Scuola, la confusione romana


ocse

Riceviamo e pubblichiamo

Botta e…..

di Sergio  Bianchini – Buon giorno Stefania, le mando alcune precisazioni sull’articolo  sulla scuola “Renzi fa il figo…”. Spero non ne abbia a male ma sono proprio necessarie. L’articolo su Renzi e la scuola è altamente confusivo. La tabella presentata è strana, sconosciuta e diversa rispetto a quelle, numerose, che conosco io dove la spesa per alunno dello stato Italiano, prima dell’università, aggirantesi sui 7000 euro è la più grande d’europa. C’è qualcosa di strano e infatti nella tabella si parla di spesa fino alla scuola terziaria, cioè l’università. E’ un dato confusivo e porta acqua a tutto il meridionalismo, sindacalismo, vetero comunismo, statalismo che per anni hanno riempito le piazze contro i governi di centrodestra che “tagliavano” le spese ridondanti di personale della scuola. E’ un articolo superficiale e di corto respiro, anzi controproducente.

Non mette in luce poi che in Italia le scuole, la loro manutenzione, il riscaldamento e l’arredamento anche didattico sono a carico dei comuni e delle province e quindi non si computano nella spesa statale. Inoltre in Italia non esiste il bonus, che c’è in tutta Europa, per chi va a iscrivere i figli in scuole non statali.

Da noi la spesa statale per ognuno di questi alunni delle “private” è di circa 500 euro l’anno mentre il costo reale se fossero nello stato sarebbe di 7000. Il rivoluzionarismo alla Masaniello non dovrebbe essere nello stile nordista  che anzi dovrebbe dare molto peso all’analisi economica e quantitativa reale.

Inoltre l’attivismo del governo sul concorso docenti non riuscirà a risolvere il problema delle carenze croniche nell’organico visto che i pensionamenti sono circa 20.000 all’anno ed i ritardi nello svolgimento dei concorsi insuperabili a causa della dimensione nazionale degli stessi. Quindi il vero problema è l’eliminazione dei concorsi nazionali e l’istituzione di quelli di istituto o di distretto e l’assegnazione all’esterno, evitando il precariato e i diritti acquisiti, delle comunque inesorabili ed inevitabili supplenze sulle assenze. Assenze molto riducibili con concorsi tempestivi (e quindi non nazionali) ma non eliminabili in assoluto.

 

… e risposta

Gentile professore, ci siamo limitati a riportare la cronaca  come descritta dall’Ansa, che ha esposto le dichiarazioni del governo sulla  buona scuola. Dalle dichiarazioni governative riprese dall’Agenzia ne usciva un quadro idilliaco. L’Ansa ha fatto il proprio dovere, ha riportato i fatti dichiarati dal governo. Così pure noi. Si commentano da soli. Ma abbiamo deciso di suonare anche un’altra campana pubblicando tutto contrapponendo però alla fine la tabella Ocse sugli investimenti nella scuola. Può trovare agilmente qui i dati che abbiamo riprodotto: http://www.oecd.org/ e più ampiamente: http://www.oecd.org/education/reducing-inequalities-and-financing-education-remain-key-challenges.htm

Sa quanto siamo, con lei e grazie a lei, critici verso la politica dell’istruzione in Italia. Ma se qualcosa c’è di confuso, non sono né l’Ansa né lindipendenzanuova né l’Ocse. Piuttosto c’è da bussare a Roma.

Con stima

ste.pi.

 

 

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