SCHIFANI AL CAV: FERMA LA SANTANCHE’ E I GIORNALI PASDARAN

di TONTOLO

Il Pdl è ormai un partito «sfilacciato».  No, di più: è un partito sfasciato!!! Le sue frange più estreme lo trascinano in una insensata rincorsa di Grillo. Peggio: vogliono andare oltre Grillo e spingono il Cavalier Pequenio, ormai divenuto un Cavalier Tentenna (salvo quando deve fare gli affari suoi e allora non tentenna affatto) a immaginare la sfida al M5S sul fronte della comicità. Gli elettori non lo votano più. E questo è vero…

L’allarme viene dal rappresentante più alto che il Pdl ha nelle istituzioni: il presidente del Senato Renato Schifani, esponente del centrodestra della prima ora, da sempre vicinissimo a Silvio Berlusconi, che in una «lettera-manifesto» al Foglio chiede al Cavaliere di compiere «un’operazione verita» . La chiarezza che Schifani chiede ai vertici del suo partito riguarda la natura del Pdl: movimento populista all’inseguimento di Grillo o punto di riferimento per l’area moderata del paese? Il presidente del Senato non ha dubbi e invita Berlusconi a fare le sue scelte prima che sia troppo tardi.

L’intervento del presidente del Senato è una scomunica per l’ala più agitata del partito, quella di Daniela Santanchè e dei titoli sparati di Libero e il Giornale contro il governo Monti. Loro la colpa della perdita di consensi. «Il nostro elettorato – sostiene Schifani- è visibilmente frastornato. Un giorno il Pdl approva l’Imu e il giorno dopo irrompe sulla scena una parte del Pdl, certamente la più chiassosa, che minaccia di scendere in piazza contro l’Imu» E così via: da una parte Berlusconi assicura il sostegno del pdl a Monti dall’altra giornali e pasdaran lanciano giudizi « improntati al grillismo più avventato». «Come meravigliarsi poi se la gente, soprattutto la nostra gente, non va a votare? Il nostro elettorato è salito sull’ Aventino dell’astensionismo perchè non capisce più che cosa vogliamo, perchè non vede più nel Pdl nè la coerenza nè l’affidabilità».

Anche sulle scelte del recente passato Schifani ha qualcosa da ridire: per il presidente del Senato, su questo tema, «vanno dette tutte le verità, anche spiacevoli»: per esempio che «l’ultimo governo, prima che arrivasse Monti, non è stato scalzato da chissà quali forze oscure», ma dalla «mancanza di coesione» che ha impedito il varo delle riforme. Ma anche gli attacchi a Fini e le polemiche sulla casa di Montecarlo sono state una pessima idea: quel capitolo della vicenda politica ha indebolito il centrodestra e ha trasformato il contrasto con Fini in una «frattura irreversibile ». Come uscire dal vicolo cieco in cui si è ficcato il partito di Berlusconi? L’unico modo, suggerisce Schifani, è quello di rigettare le tentazioni populiste e attestarsi su una linea di responsabilità «che eviti al Paese il dissesto di bilancio e alla politica di trascinarci in una ingovernabilità come in Grecia». Non si tratta di accodarsi passivamente a Monti (proprio oggi Schifani ha invitato il governo a di non mettere nuove tasse); ma se si battesse la strada dell’imitazione di Grillo, per il pdl sarebbero guai: «Il grillismo ci porterebbe dritti all’isolamento e alla conseguente incapacità di riaggregare il blocco moderato». Ora il pallino è in mano ad Alfano. Può rilanciare il partito se saprà «guadagnarsi l’autonomia necessaria» per farlo. «E Berlusconi, ne sono oltremodo sicuro, saprà prendere in tempo utile le decisioni più opportune».

Il tentativo di salvare il salvabile penso sia ormai più che disperato…

 

 

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2 Comments

  1. ingenuo39 says:

    Possono dire e fare quello che vogliono, poi a chi votare ci penso io. Basta chiacchiere!

  2. mogol_gr says:

    Bisogna fermare la rincorsa a Grillo: Ha pochi soldi!

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