ANCHE SANREMO E MORANDI CANTANO “VIVA L’ITALIA”

di PIPPO TAROZZIO

La canzone per celebrare l’Italia, nel modo più popolare possibile, attraverso il Festival di Sanremo. Ecco cosa merita il nostro paese, troppo bistrattato, nonostante tutti noi si sia festeggiato insieme a Napolitano i 150 dell’unità.

Così, mi permetto di riportarvi la terza serata del Festival, che si terrà giovedì 16 febbraio 2012, così come la presenta la nostra Rai.

Serata evento “VIVA L’ITALIA!”.

Interpretazione-esecuzione delle 14 canzoni famose della musica italiana da parte di tutti i 14 ARTISTI in coppia con CANTANTI OSPITI INTERNAZIONALI, che non potranno essere artisti già presenti in competizione o previsti tra altri ospiti al Festival, e votazione del pubblico attraverso il sistema del televoto.

Verrà comunicata e premiata l’interpretazione-esecuzione più votata dal pubblico.

Interpretazione-esecuzione, in versione “edit” (breve), delle 4 canzoni degli ARTISTI non ammesse dalla giuria demoscopica nella Prima e Seconda Serata, con votazione del pubblico attraverso il sistema del televoto.

Gli ARTISTI potranno decidere se proporre già in questa serata la “versione liberamente rivisitata” della canzone, preparata in origine solo per la serata del “venerdì”, affiancati da artisti ospiti italiani e/o stranieri, che non potranno essere artisti già presenti in competizione o previsti tra altri ospiti al Festival.

Verrà stilata la graduatoria in base a questa votazione e le 2 “canzoni-artisti” più votate saranno ammesse alla Quarta Serata.

Interpretazione-esecuzione delle altre 4 (quattro) canzoni degli artisti giovani di SANREMOSOCIAL, in due sessioni da due “canzoni-artisti” ad eliminazione diretta, con votazione del pubblico attraverso il sistema del televoto.

Le 2 “canzoni-artisti” che risulteranno più votate nelle rispettive sessioni saranno ammesse alla Quarta Serata.

Bravo Gianni e a te il grazie di noi italiani orgogliosi.

 

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5 Comments

  1. luigi bandiera says:

    E va ben cantiamo:

    BRANDELLI D’ITAGLIA
    L’ITAGLIA SE DESTA…

    MA IL PANE CHI LO DEVE FARE..???

    CHI DEVE DISTRIBUIRLO..?

    I CANTANTI..??

    MA COSA NON SI FA PER LA PROPAGANDA.
    EPPURE HITLER FU CRITICATO PER LA SUA CHE, A VEDERCI MEGLIO, FAREBBE ABBASTANZA SCHIFO.

    EHEEE….
    MA L’ITAGLIA E’ UNO STATO STRACOLMO DI POETI (?) DI ARTISTI (?) DI NAVIGATORI (?)…

    Elenchiamo gli artisti tagliani..??

    Giotto..? no.

    Poeti…

    Manzoni..? ni.

    Va ben…. meglio lasciar perdere… non ce ne sono.

    Ma navigatori..?

    Ah si, Schettino..?

    Ma i venethi non erano navigatori..?
    E i genovesi..??

    Kax, non erano tagliani pero’…

    Io vado a casaccio tanto non vado adesso a leggermi le date e ecc. ma che l’italia stato sia un paese ne dubito… e che sia stracolma di poeti e santi e navigatori e artisti non ci credo proprio.

    Se intendiamo l’italia politica di oggi.

    Se intendiamo l’italia geografica… allora qua il conto diventa leggermente differente.

    A voi la soluzione, mi son Buleghin de Cavarzere cio’, un gnorante… diceva, forse, Gino Bramieri…

    Ma cosa non si inventano…

  2. Trasea Peto says:

    Bene, sono contento per voi italiani.

  3. Mauro Cella says:

    Sarebbe bello se questa fosse una genuina manifestazione di amor patrio. Purtroppo, e dico purtroppo, si tratta di uno dei mille eventi organizzati “dall’alto” per promuovere… cosa non si sa veramente. Come il continuo martellamento sull Italia “una ed indivisibile” che subiamo da più cinque lustri, le serie TV tese a romanzare fatti di storia, i libri di testo che tuttora nascondono la verità (ad esempio la ricca storia del Regno della Chiesa e di Venezia o la tragedia dei Napoletani a Fenestrelle) si tratta di un tentativo, neppure tanto ben concepito, di creare una fantomatico “cemento nazionale” che, se mai è esistito, si è oramai sgretolato, sostituito come collante unitario dalla superficialità (quale lo sport o la televisione) e dall’accidia della gente comune.

    Per un secolo e mezzo si è provato a “fare gli Italiani” con la forza (coscrizione, educazione uguale per tutti da Trento a Messina, ghettizzazione di dialetti e culture popolari etc) e con le blandizie (ingenti fondi spesi per lo sport, propaganda su ogni mezzo, appello al jingoismo etc). Tutto quello che si è ottenuto è un nazionalismo da operetta, degno delle dittature militari sudamericane degli anni ’30. Tanta pompa, tante parole ma null’altro.

    L’Italia ha fallito nella creazione di un sentimento nazionale perché si è sempre rifiutata di riconoscere le mille e più culture che la compongono, preferendo ad esse un’artificiosa identità creata da professori, burocrati e propagandisti. Ha rinunciato alla sua superiorità morale, economica ed intellettuale (quella della Firenze dei Medici, della Venezia del Doge, della Ferrara degli Este, della Roma del Papa) per diventare una potenza di terz’ordine che, come tutte le potenze di terz’ordine, trova conforto e rifugio in un jingoismo sintetico e pomposo per compensare la mancanza di forza reale.

    La forza reale di un paese non si misura nel numero di articoli sul giornale che la esaltano in un modo o nell’altro, nelle parate militari, nella propaganda o nella disperata ricerca di consenso da parte delle potenze straniere. La vera forza viene dal profondo amore della gente per la propria terra, le proprie tradizioni e la propria cultura e non ha bisogno di gesti degni dei Farisei e di altri sepolcri imbiancati.

  4. sciadurel says:

    il festival di sanremo faceva già schifo di suo … perchè “abbruttirlo” ulteriormente ????

    p.s. era quasi meglio il MinCulPop di questi eventi patetici e ridicoli

  5. Cesare says:

    Già normalmente il festival di Sanremo è una lagna, questo è un motivo in più per non guardarlo.

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