Scalfari, Prodi e Berlusconi senatori a vita? Ma aboliamoli…

di ROBERTO COLOMBO

Con la recente scomparsa di Emilio Colombo i senatori a vita rimasti in carica, che per Costituzione possono essere al massimo 7, sono due: Carlo Azeglio Ciampi e Mario Monti. Il primo è stato, insieme al governo di centrosinistra guidato da Prodi, artefice del cambio monetario svantaggioso con cui l’Italia è entrata nell’euro; il secondo ha firmato la manovra economica con la quale si è data l’ennesima mazzata alle ditte private; è quindi immaginabile che il criterio con il quale si assegna la benemerenza senatoriale non sia quello meritocratico.

ABOLIAMO I SENATORI A VITA Due cose sono evidenti: a) nessuno sente la mancanza di altri senatori a vita; b) evitando ulteriori nomine in tal senso, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano da un lato diminuirebbe, o quantomeno non aumenterebbe, il numero di parlamentari; dall’altro ridurrebbe i costi della politica rispetto al passato: si andrebbe così incontro a due desideri diffusi tra la gente. E’ comunque palese che quanto sopra non sarà tenuto minimamente in considerazione dal personale politico, che invece basa le sue scelte su altri fattori.

CALCOLI POLITICI PER CARICHE ISTITUZIONALI Alla luce dell’attuale situazione parlamentare, è possibile supporre chi saranno i prossimi senatori a vita, le cui nomine serviranno per quietare l’agitato panorama politico: anzitutto Eugenio Scalfari, ospite televisivo di rielivo dell’ex europarlamentare del Pd Lilly Gruber, che quando c’è lui cambia la sedia con l’inginocchiatoio: è considerato la mente della sinistra bene, è chic ed è inserito nel cuore della storia della sinistra italiana. Poi Romano Prodi, non ancora adeguatamente ricompensato per il modo disastroso col quale ha portato l’Italia nell’Euro: dare un premio a lui serve per far passare come fosse un successo quello che è stato un fallimento che sta portando l’Italia (ma soprattutto la Padania) alla rovina; inoltre per la gente è un’icona della sinistra e va ricompensato dopo lo smacco della manca elezione al Quirinale. Sul fronte opposto, il nome più in auge è quello di Silvio Berlusconi, che diventando senatore a vita potrebbe mettersi al riaparo da eventuali sventure giudiziarie. Infine un magistrato, perchè la collusione (vietata dalla Costituzione) tra il potere giudiziario e quello esecutivo/legislativo è talmente evidente che occorre palesarlo affinchè non sia ritenuto ingiusto nè illecito. E il quinto senatore a vita mancante? Verrà lasciato libero sia per non usare tutte le monete disponibili ma tenere almeno un asso nella manica, sia per poter dire di lanciare un segnale di contenimento dei costi e dei privilegi, usando la mancata quinta nomina come profumo per celare la puzza delle altre quattro.

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4 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Mi ha indignato qualche giorno fa leggere che Napolitano era in pensiero per l’importante compito di nominare un senatore a vita.
    Ma porca puttana, con tutti i problemi che ci ritroviamo per colpa di questa associazione a delinquere di stampo politico-burocratico, pensavo, è questa la cosa più importante?
    Poi sono passato dall’indignazione alla consapevolezza che queste novelle Maria Antonietta vivano nel loro Olimpo e siano slegate dai problemi della gente. Da loro che continuano a “rubare” il finanziamento ai partiti che si sono legiferati in contrasto con la Costituzione più bella del mondo, non c’è da attendersi alcunché, al più l’invito a mangiare brioches.
    Per risolvere i problemi le ghigliottine sono sempre più urgenti. E ben meritate.

  2. Gian says:

    per me Berlusconi non lo fanno senatore a vita, la sinistra chiederebbe subito l’impeachment di Napolitano. Gli altri sono possibili e probabili.

  3. Albert Nextein says:

    La casta si autocelebra.
    A me non interessa.
    Possono crepare tutti, uno dopo l’altro.

  4. lory says:

    basta con queste cariche parassitarie ! siamo stanchi di pagare per queste porcherie levantine.

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