per intere regioni.
    Non c’è più nulla da fare, solo l’espatrio.

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