Se Bobo perde, i bossiani sono pronti alla riscossa

FONTE ORIGINALE: www.italiaoggi.it di Giorgio Ponziano

È la vendetta dei bossiani. Emarginati o cacciati dai maroniani. Hanno sèguito, continuano a bazzicare negli ambienti leghisti, guardano ancora a Umberto Bossi, anche se il leader rimane (per adesso) accanto a Roberto Maroni. Ma lo considerano un ostaggio e aspettano l’esito elettorale: se la Lega risulterà al lumicino (e quale sarà il risultato della Lombardia ?) i giochi potrebbero riaprirsi nel movimento verde, magari con la rifondazione di un soggetto politico con dentro anche gli ex-depurati.

Comunque loro non ne vogliono sapere della Lega di Maroni e fanno propaganda contro: non votate per lui. Sono i leghisti antilega, infedeli al Carroccio targato Maroni, fedelissimi al Senatur. Ha incominciato il consigliere regionale veneto, Santino Bozza: «Io e i miei amici non votiamo Lega, voteremo e faremo votare Pd al senato e Pdl alla camera. Basta con Maroni e con Tosi, hanno umiliato Bossi, sono dei barbari non sognanti». Bozza ha presentato un esposto contro il bilancio della giunta regionale veneta guidata dal leghista Luca Zaia, provocando un blitz della Finanza negli uffici dell’assessore Maurizio Conte, un protetto del sindaco di Verona, Flavio Tosi. In un colpo solo ha colpito la nouvelle vague maroniana veneta, rea di avere estromesso i bossiani dai posti che contano e dal prossimo parlamento. Una battaglia che potrebbe mettere in bilico le due giunte leghiste di Veneto e Piemonte. In Piemonte, infatti, Roberto Cota si è candidato come capolista, e nonostante abbia garantito che la sua è una candidatura civetta, potrebbe aver messo le mani avanti in caso di crisi della Regione. Bozza non farà mettere la croce sul simbolo della Lega. Ma scende in campo anche il già braccio destro di Bossi, l’onorevole Angelo Alessandri, numero tre nella nomenclatura nazionale leghista ai tempi d’oro, padre-padrone della Lega in Emilia-Romagna. È caduto in disgrazia anche lui e ha preferito abbandonare il Carroccio, fondando un suo movimento, Io Cambio, che ha accolto non pochi leghisti delusi e ha fatto il pieno quando sono state presentate le liste in Emilia: alla camera il numero due è Sara Papinutto, catapultata dal Friuli, moglie dell’imprenditore Diego Volpe Pasini, spin doctor di Silvio Berlusconi e amica di Vittorio Sgarbi. Per la verità un risultato Maroni lo ha ottenuto: Sgarbi non ha presentato la sua preannunciata lista Prima il Nord, che sarebbe stata una spina nel fianco della Lega. In compenso ha provocato l’insurrezione dei leghisti emiliani, anche perché pure al Senato è arrivato un paracadutato: Giulio Tremonti.

Secondo i bossiani fuggitivi la Lega tracollerà in terra emiliana e non riuscirà ad arrivare al 4 %. Vedremo. Certo, Alessandri, rincara la dose rispetto a Bozza: «Rimango leghista, continuo a indossare il braccialetto verde, ma non voterò per la Lega di Maroni, al senato sceglierò il Pdl, alla camera sono ancora incerto ma la Lega no, Maroni per tutelarsi ha arroccato la Lega in Lombardia, io ho una visione più ampia, sto organizzandomi per le amministrative di maggio e le europee del 2014 con un progetto nazionale che si chiamerà Popoli Liberi». Un altro movimento ? «Sì, guardi mi hanno contattato altri partiti ma io ho visto nascere e crescere la Lega e resto fedele a quegli ideali e all’idea di un federalismo regionale allargato e che possa interessare anche l’Italia meridionale. Credo di avere la forza per farlo, nella mia città, a Reggio Emilia, avevo portato la Lega dal 2 % al 18 %. Lavorerò per un progetto alternativo alla Lega di Maroni ma pressoché identico alla Lega di Bossi». Un addio sofferto ? «Certo. La Lega è cambiata, è diventata un partito piramidale e ha imboccato una strada completamente diversa da quella percorsa in tanti anni. Maroni vuole un partito come la Cdu bavarese, e il suo obiettivo è il modello Tosi per la gestione del potere locale. Dopo tanti anni di militanza non mi ritrovo in questo obiettivo. Resterò leghista ma fuori dalla Lega e tenterò di riproporre il modello-Lega di Bossi, ancora tanto attuale». Tra i bossiani c’è anche colei che venne soprannominata la badante di Renzo Bossi. Monica Rizzi era tra i membri più ascoltati del cerchio magico, venne indagata a Brescia con l’accusa di aver fabbricato dei dossier contro alcuni avversari politici, poi prosciolta. Assicura che si è trattato di un complotto dei maroniani contro di lei, che infatti venne messa alla porta. La sua versione dei fatti é un j’accuse alla nuova dirigenza leghista: «C’è stato un momento in cui Maroni e i suoi si sono messi a parlare di chi avrebbero voluto liberarsi. Ogni colonnello avrà indicato qualcuno: nella lista nera siamo finiti io, Marco Reguzzoni, Rosi Mauro e altri. Guarda caso tutti leghisti a pane e Bossi». Aspetta che Bossi ritorni ed è sicura che basterà aspettare il dopo-elezioni: «La Lega senza Bossi non esiste anche se a qualcuno piacerebbe. Maroni non andrà lontano».

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8 Comments

  1. Francesco Mario says:

    Francesco Mario

    Può essere che l’unica indipendenza conseguita dalla Lega sia quella dall’intelligenza, ma se i bossiani credono che la sconfitta della Lega (in particolare in Lombardia) segni per loro l’inizio della riscossa, la loro è una indipendenza dall’intelligenza elevata al cubo.

  2. gigi ragagnin says:

    Maroni può perdere in Lombardia, malgrado i sondaggi siano favorevoli, perché il movimento 5 stelle è sottovalutato. staremo a vedere …

  3. Massimo vaj says:

    Ossignur che gentaglia! Potrebbe passare uno schiacciasassi sopra ai loro piedi che ancora urlerebbero contro al calzolaio che ha fatto loro delle scarpe troppo strette… Una vera feccia che non riesce a farsi una ragione che l’essere dei ladri non paga mai.

  4. luigi bandiera says:

    se la lega funzionera’ come RPL da via bellerio dovra’ andare a via CAPORETTO..!!

    Anche se serve poco ormai speriamo almeno sopravviva.

    Troppe chiacchere e poco sostanze ai fini settentrionali.

    I radicali con lo 0.00001% han fatto di piu’..!!

    Pazienza… e, ORA O MAI PIU’..!

    An salam

    PS:
    mi dispiace perche’ avevo tante speranze e mi sono impegnato molto… troppo per le mie possibilita’.

    • Massimo vaj says:

      È senz’altro stata del tuo cognome la colpa… Fatti coraggio, in guerra muore solo quello che la bandiera la porta, ed assomiglia al concetto di reincarnazione dove il tuo spirito, che è immortale, è la stessa bandiera, mentre il disgraziato sotto muore di continuo e rinasce in un essere diverso, ma sempre sfortunato…

  5. Giuseppe Zaro says:

    Voi de l’Indipendenza, sperate che Maroni perda?

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