Scozia, “Better Together: la campagna contro la secessione

di STEFANO MAGNI

“Better Together”, meglio vivere assieme. Con questo slogan, gli unionisti scozzesi giocano la carta dell’offensiva di pace, per indurre la nazione a restare nel Regno Unito. Il referendum per l’indipendenza è previsto per il 2014. L’ex cancelliere Alistair Darling (Laburista), ha lanciato a Edimburgo la campagna, sostenuto da tutti e tre i principali partiti britannici (Laburista, Liberaldemocratico e Conservatore). “Scegliere l’indipendenza – ha dichiarato Darling – è come comprare ai nostri figli un biglietto di sola andata, per una destinazione ignota”. “Quando la Scozia andrà al voto, prenderà una decisione fondamentale che potrebbe cambiare il volto del nostro Paese. Non solo per la durata di una legislatura, ma per le generazioni a venire”. I sostenitori della campagna “Better Together”, stanno distribuendo mezzo milione di volantini in tutte le stazioni ferroviarie scozzesi e da lunedì prossimo lanceranno online anche il loro sito ufficiale. I volantini spiegano, in pillole, le ragioni della permanenza nel Regno Unito: vantaggi economici, fiscali, occupazionali, culturali e politici.
Dall’altra parte della barricata, Alex Salmond, leader dello Scottish National Party, indipendentista, ha lanciato dall’inizio del mese la sua campagna: “Yes Scotland”. “Io credo che sia un miglioramento fondamentale, per tutti noi, se le decisioni sul futuro della Scozia venissero prese dalle persone che più tengono alla Scozia: il popolo scozzese”, si legge nel sito ufficiale della campagna di Salmond. “Essere indipendenti significa consegnare il futuro della Scozia agli scozzesi”. Salmond ha prontamente risposto al lancio dell’offensiva di pace di Alistair Darling. Dandogli del truffatore.
Dice Darling: “Noi riteniamo che stare insieme sia positivo. Non è solo una celebrazione di ciò che ci (noi scozzesi, ndr) distingue, ma anche di ciò che ci accomuna”. Risponde Salmond: “Prima di tutto (Darling, ndr) afferma che l’Unione sia una ‘celebrazione’ dei valori scozzesi, proprio nel giorno in cui il premier di quella Unione sta proponendo di eliminare gli incentivi abitativi per i giovani scozzesi”. Secondo le statistiche mostrate dall’Snp (e contestate dai Laburisti) sul Pil pro-capite medio, una Scozia indipendente sarebbe, già oggi, il quinto Paese più ricco dell’Unione Europea.
Darling caratterizza la sua campagna enfatizzando valori positivi: “Noi promuoviamo il valore dello stare assieme. Siamo per mantenere i legami con il resto del Regno Unito, con le nostre famiglie e amici, con il commercio e le istituzioni politiche, economiche e culturali condivise”. Ma, risponde Salmond, il politico laburista starebbe facendo anche molto terrorismo psicologico: “L’introduzione alla campagna di Alistair Darling è zeppa di allusioni a ‘confini’, ‘divisioni’ e ‘subbugli’ che rifletterebbero meglio uno scenario del XVIII Secolo che non uno del XXI”. Dunque, l’alternativa, secondo Salmond, non è fra i concetti divisione/scontro e unione/armonia, bensì fra il mantenimento dello status quo o una pacifica divisione fra due Stati amici, ancora liberi di scambiare e condividere quel che vogliono.
Alistair Darling promuove, quale alternativa all’indipendenza, maggiori poteri autonomi al parlamento scozzese. Ma Salmond risponde che: “Alistair Darling non ha pronunciato una sola parola su quale debba essere il ruolo del parlamento scozzese, secondo la campagna anti-indipendentista. E questo perché, in fondo, questa è una campagna a trazione conservatrice. E i Conservatori non vogliono concedere nulla al popolo della Scozia. Alistair Darling (che è un Laburista, ndr) sta solo giocando il ruolo del portavoce di una campagna politica dei Conservatori”.
Nel frattempo, entrambe le campagne, sia “Yes Scotland” che “Better Together” hanno scelto lo stesso jingle: la canzone “One Great Thing” del gruppo scozzese Big Country. La band di Mike Peters ed Elizabeth McGovern si è infuriata, perché non aveva dato l’autorizzazione né all’uno né all’altro gruppo e ha diffidato entrambe le campagne dal farne ancora uso.
Visti i toni accesi e il largo anticipo con cui parte la campagna referendaria (due anni prima del voto!) siamo sicuramente di fronte ad uno degli scontri politici più appassionanti d’Europa. Ma almeno se ne parla. E alla fine si vota per decidere. Ve lo immaginereste uno scenario analogo in Italia?

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4 Comments

  1. alberto says:

    in italia in caso di una campagna pro indipendenza a favore nel Veneto ed una campagna “volemose bene” contro l’ indipendenza del Veneto non ci sarebbe storia, tutti i numeri sarebbero a favore per l’ indipendenza. Da una parte quello che il Veneto potrebbe essere come paese indipendente, dall’ altra gli insuccessi e le percentuali catastrofiche dello stato italiano ( agli ultimi posti al mondo per libertà economica, più corrotto di alcuni paesi dell’ Africa, ultima a livello europeo col Portogallo per salari medi). L’ Inghilterra invece è tutto sommato un paese efficiente e di tutto rispetto, addirittura forse la vedo più dura per gli Scozzesi a volte diventare indipendenti che non per noi Veneti, anche se comunque l’ indipendenza non è solo un fatto di schei ma anche ( e soprattutto ) un fatto culturale. WSM

    • liugi says:

      Hai inquadrato perfettamente il problema.
      Simpatizzo, come è ovvio, per gli indipendentisti scozzesi, ma rispetto a noi sono in Paradiso. Rispetto a come siamo messi noi e a cosa otterremmo se avessimo davvero l’Indipendenza, le loro pretese sono poco più che capricci.

    • Filippo83 says:

      Sicuro: anche perché, la propaganda britannica toccherà corde cui sono sensibili moltissimi scozzesi (fu la Corona scozzese ad unificare la Gran Bretagna, 2 degli ultimi 3 premier erano scozzesi, i britannici hanno combattuto ed hanno vinto molte guerre insieme, il Regno Unito è un paese prospero e libero, e via dicendo). La propaganda italiana, al contrario, irriterebbe anche molti veneti filo-italiani, facendo il gioco degli indipendentisti (in sostanza, prenderebbero più voti a stare zitti).

  2. Diego Tagliabue says:

    Unionisti scozzesi, sostenuti da tutti i partiti britannici?
    In questo caso vale il motto “tutto il mondo è Paese”.

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