Scuola, la brutta addormentata del Corriere

r'esame di...di SERGIO BIANCHINI – Meno male che Abravanel  è un Ingegnere laureato( giovanissimo, il più giovane d’Italia) a Milano nel “68 e che  quindi ha certamente una mentalità scientifica e rispettosa della realtà dei fatti e delle dimensioni quantitative!

Questa considerazione aumenta il mio stupore davanti all’articolo di prima pagina del Corriere della Sera del  18-1-2016 che in teoria dovrebbe occuparsi dei differenti livelli cognitivi ed evolutivi degli alunni inseriti nella stessa classe. Il tema è di grandissima attualità da sempre ma è stato  rinfocolato da un passaggio di una recente circolare ministeriale che invita i Presidi a fare qualcosa superando le rigidità legate alla classe.

Abravanel  inizia il suo discorso esaminando “il contesto”  mondiale e le diverse modalità con cui si tratta la questione in diversi paesi, dall’Inghilterra alla Germania alla Finlandia. Ma dopo questa “disamina” si blocca inspiegabilmente. Prima dichiara che la circolare ministeriale in fondo lascia tutto com’è e che il vero problema deriva dal fatto” che non tutti i presidi sono in grado di organizzare il lavoro in modo adeguato e di valutare e formare i propri insegnanti”.

Poi rilancia assolutamente fuori anche dal suo contesto,  le due ricette che aveva già indicato nell’articolo sul Corriere del 10 settembre scorso e cioè l’aumento delle ore di scuola per gli alunni e delle ore di lavoro degli insegnanti.

Davanti alla ripetizione gratuita di questi due argomenti sono costretto a ripetermi a mia volta.

Sulla creazione del tempo pieno per gli insegnanti o almeno per una parte fondamentale degli stessi sono perfettamente d’accordo. Sull’aumento delle ore di scuola per gli alunni ripongo davanti all’ing. Abravanel queste due quantità sperando che siano valutate dalla sua formazione professionale e mentale: In Europa le ore di scuola necessarie per arrivare dalla prima elementare  al diploma sono in media  9600 (800 per 12anni) mentre in Italia, record europeo ma anche mondiale se si esclude Israele, sono più di 13.000(1033 per 13 anni).

La cosa, certamente risaputa viene bellamente ignorata. Non si accenna nemmeno alla possibilità delle ore opzionali sulla base di un curricolo essenziale accettabile e quindi ridotto a non più di 24 ore settimanali.

Praticando l’equiparazione del curricolo italiano essenziale ai livelli Europei si avrebbe, a parità di spesa per gli insegnanti,  un risparmio di docenza enorme,  pari a più del 30% di quanto attualmente speso sulle classi intere. Tale docenza risparmiata sarebbe  utilizzabile per le attività mirate di recupero da un lato e per le attività opzionali di potenziamento dall’altro erogate su gruppi omogenei di varia dimensione.

Un sistema così fatto soddisferebbe sia le esigenze dei genitori che vogliono meno scuola sia di quelli che vogliono più scuola e sarebbe perfino… rispettoso della capacità di sopportazione degli alunni. Avrebbe anche qualche somiglianza col sistema Inglese che pure Abravanel ha citato.

Per tutto questo si ha l’impressione che la conoscenza del nostro sistema scolastico, nella visone cosmica di Abravanel , sia la meno sviluppata. Ciò è confermato anche dal fatto  che la circolare ministeriale sia definita insignificante e che si attribuisca ai presidi la responsabilità della stagnazione “non tutti i presidi…”.

In realtà il ministero sta cercando di indurre l’enorme carrozzone della scuola di stato, dominato dal sindacato e dalle congregazioni professionali  e non certo dal dirigente di Istituto che galleggia sulle onde, all’attivazione delle possibilità introdotte vanamente  17 anni fa (e rilanciate con la buona scuola ) tramite  il DPR 275 del ’99. Il decreto stabiliva sia il curricolo essenziale (80% del totale) che le modalità di utilizzo della docenza residua, più altre possibilità tra cui la semestralità degli insegnamenti  fatto salvo il totale annuale delle ore di lezione.

Perché l’ing. Abravanel non si occupa di queste cose e di fatto si unisce ai detrattori di qualunque tentativo ministeriale, anche minimo, di svegliare la brutta addormentata?

Il carrozzone non ne vuole proprio sapere di diventare  flessibile ed adeguarsi alle esigenze degli alunni e della didattica. Ma il crollo di qualunque autorevolezza della scuola  e infine della governabilità delle classi costringerà a farlo in tempi a mio parere brevissimi.

 (per cortese concessione dell’autore, da IlSussidiario.net)

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2 Commenti

  1. Giancarlo says:

    Sono tirato per le orecchie da questo articolo.
    Non lo commento perché è chiaro e si spiega da sé.
    Desidero invece denunciare il fatto che i moltissimi precari della scuola non vengono pagati……
    Siamo quasi alla fine di gennaio e aspettano ancora di essere pagati da Ottobre.
    Proprio oggi, una persona che conosco benissimo mi ha detto che ha ricevuto lo stipendio di ottobre.
    Siamo quasi a Febbraio…..ma come fanno queste persone a vivere in questa maniera ?!
    La loro serenità nell’insegnare è minata dalla continua incertezza economica che crea loro una infinità di probematiche a cominciare da quella di doversi pagare la benzina per fare magari 25/40 km. per recarsi in qualche scuola “disagiata” sulle montagne del Veneto……
    Questo è il modo in cui vengono gestite le scuole ITALIOTE !!!!
    Non si va da nessuna parte così.
    Ringraziamo queste persone che ancora continuano a lavorare senza una paga decente e soprattutto pagata in tempi indecenti !!!!!
    WSM

  2. luigi bandiera says:

    Oggi la cosiddetta scuola pubblika e’ ridotta a Kantina Sociale gestita dai tali della repubblika delle banane (i talibani). In KST si beve di tutto: e el bon e el kativo. De soito el kativo pasa’ par bon. Tipiko far der monno komunista.
    Se non la spogliamo da certi (pulpitanti komunisti e non sono morti ma vivi e vegeti) docenti, non se ne uscira’ mai e poi mai.
    Pero’ e’ da tener conto che lo stato italia e’ kominista a partire dai suoi padri e dalla sua madre: la karta piu’ bella der monno.
    Quando la frequentai io negli anni 40 (sul tado) gia’ allora i docenti erano etikettati e fascisti e komunisti e demoniokristiani.
    Dopo la II guerra gli skieramenti erano quelli e i docenti seguivano l’andazzo di cui poi l’uscita di allievi gia’ molto, inconsapevoli, schierati.
    Nel corso degli anni questi skieramenti migliorarono il loro peso sugli allievi: si vede e si palpa, oggi. O no..?
    Continuare col disk e’ inutile: bisogna FARE..!!
    Salam

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