“Scuola sarda, docenti sardi”. Gli insegnanti contro il piano di Renzi. Al Nord tutto tace

di BRUNO DETASSISsardegna

Scuola sarda, docenti sardi”. E’ il maxi-striscione esposto oggi in viale Trento davanti alla Regione ma molti docenti sono tornati alla carica anche con le valigie che avevano caratterizzato il sit-in di lunedi’ scorso in via Roma. Terzo giorno di protesta degli insegnanti: un centinaio sono sotto la sede della Giunta per chiedere di non emigrare. Di nuovo in campo con cartelli e trolley a Cagliari, ma con il pensiero rivolto a Roma: l’assessore regionale della Cultura Claudia Firino ha chiesto da lunedi’ scorso un incontro con il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini per trovare insieme una soluzione al caso Sardegna. Obiettivo minimo: ottenere una sospensiva sui termini di presentazione delle domande di assunzione in scadenza fra due giorni alle 14. Insomma, si cerca di prendere tempo per intervenire con qualche correttivo sull’applicazione della legge sulla Buona Scuola. Tenendo presenti – lo ha sottolineato anche la stessa Firino nella lettera a Giannini – le difficolta’ dei docenti legate all’insularita’. E’ quello che ripetono da mesi i docenti sardi: un trasferimento a Milano, L’Aquila o Reggio Calabria comporterebbe spese insostenibili tra alloggio, bollette e viaggi. E poi c’e’ la questione affetti: i docenti costretti ad emigrare lascerebbero a casa figli, mariti o mogli e genitori anziani e spesso anche malati. “Assessore e presidente della Regione – ha attaccato Mauro Pili, deputato di Unidos – non vadano in vacanza, ma vadano invece a Roma a chiudere subito questa partita”.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. carlo says:

    mi sembra che ignoriate che al Nord gli insegnanti locali non esistono più da almeno 50 anni. “Al Nord tutto tace” perché l’educazione è in mano agli insegnanti meridionali senza possibilità di inversione di marcia (vedi classifiche di merito “gonfiate” stile sudista.

Leave a Comment