Se a Roma ci fosse Ronald Reagan…

FILE PHOTO OF FORMER US PRESIDENT REAGAN WALKS WITH MARGARET THATCHERdi GIANCARLO PAGLIARINI – La conseguenza della pesantissima presenza dello Stato anche nell’economia è che il sistema paese sta continuamente perdendo competitività Il declino ormai dura da quasi 40 anni.
Nel periodo dal 1971 al 1982 se mettiamo uguale a 100 la crescita media dei Paesi membri dell’Unione europea vediamo un 108 negli
Usa e un 124 in Italia. Questo significa che in quegli anni l’Italia cresceva, lavorava e generava più ricchezza della media europea e più della media degli Stati Uniti. Mica male, vero? Assistenzialismo e sindacati non avevano ancora distrutto le nostre capacità! Ma nei
periodi successivi comincia un inarrestabile declino. Dunque non è il caso di dare la colpa all’euro, all’11 settembre, all’Argentina, eccetera. La malattia è dentro di noi. È nella cultura del Paese.
Anche che nel periodo dal 1971 al 1982 la crescita degli Stati Uniti è stata più o meno uguale a quella della media europea.
Poi è cominciata la cura liberale di Reagan: la crescita negli Usa è salita fino a oltre il doppio della vecchia Europa, il 220%!. Questa è la via che dovremmo seguire anche noi: Federalismo fortemente competitivo e approccio liberale all’economia e alla vita. Ma ho paura che il “partito unico” degli statalisti di destra, di centro e di sinistra abbia in mente qualcosa di diverso, che ci porterà ancora più a fondo.

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2 Comments

  1. Padano says:

    Pagliarini, la soluzione è una, è sola: secessione.

  2. gl lombardi-cerri says:

    Il centro-sud ha una paura mortale che il Nord si distacchi.

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