Schengen in bilico. La proposta: isolare la Grecia. I 3 miliardi a Turchia sono buco nell’acqua

ue greciadi GIULIO ARRIGHINI – Si torna prepotentemente, ancora una volta fuori dall’Italia, a discutere della sospensione di Schengen per ripristinare le frontiere e arginare una incontrollata ondata migratoria.

Questa volta però si alza anche il tiro, ipotizzando anche un categorico blocco del flusso migratorio isolando la Grecia. Ventre molle di tutti gli esperimenti europei. Finanziari e ora sociali…

 Renzi ribadisce la stessa cosa sul trattato: “Non può essere messo in discussione perchè altrimenti non solo si fa un passo indietro rispetto alla storia, ma si tradisce l’idea stessa dell’identità europea”, ma ora deve fare i conti con il resto dei potenti. Persino  la direttrice generale del Fondo Monetario europeo, Christine Lagarde, si è sbilanciata sulle ragioni in vita di Schengen.

“La crisi dei migranti è un po’ come ‘o la va o la spacca’ secondo il mio personale punto di vista e rischia di mettere in serio pericolo il trattato di Schengen. Posso dire che sulla crisi dei migranti l’Unione europea si gioca la sopravvivenza di Schengen”, ha dichiarato Lagarde parlando al World Economico Forum di Davos.

 

CONTROLLI ALLE FRONTIERE – In effetti, come riporta l’agenzia LaPresse, a minacciare l’accordo è la pressione di alcuni Paesi europei, compresa la Germania, per estendere i controlli alle frontiere interne alla zona Schengen.

E infatti la stampa tedesca fa sapere, sul Welt, che tutte insieme Germania, Austria, Belgio, Svezia e Danimarca sono pronte a un prolungamento della reintroduzione dei controlli. Ad oggi si è trattato solo di misure individuali, ma ora la strategia sta per diventare comune. Ad aprire le danze erano state prima la Svezia e poi la Danimarca, con il check dei documenti alle frontiere. Infine è toccato all’Austria con un limite massimo al numero di persone ammesse per richiedere asilo (fino a 37.500 nel 2016 e fino a 25mila entro il 2019).

Ed è ancora l’Austria a proporre  di ‘isolare’ la Grecia, sospendendo di fatto la sua partecipazione all’area Schengen, in ragione della sua incapacità nel blindare le sue frontiere con la Turchia. “Se il governo di Atene non si deciderà a fare di più per garantire la sicurezza dei suoi confini, bisognerà discutere apertamente dell’espulsione temporanea della Grecia dall’area Schengen”, ha dichiarato la ministra degli Interni, Johanna Mikl-Leitner, in un’intervista sulla Welt am Sonntag.

Secondo il Financial Times, spiega ancora LaPresse, i leader europei stanno valutando un drastico piano per fermare l’ondata di migranti attraverso la rotta dei Balcani, bloccando il loro passaggio in Macedonia e alimentando i timori di Atene che decine di migliaia di migranti possano restare bloccati in Grecia.

In testa a chiederlo  Slovenia e Commissione europea e Berlino, aiutando così anche la   Macedonia, fuori dalla Ue ma attraversato dai problemi migratori che invadono la vicina Grecia.

Di più. Dietro questa strategia ci sono le paure che il mega finanziamento da 3 miliardi di euro di aiuti alla Turchia sia un buco nell’acqua… senza ridurre così il flusso di richiedenti asilo in Europa. Il piano è stato discusso mercoledì, scrive il Financial Times, da ambasciatori dell’Unione dopo che Miroslav Cerar, premier della Slovenia, ha inviato una lettera ai suoi omologhi europei chiedendo un “aiuto diretto” alla Macedonia per bloccare “alcuni migranti irregolari dall’attraversare la frontiera Grecia-macedone”. Cerar propone di introdurre “assistenza diretta aggiuntiva” al governo della Macedonia, con l’invio di polizia, mezzi ed equipaggiamento, “per rafforzare i controlli alle sue frontiere con la Grecia in modo da evitare gli attraversamenti di irregolari” ed “alleviare in modo significativo il peso sui Balcani occidentali in pochi giorni”.

 

Segretario Indipendenza Lombarda

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One Comment

  1. renato says:

    Se uno si pone mentalmente fuori dei confini europei ed osserva ciò che sta accadendo da troppo tempo a questa parte non può far a meno di pensare che siamo nelle mani di una massa di imbecilli, per essere buoni e ultra-comprensivi. A cominciare dai governi italiani succedutisi che si sono comportati in modo codardo verso la nazione e ridicolmente disonorevole nel consesso europeo. Le migliaia di morti, le sofferenze, i costi economici, la perdita di prestigio (quel poco che rimaneva) che hanno accompagnato l’immigrazione clandestina non sono riusciti a indurre i responsabili a prendere le necessarie misure di prevenzione. I titolari dei vari dicasteri si sono solo preoccupati di difendere i loro diritti acquisiti, non rimaneva loro il tempo da dedicare a qualcosa che non li toccava personalmente. Tra parentesi (in Libia pare che i soliti ignoti si siano già accordati sulla spartizione del bottino, che pensino di passare all’azione bellica, che abbiano “dimenticato” di invitare il paese del mandolino al banchetto. Se ciò si dimostrasse vero, Il nostro governo ha un’idea seppur vaga di ciò che si deve fare in dette circostanze ?). Torniamo ai migranti: tra non molto si arriverà a fare ciò che solo mesi fa si indicava come disumano, ossia lo sbarramento dell’accesso ai confini del Sud Europa e non solo. Poi, rendendosi conto di essere stati brillantemente presi per i fondelli da Erdogan, che non muove un dito per frenare il deflusso dalla Turchia di chi vuole venire in Italia (ultima spiaggia per i disperati) ma sollecita il pagamento pattuito di tre miliardi di Euro come prima tranche, si rimangeranno la parola causando un contenzioso che finirà alla corte internazionale. E i nostri rappresentanti al parlamento di Bruxelles cosa fanno oltre a ritirare mensilmente uno stipendio dai 15 ai 18 mila Euro ? Imitano De Mita ? Eppoi c’è anche chi sostiene, ovviamente perché gli conviene personalmente, che si farebbe un passo indietro rispetto alla storia…… Le solite cazzate. Ci sono troppe cose che non funzionano, che si sommano e che hanno già portato i rappresentanti nazionali, presunti responsabili, ed europei ad assumere un comportamento ogni giorno più chiaro e trasparente: ognuno pensa a “sistemarsi” come meglio può in attesa del blow-up o di un rimpasto i cui costi cadranno ancora una volta sulle spalle dei contribuenti minori. I quali, stranamente ma non tanto, sembrano preferire il distogliere lo sguardo dallo spiacevole scenario, perché li fa star male. Stiamo ancora troppo bene ?

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