Se facciamo debiti per comperare le medicine

di CASSANDRApoveri alle mense

Dopo due anni di aumento, nel 2014 l’incidenza della povertà assoluta in Italia si mantiene sostanzialmente stabile. Lo rileva l’Istat nell’indagine sulla spesa delle famiglie: 1 milione e 470mila famiglie (5,7% di quelle residenti) e’ in condizione di povertà assoluta (4 milioni e 102mila persone). Stabili gli indici sul territorio con il 4,2% al Nord, il 4,8% al Centro e l’8,6% al Sud. Insomma, c’è di che rallegrarsi.

Infatti… arriva la denuncia del governatore veneto Zaia. Che dice?  Se i veneti sono “costretti a indebitarsi per pagare le tasse e per curarsi”, vuol dire che “è confermato che si è arrivati ad un punto di non ritorno”, per questo “l’abbassamento delle tasse è una priorità assoluta per cittadini, imprese e lavoratori”.

Zaia,  commentando i dati della ricerca “Facciamo i conti” promossa dalle associazioni di consumatori veronesi, secondo i quali la pressione fiscale raggiunge il 43% per le persone fisiche e il 65% per le aziende, aggiunge: “Il primo effetto è quello di surgelare i consumi, bloccare la ripresa, uccidere il Pil”. In Veneto, attacca poi Zaia, “c’è chi è costretto a fare debiti per pagarsi spese fondamentali come quelle mediche”, e intanto “a Roma il Governo non pensa minimamente ad abbassare le imposte ma preferisce saldare i buchi fatti negli anni dagli spreconi, contribuendo a far crescere a livelli di record il debito pubblico, che ha raggiunto a maggio i 2.218,2 miliardi crescendo del 3,9% dal’inizio dell’anno”. Il governatore, insomma, è convinto che “l’eccessiva imposizione fiscale tolga la possibilità agli imprenditori di investire e ai giovani di costruirsi un futuro”. Tutto ciò “pesa sulle possibilità di rilancio e di crescita dell’economia. Trovo inammissibile continuare ad affossare i territori più produttivi di una regione, come il Veneto, la terza economia nazionale”.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

4 Comments

  1. renato says:

    P.S. accetto la correzione perché la locuzione incriminata doveva essere preceduta o seguita da “…a Roma..”

  2. Dan says:

    Non è zaia, non siete voi o noi qua che commentiamo che dobbiamo trovarlo inammisibilie: sono proprio coloro che vengono direttamente colpiti a morte da questa situazione che dovrebbero farlo e invece non lo fanno.

  3. renato says:

    Poiché Zaia non è un pivellino saprà senz’altro che le sue sono parole al vento (detto brutalmente, con rispetto per Zaia). Non ci sono ancora le condizioni necessarie alla rivolta fisica, l’unica forma di protesta che i nostri governanti intendano. Quando e se mai ci saranno, anche Zaia e colleghi saranno sorpresi.

    • Dan says:

      La cosa preoccupante non è tanto che non è ancora tempo di una rivolta fisica delle masse ma che neanche i singoli scattino.

Leave a Comment