Italia inabissati! Schettino-Party senza vergogna

di ROBERTO BERNARDELLIschettino

La parola vergogna non esiste più nel vocabolario di questo Paese che ci imprigiona. Tutto è concesso nello Stato degli impuniti, che sfidano anche la morte, tanto si sentono eternamente Dei degli abissi. Mentre il mondo ha puntato i fari sulla processione funebre della Concordia, già di per sè  simbolo dell’Italia incagliata senza ritorno nel mare del pressapochismo, dell’inchino, dell’ossequio al più forte e dello scaricabarile che uccide vittime innocenti, noi abbiamo dovuto sopportare anche l’umiliazione di quelle immagini. Il super comandante Schettino in camiciona bianca da party isolano che festeggia circondato da gnocche, l’estate partenopea. Ma per favore! Eterni galleggianti, che restano sempre in superficie. Avete presente?

Abbiamo visto i volti di chi ha perso l’altra metà della propria vita, la moglie, i figli, intere famiglie inghiottite nelle tenebre e ci bastava già questo girone dantesco per definire questa apocalisse come la peggiore immagine che consacra lo stile italiano, pummarola e timone. Il tragitto della Concordia, il suo secondo corteo verso il cimitero della memoria, per lo smantellamento di tutto, tranne che dello sdegno, per sigillare col silenzio il dolore, in realtà ha fotografato il suo secondo inabissamento, contro lo scoglio Schettino.

A Ischia, il quotidiano dell’isola, “Il Golfo”, lo ha immortalato felice al party svoltosi sabato sera scorsa in una villa privata di Forio. Massì, festeggiamo. Da una parte il fango e le ossa, dall’altra il relitto della dignità perduta, mentre il comandante in capo celebra l’indifferenza al White Party di Ischia. La vita va avanti, è vero, ma chi l’ha detto che il senso di giustizia e del pudore devono indietreggiare? Schettino, circondato da un popolo nobile curioso e ammirato, a sua volta a fare l’inchino alla star del Giglio. Questa è l’Italia. Italia da schifo.

Come non fosse accaduto nulla, principe degli scogli, Schettino è disinvolto mentre se la gode con la borghesia del mare, quella che non è rimasta sommersa nel viaggio della vita, una crociera da raccontare.

Che dire a chi si difende sostenendo che contro gli scogli c’è finito perché gli ufficiali hanno eseguito male i suoi ordini?

Tutto a posto, stappa il prosecco a Ischia, mangia la tartina che ci beviamo sopra. Divani eleganti e lusso che non subisce le correnti, che non diventa rottame e che non inquina. Alla fine, è proprio vero, la verità viene tutta a galla. C’è la prima, la seconda e la terza classe. Era già tutto segnato nel destino: Italia da schifo. Neanche davanti ai morti, caduti per mostrare il petto gonfio della nave, c’è quel passo indietro davanti al mistero di una fine. Ci resta solo la barbarie.

Roberto Bernardelli, presidente Indipendenza Lombarda 

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3 Comments

  1. L'Arimanno says:

    Caro Roberto e cari amici, tutto condivisibile, come pure il commento di Dan. Oltre la verità di barbarie cosi ben evidenziata sono in attesa di leggere sulla rubrica “L’Italiano” del nostro tazebao il necessario approfondimento sociologico. Schettino in questa “Ahi serva Italia, ostello(bordello) delle genti che è l’Italia non è un caso di cronaca: E’ l’archetipo dell’italiano: vigliacco, superficiale, approfittatore, impudente, parassita, impostore e profondamente disonesto. Insomma per dirla con Pirandello che di italiani se ne intendeva: L’Italia è un paese alquanto strano dal momento che il 90% dei suoi cittadini sono onesti ma coglioni mentre il restante 10% sono disonesti ma furbi. Dove sta l’anomalia? Nel fatto che il 10% dei disonesti-furbi governa il 90% di onesti-coglioni. Personalmente cambierei questo saggio detto solo così: Il 10% di italiani governa, o mdeglio opprime, il 90% dei lombardi veneti.
    ps: L’affresco bordello-ostello cosi vero e applicabile sempre di più oggi, lo dobbiamo ad un certo Dante Alighieri che pochi sanno essere di origine longobarda, cosa della quale peraltro si vantava.

  2. cesare says:

    grande presidente bell ‘articolo!

  3. Dan says:

    Colpa degli italiani che davanti certe porcate urlano allo schifo e si fermano lì

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