Se al governo non c’è la Lega, arriva l’intesa sulle autonomie. Senza quelle destre….

boccia

di Davide Boni e Stefania Piazzo – Una prima, imperfetta, ma realistica #intesa sulle #autonomie intanto c’è. Da dove arrivava l’intoppo? Prima al governo Conte 1 sedevano Lega e 5Stelle. E tutto era come mummificato. Poi col governo Conte 2 alla Lega è subentrato il Pd. I 5Stelle ci sono ancora. Dunque, chi è che ha fatto la differenza? Togli un fattore e ne metti uno diverso, arriva il risultato. La domanda da porsi è: come mai il ministro Boccia in tre mesi riesce a fare la legge quadro, tutte le Regioni la firmano e sono d’accordo (tutte, da Nord a Sud), mentre in 14 mesi di governo giallo verde questo non è successo?

L’unica differenza tra prima e dopo è che la Salvini premier non siede più tra i banchi del governo. Certo, la legge è un timido passo. Ma c’è. Cosa non c’è, invece? Del residuo fiscale non se ne parla, di  come rispettare il referendum di Lombardia e Veneto non se ne parla. Si parla, e tanto, di perequazione, di livelli essenziali delle prestazioni, di spesa standard. Che, letto così, suona un po’ come… il Nord ci metta la differenza dove il Sud non c’arriva. Beh, li vogliamo vedere i costi standard della Calabria, o della Sicilia, o del Molise. Parlando, ad esempio, di sanità. E vogliamo vedere se i governatori si ricordano il “Patto per la salute”, che prevedeva la ben nota responsabilità di spesa. I manager della sanità che sforavano, che non davano pezze giustificative, dovevano andarsene. Non se ne sono mai andati e neppure le inchieste giornalistiche li scalzano dalle loro nomine politiche paraculate. La magistratura, in queste cose, è lenta. In altre, come vediamo, è velocissima. Peccato che sulla malasanità la gente perda la vita.

autonomie

Alla fine, tornando alla nostra legge Boccia, possiamo dire “eppur si muove”, o anche autonomia per tutti autonomia per nessuno. Conviene a tutti salire in carrozza. Al Sud, che porta a casa la garanzia che qualcuno ripianerà sempre i loro buchi, al Nord dei governatori del centrodestra e leghisti, che possono dire “ecco, grazie a noi qualcosa arriva”. Sì, qualcosa c’è, prima non c’era nulla. E nel deserto dello statalismo, attraversare le dune delle sabbie mobili è interessante. Non ci aspettiamo  che cambi il mondo ma che si inizi a parlare di federalismo, di macroregioni. Se chi governa avesse solo l’intelligenza di cogliere questa opportunità, non ci sarebbero sovranismi che tengono a competere con la riforma effettiva dello Stato in senso federale. Anzi, sarebbero i nemici del cambiamento. Anzichè preoccuparsi di moralizzare la politica, la sola priorità è Roma Capitale. Non si fermano al dare a Cesare quel che è di Cesare. Per l’impero vogliono tutto. Fuori restano le competenze chieste dalle Regioni del Nord sull’autonomia, quella concreta, non quella delle entrate e delle uscite da compensare. Se il Pd avesse solo il coraggio di non fare l’errore che fece già in passato, dichiararsi federalista per poi tornare al soviet, forse qualcosa di nuovo potrebbe uscire dalla melma romana. E senza la Lega. Senza le destre. Quelle destre.

 

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One Comment

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Sarebbe il colmo che Boccia, quindi questo governo, portasse in porto le autonomie differenziate come prevede la costituzione.
    Ho dei dubbi però, perché se quelli del PD avessero capito l’importanza delle autonomie, come dire federalismo, ci faranno una bella legge quadro ( non si capisce perché, dal momento che la costituzione recita che sono le regioni a doverlo richiedere…..) per tutte le regioni, anche quelle che non si sono mosse di un millimetro proprio perché hanno capito di che trattasi.
    Non sono per niente ottimista, anzi, proprio perché il federalismo e le autonomie porterebbero ad un vero cambiamento in meglio di questo paese, nessuno lo vuole perché fa comodo il centralismo, lontano dalle genti e dai controlli e le giungle ministeriali e istituzionali sono il regno dei babbuini che si sa sono propensi ai furti…vedi filmati sull’India, Africa etc..etc..
    Ergo non se ne farà niente per alcuni anni ancora e intento l’Italia andrà sempre più a fondo. Se poi i 115 miliardi del MES ce i toglieranno direttamente dai conti correnti il gioco è fatto.
    Di quale gioco parlo ?? Il gioco delle tre carte. Prima loro, poi il debito pubblico e poi noi ce ne andiamo.
    Ecco ritengo che entro i prossimi 8 anni l’Italia sarà stritolata dall’europa, questa europa e anche l’euro avrà fatto la sua parte. Fine della storia.
    WSM

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