Sardegna, zona franca: esenzioni fiscali e tributi propri

di REDAZIONE

La Regione Sardegna potra’ disporre esenzioni e agevolazioni fiscali per imprese e persone oltre a sgravi d’imposte su profitti e salari nei limiti del regime tributario definito nella trattativa con lo Stato sulla ridistribuzione dell’Irpef. Non solo: con due deliberazioni successive la Regione avra’ il potere di istituire il proprio regime di entrate fiscali istituendo tributi propri. L’ha deciso all’unanimita’ la prima commissione Autonomia e Riforme del Consiglio reigonale durante i lavori di discussione della legge sulla zona franca fiscale firmata dal sardista Giacomo Sanna che in tempi brevi arrivera’ in Aula.

 In sostanza, la commissione intervenendo su due punti chiave dell’articolo 10 dello Statuto, ha attribuito alla Regione una maggiore autonomia fiscale e soprattutto la possibilita’ di istituire tributi propri, che al momento non ci sono, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale sui sardi. “Sono due passaggi estremamente importanti”, sottolinea il presidente della commissione Ignazio Artizzu, “due strumenti nuovi che ci consentiranno di alleggerire le imposte e soprattutto di usare la leva fiscale per creare sviluppo e lavoro in Sardegna”. Nella scorsa seduta era stato modificato l’articolo 12 con l’autodeterminazione della zona franca nell’isola. La commissione e’ stata riconvocata per domani alle 16.30.

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5 Comments

  1. magirota says:

    invece di usare la zona franca come arma elttorale, spiegate a noi elettori i veri vantaggi e svantaggi di questa proposta.

  2. Maciknight says:

    Non è chiaro il contneuto dell’articolo. Come si possono istituire zone franche a livello regionale se è lo stato che ha potere di tassazione centrale? Cosa si esenta? Non può una regione andare contro le leggi dello stato … magari si potesse, si darebbe una forte accelerazione al processo di frammentazione diq uesto paese, che finché è unito solo dal parassitismo politico romano è destinato ad un tragico fallimento

  3. Lucia says:

    Scusi la redazione, ma non è chiaro.
    La regione stabilisce di mettere tributi propri, che attualmente non ci sono, con l’obbiettivo di ridurre la pressione fiscale?
    Contemporaneamente può disporre agevolazioni e sgravi fiscali, per ridurre la pressione fiscale e avviare sviluppo.

    Vuoi vedere che i tributi li pagano i turisti e i non residenti(magari le seconde case)e le agevolazioni le hanno i residenti? Mi sembra di aver già sentito questa solfa !
    Non è la strategia adottata dal governatore di sinistra, che ha portato alla contrazione delle presenze turistiche nell’isola ,per cui poi i sardi hanno votato a destra? Forse tutte queste attenzioni da parte dello stato nella trattativa per la ripartizione dell’Irpef (degli altro!!!) ha la contropartita nella richiesta di togliere di mezzo i nomi in lingua sarda delle località dell’isola, di cui si parla in altro articolo? E questo sarebbe indipendentismo? Ma va. Questo è puro e semplice opportunismo italiano.

    Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri e poi rubava ai poveri diventati ricchi per dare ai ricchi diventati poveri. Robin Hood era un genio. Fessi erano quelli che credevano che agisse per il loro bene.
    Saluti

  4. Albert Nextein says:

    A me non sta bene solo la sardegna Zona franca.
    Tutta italia, zona franca.
    Alla faccia di Unione europea.

  5. Roberto says:

    Forza Sardi, fuori l’orgoglio! Mettiamoci la volontà e tutto sarà possibile

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