Scuola, asino chi legge?

di ROBERTO BERNARDELLI*

Andiamo al sodo. Di scuola non si parla. Tanto, qualcuno al Nord pensa sia solo un monopolio della sinistra, tanto vale lasciare a quei professori e a quei dirigenti tutta la torta della cultura da spartirsi. E poi, il Nord deve pensare ad altro. A come ridursi le tasse, a come farsi l’Expo, a come farsi altre cose. Vero? Poi, sono tutti statali, e cosa fanno i politici del Nord, si mettono a difendere proprio gli statali? Ma va. E’ roba loro. E allora? Beh, ogni tanto basta dire: al Nord professori del Nord, e tutti giù dal palco a dire “bravi”. Al Nord educazione del Nord. Bravi. Anche educazione fisica? Anche. Dio vede e provvede.

C’è da dire che in un quarto di secolo e in due governi, la Lega di scolastico non ha portato a casa un bel niente, tranne i voti elettorali che certificano l’insufficienza. In Lombardia di novità non ne abbiamo viste. Voi? Beh, tranne un concorso contestato…, contestato pare per una leggenda metropolitana addirittura di un candidato che con tutti i titoli si sarebbe visto superare da un altro con meno titoli e con un tema strepitosamente fatto così bene che pareva quasi qualcuno glielo avesse scambiato… quello del meno bravo, s’intende, con quello del più bravo! Leggende e delazioni, calunnie, immonde diffamazioni. Tutto regolare, naturalmente.

Nei giorni scorsi, proprio il Corriere se ne è uscito con un articolone, “Scuola, se la cavano meglio gli studenti del Nord”. Meno i politici che dovrebbero gestire la politica per la scuola del Nord, e questa è la prima osservazione. Ma andiamo avanti. La questione ruota tutta attorno al Rapporto nazionale sulle prove Invalsi 2012-2013. Fotografano, certificano chi sa e chi non sa. Morale: risultati scadenti al Sud, eccellenti al Nord. Naturalmente apriti cielo,  Cobas e Cgil hanno detto che si tratta di “una vergognosa schedatura, che spinge a giudizi sommari”. Parlano di quesiti    “ discriminatori su attitudini e personalità degli studenti e attua (la prova, ndr) una rilevazione di censo». Parlano di domande «fuori dal contesto di un anno di lavoro e incapaci di cogliere la preparazione, tanto più la crescita; frustranti per i bambini con un rendimento medio-basso; quesiti troppo difficili». Comprendiamo. Studiare è faticoso.

Su facebook l’articolo non è passato inosservato e c’è chi ha subito alzato il bandierone della Padania, ricordando che qui si studia meglio. Ma si è anche proposto, nel dibattito sulla rete, di pubblicare i voti medi delle scuole divisi per regione. Poi li si confronta anche con i dati Invalsi. Ma che bello, certo.

E poi? Sempre la rete offre interessanti duetti dialettici sul tema. Si dice che l’idea è ottima, ma che proprio dentro il partito “al Nord prof del Nord”, di scuola non si parla. Si ciacola e basta nei comizi. La scuola, la si disprezza. Caligola fece senatore il proprio cavallo, altri leader di partito hanno fatto eleggere signorine avvenenti in istituzioni importanti. Come nella settimana enigmistica, trovate la differenza?

Ma ci sono poi personaggi che nella scuola, definibili “uomini padani”, avrebbero fatto carriera, cumulando incarichi ministeriali (tanto sappiamo che il detto un culo una poltrona è un modo di dire), benvoluti magari dalle eminenze grigie delle nomine, legati alle lobby degli insegnanti di educazione fisica. Con tutto il rispetto per la solida categoria. Ma è questa l’emancipazione per fare cultura al Nord, nella scuola?

E così, occupare bene le caselle poi fa tacere magari sulle politiche del ministero? La Lega,  sulla scuola ha perso il diritto di parola? Un progetto serio sull’istruzione all’interno del Carroccio è fallito, o c’è chi può dimostrare il contrario?

