Sasso e Votino: le “zarine del Naviglio” all’ombra di Pisapia e Maroni

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Lontane dai riflettori. Riservate. Di poche parole. Anzi spesso avvolte nel silenzio più assoluto. Eppure molto influenti e più che mai presenti nelle istituzioni, al fianco del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del governatore della Lombardia Roberto Maroni. Soprattutto sulla bocca di tutti. Sempre presenti nei pettegolezzi, tra chi ne canta le odi e le critica, tra chi le invidia e chi le stima profondamente.

Stiamo parlando di Cinzia Sasso e Isabella Votino, le due ombre dei pezzi da novanta che governano gli equilibri del tessuto economico politico lombardo. Maroni e Pisapia non hanno in comune solo il passato politico in Democrazia Proletaria o il mestiere di avvocato, ma pure due donne «con le palle», come direbbero in una puntata di Sex and the City.

Tra palazzo Marino e quello della regione c’è chi ormai le ha soprannominate le due «zarine del Naviglio». Dispensano consigli, spesso intervengono nelle stanze dei bottoni, facendo sentire il proprio «sesto senso» femminile nei momenti più delicati o anche nella decisione degli uomini giusti da piazzare nelle aziende partecipate. La Sasso è la moglie del primo cittadino. Ex giornalista di Repubblica, 52 anni, inviato di Largo Fochetti, veneziana, stimata nei salotti meneghini e romani, si mormora che negli ultimi mesi sia stata decisiva in alcune partite fondamentali di palazzo Marino, tra cui il siluramento dell’assessore alla Cultura Stefano Boeri.

Stessa cosa vale per la Votino, imperscrutabile portavoce di Maroni in Lombardia e più che mai vera «numero uno» del Pirellone. In via Bellerio, sede del movimento, non hanno speso molte lacrime dopo averla vista andar via. E conti alla mano, i maligni che bazzicano la regione, sostengono che negli ultimi 70 giorni Bobo nel palazzo voluto da Roberto Formigoni ci sia stato poco. Spesso in giro a parlare di macroregione e risolvere i continui scazzi interni al Carroccio con Umberto Bossi, a presidiare il palazzo c’è sempre lei: la bella ragazza irpina che compierà 34 anni il prossimo 19 ottobre. Come proprio Maroni ha avuto modo di rivelare diverse volte privatamente: «Di lei mi fido ciecamente, mi dà dei consigli, a volte non li ascolto, ma poi ha sempre ragione lei».

«Bobo e Isa» si conobbero al ministero dell’Interno. Tanti sono stati i pettegolezzi intorno al loro rapporto, ma Maroni ha sempre smentito in modo categorico fugando dubbi sulle illazioni. Del resto la moglie Emilia non ha mai voluto mettere piede nella Lega. E allora c’è Isabella. Lei non si scompone mai. Perfetta negli abiti di Prada che va ad acquistare appena può, nei momenti di pausa dalla gestione della comunicazione tra una limata alle unghie e una telefonata all’amico Silvio Berlusconi. Con i giornalisti della carta stampata e delle agenzie parla molto poco. Anzi quasi mai. Con quelli televisivi di più, ma è sempre decisiva nelle scelte comunicative del governatore.

Per Cinzia Sasso vale lo stesso. Anzi forse molto di più. Moglie del primo cittadino, profonda conoscitrice del tessuto economico milanese, avendone scritto per decenni, è una delle migliori amiche del vicesindaco Ada Lucia De Cesaris. Insieme presentano libri sulle donne, magari con l’attrice Lella Costa, senza disdegnare poi qualche post sul suo nuovo blog aperto alla fine di marzo su Io Donna (http://parla-con-noi-d.blogautore.repubblica.it/author/sasso/), il settimanale di Repubblica, il giornale dove spesso torna insieme con Pisapia per salutare i vecchi colleghi. Ama gli abiti di Armani, tanto che ne sfoggia sempre uno alla prima della Scala.

Pochi mesi dopo l’elezione a primo cittadino Cinzia Sasso raccontò in un’intervista Vanity Fair che al marito stava simpatico Silvio Berlusconi. La Votino è ormai diventato un canale di comunicazione tra Arcore e regione Lombardia. Spesso la si vede San Siro con il Cavaliere, per quel Milan che nel gennaio 2012 le ha dato l’incarico per gestire i rapporti con le prefetture e l’Osservatorio per le manifestazioni sportive.

Di foto delle due insieme non ce ne sono. Ma l’affinità femminile potrebbe diventare sempre più decisiva in futuro, quando l’Expo 2015 entrerà nel vivo e la macchina organizzativa entrerà nel vivo. Negli ultimi mesi Pisapia e Maroni stanno cercando di non arrivare tra due anni impreparati per l’evento che avrebbe dovuto cambiare Milano e la Lombardia, ma che invece sta raccogliendo sempre più critiche, per appalti poco chiari e polemiche sulla copertura finanziaria da parte del governo. Chissà che quel giorno, primo maggio del 2015, non compaiano finalmente insieme in una fotografia. Del resto, come recita il detto «dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna».

da: www.linkiesta.it   di Alessandro Da Rold
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