Sbai e le arance marocchine: per fortuna non andai in delegazione

ARANCEdi Antonio Atte – L’idea del viaggio in
Marocco nel 2015 fu sua, ma a quella spedizione alla fine non prese parte: “e forse è stato meglio così”. La giornalista di origine marocchina Souad Sbai, ex parlamentare del Pdl e in passato vicina alla Lega di Matteo Salvini, dice la sua sulle nuove polemiche che hanno travolto Gianluca Savoini, uno dei protagonisti del caso
‘Russia-gate’, che, secondo quanto riportato dal ‘Fatto Quotidiano’, avrebbe ricevuto soldi per aver segnalato aziende italiane cui concedere appalti in Marocco sei mesi dopo aver
accompagnato il leader leghista nel Paese nordafricano.

“Parliamo di quattro anni fa – racconta Sbai all’Adnkronos – e l’idea
di portare Salvini in Marocco venne a me dopo che la Nigeria negò il visto a Matteo, costringendolo ad annullare un imminente viaggio. Cosìchiesi a Salvini: ‘ti andrebbe di andare in Marocco?'”. L’attuale ministro dell’Interno, spiega Sbai, non si lasciò sfuggire l’occasione: “Era felicissimo, mi disse che l’idea era molto interessante. Così mi sono attivata per chiedere alle autorità marocchine di ricevere Salvini”.

A quel punto però entra in gioco l’ex portavoce del segretario leghista: “Una settimana prima del viaggio ricevetti una chiamata da Savoini, il quale mi disse che era tutto a posto, tutto
sistemato, e che ci avrebbe pensato lui. E’ stata la prima e ultima volta che ho sentito Savoini. Per me è stato meglio non andare in Marocco, mi ha fatto un favore. Pensa se avessi fatto parte della delegazione…”, prosegue l’ex parlamentare del Popolo della Libertà.

“Per me quello doveva essere un viaggio solo di cortesia. Il mio interesse era che un Paese nordafricano ricevesse un segretario di partito. Salvini deve stare attento a certi suoi collaboratori. Un Partito che sta al 33% non può cadere in queste cavolate, si fa molto presto a rovinare tutto”, risponde Sbai, che ora si dice “lontanissima” dalla Lega. “Per quattro anni – conclude – ho fatto militanza e hanno fatto di tutto per non farmi eleggere. Invece, gente arrivata sei mesi prima delle politiche, è diventata pure ministro. Salvini? A parte qualche messaggio, non l’ho sentito più”.
(Adnkronos)

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