Sardegna, 8 gli indipendentisti eletti. Un po’ a destra e un po’ a sinistra

di FEDERICO ONNIS CUGIA

Francesco Pigliaru è il nuovo governatore della Sardegna. Con il 42,45% dei voti il candidato del centrosinistra ha sconfitto Ugo Cappellacci (centrodestra, 39,65%)e Michela Murgia (Sardegna Possibile, 10,3%). Gli altri candidati a ricoprire il ruolo di Presidente della regione per i prossimi cinque anni confermano le modeste aspettative della vigilia: Mauro Pili (Unidos) ha preso il 5,72% delle preferenza, Pier Franco Devias (Fronte Unidu Indipendentista) l’1,03% e Luigi Amedeo Sanna (Movimento Zona Franca) lo 0,82%. Ma il vero vincitore delle elezioni è l’astensionismo: solo un sardo su due ha partecipato a questa tornata elettorale.

Significativo è anche il risultato delle liste rispetto al candidato presidente a cui erano collegate. Infatti, le liste della coalizione del centodestra hanno preso il 43,89% dei voti, oltre 4 punti percentuali in più rispetto a quelli presi da Cappellacci; pressoché coincidenti invece le percentuali tra liste collegate e candidato presidente nel centrosinistra, mentre la Murgia prende ben circa il 3,5 in più rispetto al totale delle tre liste della sua coalizione, che si sono fermate al 6,77%.

In attesa di scoprire l’esatta ripartizione dei seggi, sarà forte nel prossimo consiglio regionale la presenza di partiti indipendentisti, sovranisti e autonomisti: ben otto consiglieri.

Tra i 36 eletti del centrosinistra, sederanno negli scranni del palazzo di Via Roma due esponenti dei Rosso Mori (Palo Zedda e Emilio Usula) e due del Partito dei Sardi (Pier Mario Manca e Augusto Cherchi). Possibile anche la presenza di Gavino Sale, leader di Irs – Indipendentzia repubrica de Sardigna.

Nel centrodestra invece vengono eletti nella massima assise sarda due esponenti del Partito Sardo d’Azione, l’ex assessore ai trasporti Christian Solinas e Marcello Orrù, oltre al leader del partito autonomista UDS ed ex-presidente della regione Mario Floris. Ancora in dubbio una ulteriore presenza: quella di Luca Sanna della Lista Zona Franca – Maria Rosaria Randaccio.

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9 Comments

  1. Marcaurelio says:

    Voi padani e tutti quelli della sardegna messi insieme riuscite ad arrivà a 4 gatti e mezzo.
    Ahahahahaha!!!

  2. Eugenio says:

    Inoltre la cosa piu’ Evidente è che un cittadino su due ,non a Votato.Quindi questo vuol dire che non hanno nessuna Fiducia nei vari Partiti compresi quelli che si dicono Indipendentisti,L’Unico Partito che poteva aumentare i Votanti era il M.5.S . Ma non si è Presentato,perchè sapeva che poteva fare poco o niente per il popolo Sardo.Meglio aspettare le votazioni Europee ,e Nazionali..

  3. Eugenio says:

    IL popolo SARDO come Tutti i Popoli di alcune Regioni AUTONOME,Non vogliono per adesso una INDIPENDENZA ,per il fatto che gia’ si Gestiscono i Loro Soldi ,ed in piu’ li chiedono allo Stato Italiano,Quindi questi 8 Falsi Indipendentisti adesso che sono Eletti andranno a Giurare allo Stato Italiano(piu che indipendentisti mi sembrano Leghisti-Sardi ) Per il resto faranno solo discorsi ,tipo la loro lingua le loro tradizioni,ma di INDIPENDENZA non nè Parleranno,sanno benissimo che il loro Popolo per adesso non la Vuole,e magari chiederanno altri Soldi allo Stato Italiano..

    • Roberto says:

      Ma sta zitto ignorante, lo stato italiano è debitore per oltre 16miliardi di euro nei confronti dei sardi,
      un anno fa c’è stato un ciclone che ha causato un miliardo di euro di danni e dallo stato italiano non è arrivato niente, ci siamo ricostruiti le strade e i ponti per conto nostro!

  4. Veritas says:

    L’ esito di queste votazioni, data la scarsità dei votanti, dimodsra che a votare ci vanno solo le sinistre

  5. luigi bandiera says:

    Niente da fare, fin che saremo un po’ a dx e un po’ a sx tutto sara’ inutile: le forze si annullano a vicenda.

    …continua…

  6. som mb says:

    Sì, alcuni indipendentisti sono di destra, ma di destra liberale, mica i fascisti terun con cui si è alleata la “Lega” sul territorio lombardo-veneto o i fascio-franzosi del FN che si battono contro l’insegnamento del bretone a scuola o ancora i nazi austriaci e svedesi. Per finire con i contatti col dittatore fascio-bananero di Mosca, già sodale del padron Silvio, nemico storico delle indipendenze. Se Idi Amin Dada fosse vivo verrebbe invitato come ospite d’onore ai congressi della “Lega”.

  7. giannirota says:

    Non c’è speranza…

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