Scuola: Diplomifici al Sud, operazione della Guardia di Finanza a Ragusa, Catania, Siracusa, Agrigento…

sicilia“No ai diplomifici che infangano la scuola italiana e siciliana e danneggiano anche le scuole paritarie che fanno vero servizio pubblico per gli studenti e le famiglie. Quanto scoperto in alcuni istituti della Sicilia centrale e orientale e’ assolutamente inaccettabile. Siamo strenuamente contro qualsiasi forma di diplomifici e decisi ad eliminare le cattive erbacce. Abbiamo avviato un Piano straordinario di ispezione degli istituti paritari, per verificare il rispetto dei requisiti per il mantenimento della parita’ scolastica tenendo sempre ben presente che molti di questi istituti, invece, operano correttamente. Pensiamo, ad esempio, ai casi dell’infanzia e dell’inclusione dei disabili. A tutela della scuola nel suo complesso, dunque abbiamo avviato un piano triennale che solo nei primi sei mesi ha dato risultati importanti: sono state ispezionate 288 scuole, con particolare attenzione alle secondarie di secondo grado, e la parita’ e’ stata revocata a 27 di queste mentre in 145 casi gli ispettori hanno rilevato problematiche da sanare. Fra i risultati di questa azione decisa anche la riduzione del 13% dei privatisti all’ultimo esame di maturita'”. Cosi’ il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone in merito all’operazione della Guardia di Finanza di Ragusa che ha smascherato un giro illecito di affari legato a rilasci illeciti di diplomi e attestati professionali tra le province di Ragusa, Siracusa, Agrigento e Catania. “Il Ministero, con i mezzi a disposizione- conclude Faraone- e’ a fianco della magistratura con l’obiettivo di smascherare chi abusa di un principio costituzionale per i propri interessi a danno di tutto il sistema d’istruzione del Paese. Continueremo a combattere il malaffare dei diplomifici, continueremo ad andare avanti con le nostre verifiche, nell’interesse principale degli studenti, come continueremo a sostenere, come stiamo facendo in legge di Bilancio e ha ben evidenziato il premier Renzi, chi invece costituisce una ‘gamba sana’ della scuola italiana”.

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