Scuola, la Lombardia poteva prendersi l’autonomia. Ma la Lega ha preferito prendere altro…

scuola-sicuraHanno scritto su Facebook…

di GIUSEPPE REGUZZONI – C’ero anch’io ad un convegno di sabato su autonomie e indipendentismi e ho ritenuto di intervenire quando si è toccato il punto “scolarità”. In effetti, non esiste movimento indipendentista, o anche solo autonomista e federalista, che non abbia condotto una battaglia decisiva sul tema scuola, istruzione, università. Così hanno fatto i Sudtirolesi, i Catalani, I Valdostani e molti altri a tutela della loro identità culturale e LINGUISTICA. Ai relatori, Alessandro Vitali (che aveva indicato nella mancanza di una classe dirigente il peccato mortale dell’indipendentismo e dell’autonomismo padano) e Stefano Bruno Galli, ho chiesto perché non si è fatto nulla su questo punto, quando, A COSTITUZIONE VIGENTE, sarebbe possibile alle regioni fare moltissimo, se non addirittura bloccare l’intero sistema, basterebbe chiedere – e le regioni lo possono fare:

1. Attuazione titolo V della Costituzione (art.117) con passaggio alla Regione di tutto il potere organizzativo (1) sulla scuola. strategico

2. Uguaglianza dei finanziamenti sia al settore pubblico che al parificato tramite dote alunno (buono scuola). strategico

3. Assunzione locale del personale scolastico: a livello di distretto o di istituto o di consorzio di scuole. strategico.

In breve, NESSUNA forza politica ha mai chiesto la piena attuazione di quel poco di federalismo scolastico che la costituzione vigente pur contempla!

Ho percepito che a qualcuno la mia domanda dava fastidio. Rilancio, allora, e chiedo, a chi vuole aprire un dibattito: si può essere indipendentisti o anche semplicemente autonomisti e federalisti, e disinteressarsi di scuola, istruzione e università, cioè dei luoghi dove si educano le nuove generazioni e si conserva o si distrugge l’identità?…

Chi è causa del suo mal … Comunisti e ciellini sanno quanto sia importante l’educazione. I colonnelli leghisti erano troppo impegnati con Finmeccanica.

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5 Comments

  1. giancarlo says:

    Sono sempre stato convinto che il peggio della società italiana è proprio quello che è andato a fare politica.
    L’affare di essere eletto è troppo appetitoso per chi non ha voglia di lavorare e preferisce fare il parassita.
    Anche quelli della Lega non hanno fatto torto a questo imput.
    Prima me e la cadrega, poi il resto se avanza……………..
    Siamo noi che li votiamo…….quindi regoliamoci meglio la prossima volta !!!!!
    WSM

  2. caterina says:

    Solo uno stato oppressore catapulta sulle cattedre dei nostri bambini e ragazzi, cioè nella scuole dell’obbligo, insegnanti che ne’ conoscono la lingua parlata ne’ i luoghi ne’ la loro storia.. È’ assurda una scuola impostata all’incontrario di quello che è il processo naturale dell’apprendimento… da quello che hai intorno al lontano all’infinito… E se questo è già previsto e possibile e’ da deficienti non profittare da parte delle Regioni… colpevoli e succubi anche loro…

    • lombardi-cerri says:

      Lo Stato è sicuramente un oppressore, cara Signora, ma il peggio della scuola lo hanno fatto i cosiddetti intellettuali i quali ignoranti anche delle più semplici regole organizzative, hanno voluto e vogliono inventare sempre qualcosa. Vuole un esempio fresco fresco? Eccolo!
      Adesso stanno introducendo i corsi sul sesso. Hanno messo in crisi me ed i miei coetanei perchè ci domandiamo disperatamente come abbiamo fatto tutti noi a fare TANTI figli, non avendo noi frequentato l’università del sesso. Che ignoranti!

  3. lombardi-cerri says:

    Il perchè è semplice : ignoranza e unica aspirazione è la cadrega.

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