Se i sostenitori del “no biogas” fanno una gran paura

di MICHELE CORTI

Aderenti ad un comitato No biogas del cremasco identificati dai CC solo perché assistono (in silenzio e compostamente) ad un consiglio comunale

Cose da pazzi a Trescore Cremasco, o meglio in Comune. Al consiglio comunale del 23 aprile era presente un gruppo di cittadini aderenti al neo comitato “Avvelenati senza volerlo” sorto per reazione alla realizzazione della terza centrale a biogas sul territorio comunale, a un passo dalle abitazioni di diversi di loro. Il gruppo assisteva in silenzio e compostamente alla seduta senza in alcun modo disturbare. Nonostante l’atteggiamento pacifico del gruppo qualcuno dell’Amministrazione, innervosito e forse anche spaventato dal solo fatto che un gruppo di cittadini si sia messo in moto per sapere cosa stia sorgendo a fianco delle proprie case, ha pensato bene di avvertire le forze dell’ordine. Coda si paglia?

Tutti identificati dai carabinieri

Sono arrivati due equipaggi dei CC e hanno iniziato ad identificare alcuni del gruppo che stazionavano fuori dell’edificio comunale. Gli altri, avvisati di quanto succedeva all’esterno, sono usciti e i CC hanno richiesto i documenti a tutti.
Quanto successo dimostra che a Trescore (ma forse anche nei comuni limitrofi e negli ambienti politici ed economici provinciali) serpeggia una notevole inquietudine. Sino ad oggi le comunità locali della provincia hanno subito in silenzio la realizzazione di 140 centrali a biogas. Cremona è portata come esempio dalle lobby biogassiste nazionali come esempio fulgido da additare al resto del paese. Comprensibile il timore che l’atteggiamento passivo sin qui tenuto dai cremonesi si trasformi in aperta contestazione. Le emissione delle centrali installate equivalgono in termini di NOx (precursori delle polveri sottili) a 2 milioni di autoveicoli Euro 5. In una provincia di 350 mila abitanti e 221 mila autovetture.

Nel prossimo consiglio arriva l’interpellanza dell’opposizione consigliare sulla proliferazione delle centrali a biogas

A Trescore di biogas ormai si comincia a parlare apertamente. Molti non sapevano neppure vagamente di cosa si trattasse, anche se avevano due centrali in casa. La gente (ma forse anche gli amministratori) cadono giù dal pero quando si parla di motori, di emissioni, di una miscela di gas tutt’altro che puri, di problemi di odori e di frequenti incidenti (registrati anche nella stessa provincia). La “crescita” dei palloni della nuova centrale è stata così vista da molti (specie per chi li vede dalle finestre di casa) sotto una luce nuova, inquietante e irritante. A loro i soldoni a noi i danni. Una asimmetria che stride, specie nel caso degli ultimi “proponenti”, che risiedono a tre comuni di distanza. I “palloni” sono cresciuti in fretta, come un fungo velenoso, senza interrompere i lavori, né di domenica né nelle giornate di peggior maltempo.
L’episodio dei due equipaggi di CC dell’altra sera ha fatto subito il giro del paese e ora c’è interesse e attesa per i nuovi sviluppi. Gli amministratori percepiscono che su troveranno di fronte a serie responsabilità, sia che siano fermi, sia che intendano muoversi.
Il 27 aprile c’è un nuovo Consiglio comunale e, questa volta, il tema del biogas entrerà prepotentemente in scena. L’opposizione (Lega) ha presentato una interpellanza sulla proliferazione delle centrali nel comune e nei comuni vicini. Da parte sua il Comitato conferma di avere intenzioni del tutto pacifiche e di non voler scontrarsi con l’amministrazione. Se, come avvenuto in molti comuni, il sindaco si è lasciato convincere in buona fede che un primo cittadino non ha poteri per fermare le centrali, si apre la possibilità di collaborazione tra Comitato e amministrazione. Basta che quest’ultima si impegni seriamente a fare tutto quello che è di propria competenza per evitare che la centrale venga avviata e per fermarla alla prima verifica di irregolarità e insorgere di problemi di emissioni maleodoranti, rischi determinati dal traffico di alimentazione e allontanamento dei digestati, rumori molesti, sversamenti ecc. I Comitati desiderano avere degli alleati nelle amministrazioni, non dei nemici. Cosa c’è da temere? Perché chiamare i CC?

Riunione pubblica il 7 maggio

Alla riunione pubblica che si terrà il 7 maggio a Trescore il Comitato ha invitato diversi esperti. L’amministrazione comunale così come i consiglieri di opposizione saranno i benvenuti perché si è tutti consapevoli che l’unione tra comitato, maggioranza e minoranza consiliare può consentire di ottenere più facilmente dei risultati nella non facile, ma sacrosanta, partita del contrasto alla proliferazione di questi impianti che portano solo danni alla salute, all’ambiente, all’agricoltura. Non giustificati dai forti guadagni speculativi di pochi profittatori.

 

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One Comment

  1. renzo says:

    pensate che questi biogas nati per fare energia con i liquami, si mangiano invece i raccolti dei nostri campi. in sostanza si coltiva per dar da mangiare al biogas, un po’ come se io compro la verdura e la butto nell’umido perchè mi pagano. GENTE CHE MUORE DI FAME E NOI SPRECHIAMO IL CIBO.

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