Sciopero trasporti, Milano come Calcutta

trenorddi ANGELO VALENTINO – Un  conto è il diritto di sciopero, altra cosa è la serrata totale che mette in ginocchio i lavoratori che si alzano anche alle 5 del mattino per raggiungere ufficio o fabbrica (almeno quelle che sono rimaste). Ovviamente, lo sciopero dei trasporti è venerdì, come sempre. Ecco, nessun sindaco, specialmente a Milano, che dica qualcosa. Che si inventi un piano parcheggi, dei mezzi sostitutivi, un piano di mobilità che metta sul patibolo chi ha l’auto a gas, presa perché Palazzo Marino aveva a suo tempo sostenuto questi mezzi come alternativi, perché meno inquinanti, rispetto a tutti gli altri. Basta avere un’auto, invece, per essere colpevoli di un reato.

Milano ancora una volta somiglierà a Calcutta. Uno sull’altro, per sopravvivere al peggio.

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One Comment

  1. giancarlo says:

    Mi scuseranno i politici per quanto sto per dire, ma in italia del settore trasporti non ne capisce nulla nessuno.
    Non solo nei trasporti pubblici, ma anche in quelli privati.
    L’italia trasporta quasi il 90% via strada. Il resto via ferrovia e via mare…..lasciato per ultimo il sistema che dovrebbe essere al primo posto.
    Mai sentito parlare di autostrade del mare ?? I fiumi dovrebbero essere navigabili non solo per fini turistici, ma principalmente per il trasporto di merci.I
    Il Sud italia e le isole dovrebbero contare su infrastrutture logistiche con tanto di giganteschi sistemi frigoriferi con treni frigo e container frigo per esportare i prodotti agricoli nel resto d’italia ed in tutta europa.
    Il settore trasporti in italia è sempre stato snobbato ed avvilito da qualsiasi ministro alle infrastrutture o dei trasporti si sia avvicendato in questo ministero,….. questo sconosciuto.
    La TAV in italia è al suo inizio, mentre in tantissimi paesi esteri i treni ad alta velocità sono da decenni sulla cresta dell’onda, garantendo a chiunque di potersi spostare in tali paesi senza alcun problema.
    Le autostrade in italia sono diventate business per privati anziché rimanere in mano pubblica controllando sia i costi di percorrenza che quelli di manutenzione riservando a determinate categorie di lavoratori o di aziende tariffe preferenziali ed economiche. Facendo un minimo di programmazione paese.
    Non vado avanti perché il cahier de doléances sarebbe troppo lungo.
    Posso parlare di incompetenza in questo settore, dato che per oltre 40 anni ho fatto lo spedizioniere internazionale e conosco molto bene il problema.
    Data la lunghezza dell’italia trovo sbalorditivo che il via strada sia ancora a livelli inaccettabili con inquinamento acustico, smog, e polveri fini..
    Le ferrovie in determinati tratti sono ancora o obsolete o insufficienti.
    Le ferrovie mancano di adeguati livelli di efficienza e di controlli elettronici e digitali che ne fanno ancora un settore arretrato rispetto ad altri paesi.
    Un turista che viene in qualsiasi parte d’italia troverà sempre qualche problema per spostarsi con mezzi pubblici e talvolta anche privati perché non ci sono sinergie né collaborazioni tra i due settori.
    La Turchia se qualcuno c’è stato ed ha viaggiato come me via mare, via aerea e via strada avrà trovato tutto il sistema trasporti turco di una efficienza inimmaginabile e stiamo parlando della Turchia, non della Francia o della Germania.
    Qui in italia stiamo parlando solo del Ponte di Messina……per carità non che non sia d’accordo su questa infrastruttura, anzi, ma a guardare bene l’italia è ancora ad uno stadio intermedio tra l’efficienza vera dei trasporti multimediali e la carenza più incredibile ai giorni nostri.
    Tanto per fare un esempio, se un turista scende da un aereo e poi vuole andare in una città e da li visitare una regione nei suoi molteplici aspetti dovrebbe aver a disposizione, con orari precisi, puntualità di servizio e modalità diverse di spostamento ineccepibili sotto tutti i punti di vista, persino su quello dei costi, servizi sia pubblici che privati sinergici tra loro e quindi assolutamente efficienti.
