Scandalo sanità 2/ Quando Salvini disse: tutti a casa, al voto! E la Lega si dimise in massa

elezioni_regionali_urnadi GIULIO ARRIGHINI – «Si azzeri tutto fino alle elezioni». «Si azzeri tutto e si riparta – dice Salvini – con pochi uomini e pochi progetti concreti fino a elezioni». La Lega ritirò la propria delegazione, via tutti gli assessori. Quanti secoli sembrano passati eppure era solo per coincidenza l’autunno di tre anni fa. Stessi giorni, uno più uno meno.

Leggete come era agguerrito il Carroccio. Dal Giornale dell’11 ottobre 2012:

“Ieri avevo detto o azzeramento o dimissioni di Formigoni – dice Roberto Maroni – . Abbiano ottenuto l’azzeramento e quindi abbiamo il dovere di andare avanti. Manteniamo gli impegni presi”. L’azione del governo della Lombardia negli ultimi dieci anni, dice il segretario della Lega, è stato “un modello d’eccellenza in tutti i settori”. E a chi gli chiede se l’accordo con Formigoni è per arrivare alla scadenza naturale della giunta oppure se resti la richiesta del Carroccio dell’election day nel 2013, risponde: “Vediamo la nuova giunta, noi faremo delle proposte e valuteremo le iniziative concrete”.

Il no deciso di Salvini
– Ben diversa la posizione espressa poco più tardi da Matteo Salvini, segretario regionale della Lega: “Formigoni probabilmente ancora non se n’è fatto una ragione, ma se la farà – dice parlando in serata a una manifestazione del partito – . E’ finita un’era di buona gestione” e “per quanto ci riguarda non si arriva a fine mandato e si vota in primavera”. “Fortunatamente – ha aggiunto Salvini – abbiamo una base che è sempre più allergica al Pdl e lo capisco. Il ragionamento è unicamente di utilità per la Lombardia: serve far saltare il tavolo adesso?. Siamo dispostissimi a farlo. E se qualcuno ci dicesse che saltano anche Piemonte e Veneto, chi se ne frega”. Salvini ha ricordato che la decisione finale sul futuro dell’amministrazione Formigoni arriverà dal consiglio federale di sabato: “E’ in corso un ragionamento”, ha detto, e non è escluso che il Federale comunque “decida di far saltare il tavolo e quindi a governare la Lombardia saranno i commissari”.

E adesso? Non sono arrivati i commissari ma la guardia di finanza, a portar via il vicegovernatore Mantovani. Una riflessione, seria, la vorremmo sentire. Quale futuro per i lombardi?

Segretario Indipendenza Lombarda

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