Scontro Italia-Francia. Doppia morale e doppio gioco del Governo

ventimiglia

di SERGIO BIANCHINI – Nell’ondata di estremismo moralistico che pervade i commentatori delle sempre peggiori cronache italiane si sono creati molti equivoci che cerco di chiarire a me stesso ed a chi mi legge. Estremismo è la supervalutazione di uno degli aspetti della vita umana, sociale e politica. Una unilateralità ossessiva e incurante della molteplicità dei fattori e degli interessi che animano legittimamente le persone e le comunità.

L’estremista riporta sempre tutto all’unico principio con cui valuta ogni cosa, ogni evento, ogni persona. L’estremismo politico usa la categoria del destra sinistra, quello morale del bene e del male. In Italia i due estremismi si sono uniti, al punto che è ormai difficilissimo distinguere il militante cattolico dal militante estremo di sinistra ed entrambi dall’intellettuale liberal dominante nei media.

La cosa che mi coinvolge di più è l’estremismo moralistico cattolico. Ormai tutte le prediche, tutti gli enunciati solenni convergono in un’unica direzione: l’altruismo. Il bravo cattolico è colui che si dona completamente agli altri. Questa tematica è tradizionale per la chiesa ma definiva i santi o i chierici e non i normali cattolici. Il normale, cioè la grande massa, perseguiva e onorava sia il proprio interesse che quello altrui.

Tutta l’etica tradizionale e l’ antica”buona educazione” gravitava in questa duplicità. Anche la famosa frase ”ama il prossimo tuo come te stesso” opera nella stessa direzione. Anzi, pone l’amore per se stessi come criterio di valutazione per il bene altrui.

Forzando tutto sull’altruismo si esercita quindi una pressione indebita sui comportamenti umani e morali della grande maggioranza. La brava persona non è più quella che persegue contemporaneamente il proprio interesse, anche materiale, e quello della propria famiglia rispettando il prossimo, la comunità, le leggi dello stato democratico in cui vive.

La brava persona diventa quella che piega ogni parola e gesto all’interesse altrui e oggi in italia altrui, prossimo, ha una sola lettura:  gli africani.

Questa forzatura teorica è gravemente dannosa e genera il disprezzo ed il distacco delle elite dal comune sentire e copre a volte inconsapevolmente la strategia che Prodi, Renzi e Obama attivarono dal 2014 con il prelievo di 200.000 africani all’anno, mascherando, col contenuto moralistico del salvataggio doveroso, una precisa opzione  geopolitica.

Inoltre togliere all’esistenza umana la moralità del personale ed onesto perseguimento del proprio interesse priva di buon significato e di ottime energie la vicenda esistenziale della maggioranza a cominciare dai giovani che trovano forza teorica filosofica e contrattuale solo …nel volontariato. Guai ad avere come obiettivo costante il proprio benessere, l’accrescimento delle proprie disponibilità economiche e lo status dei propri cari cioè le cose che per millenni hanno animato la vita umana.  Avere questo obiettivo, assieme alla moralità antica non va più bene. Veramente onesto è solo l’impossibile, per la massa, altruismo totale.

La negazione assurda della moralità anche dell’interesse personale venne e viene estesa alle vicende statali e nazionali.

Definire e perseguire l’interesse nazionale non è lecito. Si fa ma dietro le quinte. Ipocrisia pura, si nega la moralità della ricerca dell’interesse nazionale ma dietro le quinte si opera in Libia con l’ENI litigando con la Francia per contendersi gli affari e le materie prime.

Il moralista estremista ha elaborato un mix dove solo l’altruismo è legittimo e la sua unilateralità fa si che la ricerca dell’interesse sia attuata in silenzio e quindi oscuramente e subdolamente.

Si determinano dunque due gravi mancanze nei confronti della moralità autentica dove la trasparenza e il bipolarismo degli interessi convivono senza falsità, forzature e prepotenze.

Ad esempio lo scontro con la Francia sulla restituzione degli africani registrati in in Italia e accompagnati al confine è assolutamente sbagliata. Tale restituzione è legittima in base agli accordi europei e dall’Italia  liberamente accettati.

Invece si contrasta la Francia equivocamente per via dello scontro di interessi in Libia ma si dà alla faccenda un carattere umanitario. Si dice che la Francia e l’Europa ci lasciano soli. Sì, ci lasciano soli con la follia che da anni domina l’Italia col prelievo unilaterale illimitato giunto a 200.000 unità l’anno e che per alla fine la reazione popolare ha parzialmente interrotto.

Ma la consapevolezza degli interessi reali in gioco e degli enormi artifici filosofici e perfino dogmatici costruiti per sostenere questa follia è ancora scarsa e produce affermazioni ed azioni di governo anche contraddittorie.

Per fortuna già le elezioni politiche recenti hanno aperto spiragli positivi confermando che possiamo avere fiducia…. nella Provvidenza.

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