Tanto, pensano alcuni politici del Nord, quelli lì, gli insegnanti, non ci votano. E allora, lasciamogli fare dei nostri ragazzi quello che vogliono. Lasciamo che la ginnastica della mente sia sostituita da quella dell’educazione. Anche fisica? Pare di sì. Tanto, sparire è destino, pensano. La strategia della distruzione, che parte sempre da dentro, ha funzionato.

*Presidente Indipendenza Lombarda

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8 Comments

  1. der Rotbart says:

    da <> ( Oscar Mondadori, 2000 ),
    libro-intervista di Giorgio Dell’Arti ad Ettore Bernabei ( ‘democristianone’ DI_SINISTRA, prima al <>, poi, padreterno in <>, <>, . . . . ) :
    << . . . . ciascuno di quei ragazzini ( i 'sanbabilini' milanesi ) riceveva trecentomila lire al mese ( nel 1968 ) per andare a manifestare nelle piazze. Ed erano più di diecimila ! Il prefetto Mazza avvertì che dietro la contestazione c'erano forti organizzazioni italiane e STRANIERE, ma NON venne preso sul serio dalla borghesia e dagli organi di informazione.
    Guardi poi che quella di lavorare sui giovani, PAGANDOLI oppure ORIENTANDOLI [ è pur sempre un COSTO per il CORRUTTORE ! ], è una tattica che hanno adoperato anche i COMUNISTI ma in forme più INTELLIGENTI. Il PCI negli anni Cinquanta istituì centinaia di borse di studio per mandare i figli dei MILITANTI a studiare o LEGGE o LETTERE ( solo e soltanto : 'legge' o 'lettere' ). Grazie a questo, negli anni Settanta, la maggioranza dei professori, nelle scuole medie, insegnava teorie marxiste e nei giornali i comunisti formavano nuclei sempre più forti. Nei giornali, dico, che un tempo erani stati iberali o moderati. E, intanto, nelle procure arrivavano i magistrati fautori del "DIRITTO EVOLUTIVO" . . . . A Firenze, con <>, facemmo anche un’inchiesta.
    E mentre i figli dei comunisti imparavano la letteratura ( cioè la comunicazione ) e la legge, i figli dei cattolici facevano Medicina o Ingegneria >>.
    Quella comunista è stata una ‘strateghia’, modesta fin che si vuole ma pur sempre tale, tant’è che nelle scuole e nei trbunali ai ai sessantottini d’antan son nel frattempo subentrati i sessantottini epigoni, sempre, però, ‘tovarisch’ !

  2. Riccardo says:

    A quanto pare anche nella scuola gli intrallazzi legaioli hanno fatto gli interessi di Roma. Interessante la storia del concorso e dei lavori scambiati. è in linea con certi giochetti belleriani.

  3. Adele says:

    Ma l’uomo delle nomine, l’eminenza grigia, è per caso quello dellla palude brabbia? Ma allora si occupa di scuola!

  4. Albert1 says:

    Io non voglio che sia lo stato a decidere dell’istruzione dei cittadini, nemmeno se lo stato in questione fosse “padano”. Viva l’homeschooling!

    • luigi bandiera says:

      Albert1,

      negli usa e getta fecero di peggio con i bambini dei PELLIROSSE. Furono strappati dalle loro madri e portgati in KSU (kantina sociale dell’unione). Dovevano farli tutti merikani e li misero in collegi appositi…

      Il metodo era da komunisti davvero. Pero’ anche lì guai essere komunisti per esempio all’itagliana maniera.

      E’ un brutto male il komunismo e lo si palpa quando agisce..!

      Dove toglierne per metterne..??

  5. Dan says:

    Bella la scuola nella foto: è uscita dal libro cuore o è il laboratorio di tecnologia di un itis ?

    • luigi bandiera says:

      Cris6,
      Me son comoso.

      Cusi’ se jera tratai dai maestri teroni e ma anka da serti nostrani coeaborasionisti..!

      Ghe ne jera anka de boni, ma che ssciaredai (rarita’).

      E i parla de rasismo contro de nialtri..??

      L’itaglia xe na vera… KAPPA.

      Ripeto: ga fato manco mal Adolfo che l’itaglia ne i nostri konfronti..!

      MERRRRDDDD…

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