Sciopero centro Amazon di Piacenza. L’e-commerce, per ogni acquisto un poveraccio corre per noi. E’ questo il liberismo?

COMPUTERdi ANGELO VALENTINO –  Meno Stato più mercato, si diceva un volta… E, ancora, concorrenza per avere più opportunità e diritti per i cittadini. Ecco cosa accade invece dentro i capannoni piacentini di Amazon, il dio del commercio. Non lontano da casa nostra, non dall’altra parte del mondo. Arriva lo sciopero nel giorno del Black friday, ovvero quello successivo al Ringraziamento, tradizionalmente, negli Stati Uniti, dedicato ai saldi. Solo che le condizioni dei lavoratori al servizio di Amazon non sembrerebbero per nulla compatibili con il rispetto dei lavoratori, della persona. E così, sciopero al centro di Amazon di Piacenza (dove lavorano circa 4mila persone). I dipendenti chiedono un miglior trattamento economico. A dir poco.

Nel centro di Castel San Giovanni (Piacenza), aperto dieci anni fa con un centinaio di dipendenti, lavorano duemila impiegati con contratto a tempo indeterminato e altrettanti con contratti di lavoro somministrato per affrontare i picchi di lavoro. Ma sembra essere la norma! La crescita è costante ma i contratti non si adeguano alle necessità. Ci poiacerebbe sapere quante ore lavorano, per quanto all’ora, ci piacerebbe sapere quanto l’ecommerce  Lo sciopero comincerà con il turno mattutino di venerdì e terminerà con l’inizio dello stesso turno di sabato. “Non c’è stata da parte di Amazon Italia – denunciano i sindacati – alcuna apertura concreta all’aumento delle retribuzioni o della contrattazione del premio aziendale, considerando anche la crescita enorme di questi anni. I ritmi lavorativi non conoscono discontinuità, le produttività richieste sono altissime e il sacrificio richiesto non trova incremento retributivo oltre i minimi contrattuali”.

Un modo come un altro per far capire che con i tempi che corrono i ragazzi che vi lavorano non hanno alternative e devono mandar giù. E’ questo il beneficio del liberismo? O del jobs act?

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6 Comments

  1. Gianluca P. says:

    Le multinazionali concepite così, in Italia, hanno la funzione di disinnescare la causa indipendentista per cui questo giornale e i suoi colaboratori scrivono tutti i giorni.

  2. Gianluca P. says:

    La tutela dei lavoratori in questo caso dovrebbe passare in secondo piano(questi di amazon vogliono farci credere che sono i salvatori della patria). In primo piano, va evidenziato il fatto che quelli di amazon devono pagare come paga un azienda italiana. Se pagassero tutto, i prezzi sarebbero in linea col mercato (anche qualcosa in più) con le strutture che hanno (nel settore dove lavoro io c’è la concorrenza leale di una grande impresa americana che ha prezzi più elevati delle piccole/medie imprese, ma che punta sul marketing strategico per ridurre il gap e bilanciare nascondendo in maniera ortodossa qualche falla(e fa buoni fatturati – in questi anni è cresciuta di pochissimo, ma ha fatto bene). Prima paghino tutto e quindi eliminino 1500/2000 dipendenti. Ai dipendenti rimasti facciano lo stesso trattamento che ha un dipendente di una piccola e media impresa italiana. A tutti. Dopodiché non crescono più così, o meglio, crescono come altre grosse aziende americane/francesi in Italia (senza fare nomi), che lavorando onestamente e fanno 1.5% / 2% nei 12 mesi. Questi hanno una trimestrale di + 34%. I piccoli e medi imprenditori per fare (+)1% devono lavorare come matti (inventandosi nuove strade) con le banche addosso e tutti i problemi della burocrazia monstre. Tenga presente che dal 2008 a oggi le piccole e medie imprese italiane han perso il 30/40/50% del fatturato (quelle rimaste in vita). Una multinazionale che pianta le tende qui, lo deve fare con tutte le incombenze che ha un impresa italiana. Non avrebbe senso per amazon stare qui se dovesse pagare tutto (per i target che hanno loro). Ecco perché, più che un impresa, è un atto di colonialismo nazi-fascio-comunista. Ma si sa, al diavolo piace crescere facile, senza rispettare nessuna legge. Un erezione demoniaca in c. a tutto il commercio serio e leale.

    • Gianluca P. says:

      E’ matematica, questa. Meglio un azienda con 1500 lavoratori in meno che rispetta le regole del mercato oppure è meglio che quella stessa azienda non rispettandole, faccia chiudere migliaia di piccoli imprenditori del nord. Radere al suolo le ragioni del nord e le sue imprese è fare buona impresa? Con le chiusure delle nostre imprese commerciali altro che 1500 persone. Il disastro continua per l’insipienza di politici massoni senza ideali e per la paura insita nel dna delle persone.

      • Gianluca P. says:

        Crescite e decrescite vanno inserite in un contesto temporale di 20 anni. Se io ho perso il 50% dal 2008 che senso ha che il tg due sere fa reciti: “stiamo crescendo del 1.qualcosa %” . E la perdita di prima, voluta e provocata dagli stessi che ora fanno quello che vogliono con dipendenti e fiscalità, dove la mettiamo?

    • Gianfranco says:

      Concordo pienamente

  3. Vaudano says:

    Lo dico da tempo: al Padanesimo di destra bisogna aggiungere una gamba di sinistra, che si occupi di diritti sociali (dal momento che la sinistra di sistema ha virato sulle tematiche civili)

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