Se il Natale sfida Parigi allora andiamoci a nascondere

parigidi ALDO MOLTIFIORI – Tutti coloro che si definiscono uomini di buona volontà, a qualunque latitudine e di qualunque “Ragione” o di qualunque “Credo”, dovrebbero essere lieti e concordi di festeggiare insieme il più straordinario evento infuso dalla Trascendenza su questo infimo pianeta. Coloro che per loro volontà sono venuti in terra di Lombardia se ne devono rendere ragione. Il Natale di Gesù il Cristo, è il nostro Natale, il nostro come individui e come Nazione. Non siamo noi che abbiamo chiesto ai musulmani o chi per loro di venire in terra di Lombardia, Dunque questa è la nostra Patria, questi sono i nostri principi, questi sono i nostri valori. Non c’è niente da discutere. L’integrazione  significa solo inserirsi o lasciare. Se qualcuno si sente disturbato dal nostro modo di vivere o dal nostro credo è padrone di lasciare, questa nostra terra e di tornare da dove è venuto. Noi lo incoraggeremo e lo sosterremo attivamente. E questo vale anche per Presidi, Insegnanti del nulla e Amministratori pubblici ignari e ignavi.  Questa è e sarà la nuova crociata, qui in casa nostra e non con la croce impugnata per l’elsa (almeno per ora), ma con il canto e la musica quella di Holy Night, di Adeste fidelis, di Panis Angelicum, di Öh Tânnhëmbaum, di Tu scendi dalle stelle e di Jeuœux Noel. Happy Christmas; Mr. Parma, Her Honorable City of Rozzano Mayor, Mr. President of Lombardy, On. Minister del MIUR Professors Giannini. Happy Hmas to all ofYou and to all of the world.  Tant per vies châr e nët.

I nostri lontani padri (Celti e Longobardi) hanno reso la loro vita al Signore per consentirci di vivere la libertà di credere in ciò che è giusto credere. Una Libertà anche per coloro che il Signore lo rifiutano, ma in ogni caso nessuna sottomissione né all’uomo né a falsi Idoli e tanto meno a qualche scellerato teocrate con il turbante di concerto con il suo sottomesso con la papalina. (Vedi il vescovo di Padova che si è inginocchiato rivolto alla mecca come un musulmano).

Ma poi ti arriva il sig. Marco Parma, alias il Preside di Rozzano, il quale, vorrebbe obliterare (cancellare dalla memoria, N.d.A.) 2500 anni di costruzione delle nostre coscienze come si fa con la gomma su un foglio scritto a lapis. Noi tutti invece siamo orgogliosi di questa nostra radice e saremo eternamente grati a Gesù per averci donato il più grande fra tutti gli strumenti di crescita umana; l’amore per la vita per noi stessi e per il nostro prossimo.  Ricordare e festeggiare il Natale è per tutti – cristiani, musulmani, politeisti, atei, animisti – il momento di riflessione e di amore per rinvigorire il nostro cammino comune, oltre le miserie del male, verso il bene comune. Gesù nasce per portare la fiaccola di Olimpia su su fino all’Everest a di là illuminare tutto il mondo.  Per contro, qui lo ripeto e Parigi ne è l’ennesima conferma, Maometto nasce come reazione delle forze del male per tentare di spegnere quella fiaccola e precipitare tutta l’Umanità nella oscurità della morte e dell’oblio. Ho dovuto citare più volte Maometto dal momento che il Preside Parma avrebbe affermato – uso il condizionale perché in realtà potrebbe anche avere detto cose peggiori – che celebrare il Natale dopo i fatti di Parigi sarebbe stato inopportuno. Una stupida bugia! Stupida perché i fatti di Parigi nascono proprio dal male di un credo di morte. E quindi diventa ancor più cogente presentare alle nascenti coscienze infantili l’essenza stessa del bene che incarnata (di nome e di fatto) da Gesù. Piaccia o non piaccia questa è l’integrazione di bimbi foresti nei nostri valori.  Bugia, tremenda bugia, perché la reale intenzione di quel Preside era di sostituire una ricorrenza universale, Il Santo Natale, con una festa dell’inverno del non senso e del nulla. Voglio dire di più, e con tono forte e chiaro: Più che alle piccole coscienze lombarde è a quelle piccole musulmane che dobbiamo tutti cantare il Natale talché la possente voce dell’amore universale posso proteggerli dalle forze del male in agguato nelle loro famiglie. Quale slancio appassionato di amore di serenità e di pace non provare di fronte a liriche quali: La Santa Notte – Felice Natale – Notte Silente – Ave Maria – Tu scendi dalle stelle.  Quale tremendo crimine privare queste piccole coscienze di siffatta elevazione verso l’abbraccio universale che solo l’amore può consentire. Fra tutte sento che Notte Silente può avvicinarci al meglio a quella capanna dove un bimbo ci ha aperto la via che porta all’amore assoluto per la vita, per quella di tutti, nessuno escluso.

(2-segue)

 

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