Sblocca Italia, Ciambetti: referendum condiviso su trivellazioni per idrocarburi

di REDAZIONEpiattaforma_petrolio

“Oggi è stata raggiunta un’intesa importantissima, che rilancia la cultura del federalismo regionalista in una ottica nuova, ricca di dignità e forte di un trasversalità politica che solo un miope potrebbe disconoscere”: lo ha detto Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio Regionale del Veneto al termine dell’Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali. Durante l’Assemblea è stata approvata dai 19 presidenti presenti la predisposizione di una proposta referendaria sul decreto “sblocca Italia”, che punta ad abrogare interventi sul territorio, tra cui le ormai celebri “attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi”, definizione all’interno della quale si celano anche le discusse trivellazioni nel Mar Adriatico. Uscendo dall’Assemblea dei Presidenti, Ciambetti ha affermato che “è estremamente importante che sul tema delle trivellazioni e più in generale sull’uso e sulla difesa del territorio, le regioni italiane hanno dimostrato oggi compatte che non intendono farsi prevaricare da decreti centralisti. Quando si parla di sviluppo economico, di gestione dell’ambiente e delle risorse e di programmazione energetica, non si può pensare di scaricare il prezzo ambientale e sociale delle decisioni romane sui singoli territori, perché questo si ritorce contro quella cultura centralista che sembrava spazzata via, ma che invece negli ultimi anni sta emergendo in modo preoccupante”. “Adesso la mia profonda speranza – conclude Ciambetti – è che non ci sia una Corte o un qualche magistrato che si incaponiscano per non far esprimere direttamente i cittadini su questi temi, bloccando questo referendum come già il Veneto ha sperimentato in altre occasioni. Quello che fa parte della cultura democratica di tutto l’Occidente – la possibilità e necessità di ricorrere alla diretta voce dei cittadini attraverso l’istituto referendario – deve essere assicurato anche nel nostro Paese. E sono certo che questo potrà costringere l’attuale governo ad imboccare strade decisionali che sono ad ora – sordo a qualsiasi dialogo – ha accuratamente evitato”.

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