Se il sindaco di Cantù dice… Via da Roma, via da Milano subito!

di CLAUDIO BIZZOZERO, sindaco di Cantùroma capitale
Lario, Brianza e Valtellina autonome. Poichè è un sindaco a fare un’affermazione di questo genere, non mancherà certo chi griderà allo scandalo e alla lesa maestà.
Domando: quale scandalo di fronte a quel che leggiamo oggi sui giornali? quale lesa maestà, dal momento che la Costituzione della Repubblica Italiana afferma che sovrano è il popolo?
“VIA DA ROMA” è una metafora che vuol significare questo: Roma è una città bellissima, che in molti amiamo, ma che da millenni (piacciano o non piacciano, i fatti storici restano tali) rappresenta, nell’immaginario e nella realtà, non solo il centro della cristianità ma anche il centro del privilegio, della corruzione, del parassitismo, del potere autoritario ed illiberale.
“VIA DA ROMA” significa dunque: via da tutto ciò che è privilegio, autorità illiberale, corruzione morale, parassitismo economico.
E’ allora domando: cosa c’è di scandaloso nell’affermare che io non c’entro nulla con l’immonda schifezza che sta emergendo in questi giorni grazie alle indagini della Procura Capitolina?
Ma un’altra domanda, assai più importante, occorre porsi: via da Roma per andare dove?
La risposta è semplice: per entrare nella libertà. Meglio: per far emergere la libertà.
In effetti la libertà dimora in ognuno di noi. “Io sono un uomo libero!” è il grido orgoglioso di ogni essere umano degno di esserlo. “IO” e “LIBERO”.
“VIA DA ROMA”, dunque, è il grido dell’uomo e della donna che affermano, con orgoglio, la loro dignità e la loro libertà.
E poichè, come ci ha insegnato Carlo Cattaneo, esiste un legame inscindibile fra libertà ed autogoverno, allora dobbiamo riconoscere che la libertà non può esistere senza l’autogoverno.
Ci spiega più precisamente Giovanni Sartori (“Democrazia – Cos’è” – Rizzoli 1993 – p.51): “l’intensità di un autogoverno sta in relazione inversa all’estensione alla quale si applica. La regola dice, in sostanza, che l’intensità del governarsi da sè è massima quando l’estensione è minima e che diminuisce man mano che l’estensione aumenta”.
Dunque al grido “VIA DA ROMA SUBITO!” deve seguire il grido “VIA DA MILANO SUBITO!”, perchè se poniamo la libertà alla base della nostra esistenza associata, non possiamo non pretendere un autogoverno il più vicino possibile alla nostra personale individualità.
Nella storia istituzionale della penisola italiana, “più vicino possibile” fa rima con “Comune”.
Il naturale complemento del grido “VIA DA ROMA, VIA DA MILANO” è infine il grido: “TUTTO IL POTERE AI COMUNI!”, il cui contrario è: alle province, alle regioni ed allo stato, solo quei poteri che il Comune liberamente ritenga di non riuscire ad esercitare direttamente in proprio od indirettamente in consorzio con altri Comuni.
E sia chiaro: poichè non c’è potere senza risorse, ne deriva necessariamente che “TUTTO IL POTERE AI COMUNI” fa rima con “TUTTE LE RISORSE PUBBLICHE AI COMUNI”. Eccetto, naturalmente, quelle che il Comune stesso liberamente destina al “delegato” per gestire gli affari delegati.
Comuni liberi organizzati in province autonome; regioni come semplici strutture (leggerissime) di coordinamento interprovinciale; stato minimo. C’è un’alternativa a questo? Sì, una sola: il baratro finale.
Claudio Bizzozero
Sindaco orgogliosamente libero del Libero Comune di Cantù

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

Leave a Comment