    Scendere da una nave, poter prendere un aereo e poi un treno per poi spostarsi su un bus e ancora su un pulmann e così via dovrebbe essere la normalità e la possibilità di poterlo fare tranquillamente.
    Invece non è così, anzi in determinate località d’italia è esattamente tutto il contrario.
    Ritardi, orari non rispettati, attese incredibili, spostamenti impossibili perché non c’è un servizio, spostamenti multipli e diversificati senza possibilità di usufruire di un sistema digitale sia per le prenotazioni che per i pagamenti e via dicendo.
    I pendolari in italia sono stati trattati ,e lo sono tutt’ora, come dei clienti di serie C, senza pensare che i pendolari se li fai vivere da cani per i trasporti poi sono scontenti, infelici e lavorano male per forza.
    Alzarsi tutti i giorni alle 5 e magari non arrivare puntuali al lavoro crea stress e rabbia e malattie……
    Ma i politici non pensano mai ai cittadini ?
    Ma sono consapevoli delle loro responsabilità davanti agli uomini e davanti a Dio?
    Hanno un minimo di dignità ed etica professionale ?
    Forse sto bestemmiando a scrivere certe ovvietà, ma tant’è ce lo chiediamo!!!!!
    In Turchia non ho mai viaggiato in piedi tanto per dire, tutto si svolge su prenotazione con posto riservato su qualsiasi mezzi di trasporto vogliate prendere. Addirittura sui bus o pulmann ti mettono a disposizione acqua fresca gratis e ti disinfettano la mani con prodotti a base di bergamotto ed alcool.
    Sulle merci potrei scrivere un libro.
    La concorrenza dei trasportatori esteri, con l’entrata in U.E. in particolare dei paesi dell’est europa è stata una catastrofe annunciata. I cervelloni italiani ed europei come hanno fatto a non prevedere ciò ??
    Abbiamo una perdita netta anche nel PIL ed uscita di valuta poiché le nostre merci per la grande maggioranza viaggia F.CO FABBRICA ( ex works ) e la maggior parte viene trasportata da vettori stranieri che essendo più competitivi ( costo lavoro, gasolio , tasse , ammortamenti etc..etc.. più bassi ) impediscono alle ditte italiane di affidare i trasporti a vettori italiani e concedersi il ” lusso ” di dare ai propri clienti esteri un servizio complementare alle merci. In questo caso le ditte farebbero pagare i noli ai clienti esteri, darebbero lavoro ai vettori italiani ed il PIL ne beneficerebbe. Al contrario le merci straniere arrivano F.CO DOMICILIO DITTA ITALIANA. Quindi l’inverso di quanto sopra ma con il medesimo risultato.
    IL SETTORE TRASPORTI ITALIANI avrà sempre più difficoltà a reggersi sulle proprie gambe.
    Mai sentito un ministro dei trasporti o delle infrastrutture essere un esperto o proveniente dal settore di competenza. Abbiamo dei geni ai ministeri, ma poi i risultati non si vedono mai.
    E’ il paese che non funziona più a causa di politici incompetenti. Lo stato italiota è diventato troppo costoso. TROPPO COSTOSO !!!
    Senza un decentramento vero non ci sarà mai un abbassamento delle tasse. Senza una responsabilizzazione a livello centrale nel diminuire drasticamente i costi dei ministeri e dell’apparato elefantiaco centrale, ci metto anche la banca d’italia, tanto per non fare nomi, non andremo da nessuna parte. La banca d’Inghilterra ha la metà dei dipendenti della banca d’italia ed è tutto così in italia.
    Il Mondo corre velocissimo e noi siamo letteralmente fermi, stiamo camminando quando gli altri corrono non con la bici ma con navi. treni. aerei, camion etc.. all’avanguardia e con costi più bassi dei nostri.
    Le tasse stanno ammazzando l’economia e a roma non lo capiscono.
    Se non si ha il coraggio di ribaltare letteralmente il sistema da centralizzato a decentrato, allora vuol dire che oltre a mancanza di coraggio e determinazione c’è la malafede di voler tenere in piedi un sistema italia che ormai non può più funzionare così come lo è stato nel passato più lontano o anche vicino.
    La verità è che i partiti ed i politici che li governano non sono lì per dare un servizio al paese ma per curare i loro interessi. La prova sta nel fatto che il debito pubblico che abbiamo dimostra il loro completo fallimento.
    WSM

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