SCENARI GLOBALI E DEPUTATI CHE RINCORRONO LA CANDIDATURA

di FABRIZIO DAL COL
Si avvicinano le vacanze e il parlamento è insabbiato, ma in questi brutti giorni contornati da nefasti presagi per molti onorevoli si prospetta invece il dilemma di scegliere la località turistica che più si adatta alle loro esigenze. Di questi tempi, dati anche i precedenti delle ferie consumate a “sbafo” da qualcuno che, fino a ieri, era costretto a difendersi dagli attacchi dei giornali e delle televisioni, e per le quali pendono ancora indagini giudiziarie, c’è solo da sperare che nessuno si comporti allo stesso modo. Sarebbe preferibile che i deputati si limitassero a sfogliare le carte patinate delle riviste specializzate in paradisi turistici, piuttosto che ricercare il “tangentomane” adatto e pronto a provvedere per loro oppure a “loro insaputa”, circa le agognate ferie.

E mentre i leader dei vari partiti cercano faticosamente e affannosamente di individuare le località più adatte ai loro requisiti, come al rispetto delle loro privacy, e comunque  il meno in vista possibile e mediaticamente poco pericolose, onde evitare i taccuini dei “pennivendoli di regime” sempre pronti a scrivere banalità pur di non turbare le loro meritate vacanze, c’è anche chi invece, non essendo un leader di partito, non può contare sulla certezza di mantenersi il sudato e vituperato “scranno eterno” in vista delle prossime elezioni e, sacrificando l’enorme lavoro di indagine per trovare una residenza turistica adatta a smaltire le fatiche parlamentari, preferisce affaccendarsi nel ricercare ed individuare scrupolosamente quel “capo di partito” che gli possa garantire la certezza di una ricandidatura.

Ecco allora che, stante la situazione politica in cui versano i partiti oggi e il timore che si metta mano alla legge elettorale, l’impresa di ricercare diventa “titanica” e i segretari o presidenti di partito, per non scoprire le carte sulle future alleanze, evitano scrupolosamente di essere avvicinati da questi futuri “orfani di partito”. Così, non riuscendo conseguire i loro obbiettivi, questi “ominidi”, per strappare la certezza di una conferma ad una eventuale loro ricandidatura da parte di un qualsiasi partito si prospetti disponibile, si vedono costretti a vagare storditi dentro l’emiciclo quasi fossero degli emarginati e assumono sembianze umane, solo quando percepiscono lo “sfratto coatto” da quella che loro continuano a considerare come la loro “prima casa” di proprietà, ovvero il parlamento. Si lamentano, confidando ai loro colleghi le preoccupazioni per il pagamento del mutuo contratto grazie al loro prestigioso incarico e al quale, senza una prospettiva certa di salvare il “seggiolone”, non riuscirebbero più a fare fronte. Accampano diritti conseguiti in forza alla disciplina e del servilismo dimostrate sul campo e “flirtano” a destra e a manca nella speranza che qualcuno si impietosisca pe la loro condizione.

In questa fase politico-economica che oggi è certamente più preoccupante di ieri, se non addirittura senza più nessuna chance di ridare fiato ad un paese ormai avvolto da una crisi irreversibile e mai accaduta prima nella storia Repubblicana italiana, i leader di tutti i partiti pensano e credono nel soccorso estremo grazie all’aiuto del classico “stellone” italiano. Data la totale incapacità manifesta dimostrata nel comprendere che prima o poi potesse finire tutto, non riescono nemmeno a vedere che la loro “prima casa” sopra citata, è stata nel frattempo “ipotecata” da un organismo tanto caro alla Merkel che si chiama Europa. All’Unione Europea infatti è stata ceduta in via definitiva. con il trattato di Lisbona, l’ultima parte ovvero quella più importante e rilevante di sovranità popolare rimastaci. Dopo le ultime esternazioni rivolte agli stati europei dal presidente americano Barack Obama, che invitavano a velocizzare e rendere più duri i provvedimenti fin qui presi nel consesso europeo, il clima politico europeista è diventato ancora più freddo.  Obama aveva già nei giorni scorsi indirizzato i suoi strali verso all’Europa, ritenuta a suo dire responsabile unica della mancata crescita americana, ma aveva anche precisato che, l’Italia, e la Spagna, avevano già messo in campo misure strutturali importanti al fine del salvataggio della moneta unica. La cancelliera Merkel, apprese le dichiarazioni del presidente americano, ha risposto con la bocciatura degli eurobond e, rincarando, ha confermato che l’unica soluzione è la costituzione dell’Unione politica. Ciò comporta che, dopo che si saranno svolti entro la fine di giugno tutti gli incontri determinanti programmati e volti ad affrontare la crisi, se saremo di fronte all’ennesimo nulla di fatto, ci ritroveremo con la Germania egemone su tutti gli altri Stati europei e legittimata ad assumere, nella figura della propria cancelliera, la leadership Europea.

Se questo scenario si avverasse, i Tedeschi potrebbero divenire da un lato economicamente ancora più forti e dall’altro si imporrebbero politicamente ed economicamente sui restanti paesi membri. Gli Americani appoggiati dagli Inglesi, come già hanno annunciato, sono consapevoli che le loro economie si reggono per la maggior parte sui mercati Europei e che, se restassero immobili, favorirebbero il nuovo dominio politico economico Tedesco. Ecco perché una soluzione di un piano Marshall 2 in favore dell’Europa, diverrebbe per loro ancora conveniente, mentre per l’Europa, esclusa la Germania, sarebbe una scelta inevitabile. Per l’Italia, la Spagna e la stessa Grecia, non rimarrebbe che attuare una soluzione di un governo provvisorio, al quale affidare il compito di costituire una assemblea costituente volta a redigere una nuova carta costituzionale che modifichi le forme del loro singoli Stati. I Tedeschi invece, ormai ritenuti dagli Americani, così come dagli Inglesi, il “tappo” che ha fin qui impedito, con l’ottusità del severo rigore fiscale, la svolta al salvataggio della moneta unica, non accettare questa ipotesi potrebbe voler dire finire a loro volta nella morsa della crisi, correndo il serio rischio di finire esclusi dalla Eurozona.

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    LE KOMIKE PIU’ KOMIKE SARANNO QUANDO BISOGNERA’ SOSTITUIRE NAPOLEONE IV.

    Io me ne vado via, anche in Paradiso se serve…

    Salam

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