QUEI DEMOCRATICI SARDI TROPPO ITALIANI PER ESSERE SERI

di TONTOLO

Giratela come volete, ma i democratici sono un  vero coacervo di itaglioti. Ieri, in Sardegna sono riusciti a fare un altro passettino contro l’omologazione italiana, ma loro – che un tempo sputavano sul tricolore sognando falci e martelli, oggi lo coccolano in perfetto stile napolitano.

Ecco cosa è accaduto il 21 marzo nel Consiglio regionale dell’isola.

“Con 31 voti favorevoli e 25 contrari  il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato l’Ordine del Giorno presentato dal Partito Sardo d’Azione, da SEL, dall’UDC, da FLI, dall’Idv, dall’Api. Ha votato a favore una parte del Pdl e contro tutto il PD e i Riformatori.
Per la prima volta nella storia italiana una Regione, la Sardegna, sottoporrà a verifica le ragioni dell’essere in questo Stato, il fisco, il sistema dei diritti e dei doveri, gli obblighi di sussidiarietà e leale collaborazione tra istituzioni (puntualmente violati), insomma le ragioni dello stare insieme. Accadrà tutto in modo pacifico e legale e senza esiti precostituiti. Per la prima volta la Sardegna giudicherà l’Italia, senza separatismi, senza eversione, ma solo ponendo sul piatto una questione semplice: stare in uno Stato comporta la vigenza di un patto equilibrato e giusto, quale oggi questo patto non è. Adesso, per lo meno, se ne parla. L’altra novità è che il tema Sardegna attraversa gli schieramenti, si radica soprattutto nelle forze libere dal dogmatismo bipolare e scompagina le appartenenze per crearne di nuove e di più fresche. Da qui si deve partire per costruire una novità. E’ una bella giornata per la Sardegna”.

Il Consiglio regionale ha preso atto delle ripetute violazioni dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione da parte del Governo e dello Stato italiano nei confronti della Regione Sardegna e h deliberato di “avviare una sessione speciale di lavori, aperta ai rappresentanti della società sarda, per la verifica dei rapporti di lealtà istituzionale, sociale e civile con lo Stato italiano, che dovrebbero essere a fondamento della presenza e della permanenza della Regione Sardegna nella Repubblica italiana”.

Io che son Tontolo, ma non mi sento italiano, mi auguro che una volta per tutte capiscano che chi fa da sé fa per tre.

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