Sanità, Zaia: abbiamo spesa più bassa d’Italia, Renzi non tolga ai veneti nuovi esami

di REDAZIONEpovertà sanitaria

“Una via d’uscita al pasticciaccio dei 208 esami medici tagliati c’è. Il Ministro rinunci a decreti e diktat e dia alle Regioni, ognuna sulla base della propria realtà, il compito di gestire l’appropriatezza”. Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia lancia al Ministro Lorenzin e al Governo “una sfida propositiva nell’interesse di tutti, per evitare lo storico errore che si sta per fare” rileva.

D’altra parte il governatore aveva presentato già la sua riforma, per il suo secondo mandato.

Una ‘rivoluzione’, come quella di un’unica azienda sanitaria regionale che ingloberà acquisti o ufficio legale, mentre sul territorio rimarranno i servizi, un Cup unico regionale, stop al ticket (ministero dell’Economia permettendo), cure odontoiatriche gratis in base al reddito e per fasce d’età, ampliamento del numero della medicina integrata di gruppo per assicurare anche di notte la reperibilità del medico e l’istituzione, per legge, di un giorno alla settimana in cui i direttori generali dovranno ricevere il pubblico.

Il mondo della sanità è un cavallo di battaglia caro al presidente Zaia e lo rimarca in questa campagna per la sua ricandidatura. In Veneto ci sono 75 ospedali, 95 mila dipendenti, 2 milioni di accessi al pronto soccorso nel 2014, 4 mila medici di base. Nonostante i tagli decisi dal Governo, il Veneto “è l’unica regione – ha detto – che non applica l’addizionale Irpef, ne’ i ticket regionali mentre c’è un ticket ‘di base’ ma è imposto dal Governo”.

“C’è la possibilità di azzerarlo – aveva spiegato Zaia – se si adotta un nuovo modello sul quale stiamo lavorando e con conseguente trattativa col ministero dell’Economia perchè sulla carta ci sono 200 milioni di euro”. “Però  va mutuato con un progetto che sia serio: perchè se si dice ticket zero, c’è poi il rovescio della medaglia, per cui tutti farebbero quadruplicare le richieste di attività nella sanità. Dobbiamo trovare un punto di equilibrio in maniera tale che se l’acqua non costa più nulla, tutti non lascino il rubinetto aperto”.

“Abbiamo la spesa procapite più bassa in Italia e il tasso di ospedalizzazione è di 7 giorni contro una media di 30″ ha snocciolato Zaia ricordando che il Veneto ha 21 Usl, due Aziende ospedaliere e una Ircss. “Accentreremo tutto in un’unica azienda, e siamo gli unici a poterlo fare – aveva poi detto – perché abbiamo costruito un percorso di legge, che farà per esempio gli acquisti, mentre nei territori ci saranno i servizi al cittadino, non come sempre ma migliore”. Arriverà poi il Cup unico regionale. “C’è il progetto, praticamente pronto, di fare in modo che i cittadini possono rivolgersi alla farmacia per prenotarsi le visite – ha spiegato – le risonanze e le analisi e ritirare i referti sempre lì. Il Cup unico regionale darà modo di far sapere i tempi di attesa in tutto il Veneto: se qualcuno vuole può decidere di affidarsi ad un’altra Usl, anche lontana se ha urgenza”.

Zaia ha assicurato cure odontoiatriche gratis per i disoccupati, i titolari di assegni sociali e di pensione e i loro familiari, e agevolazioni per i redditi fino a 29 mila euro. Le cure odontoiatre saranno garantite: le protesi saranno date ai cittadini che non riescono a pagarsele in base al reddito o per fascia d’età. Zaia pensa anche all’introduzione della sanità su smartphone e tablet, al potenziamento della telemedicina medicina integrata di gruppo “che è la grande rivoluzione che avevamo promesso. Ce ne sono già 80, arriveremo a 350. Con un ambulatorio, con un medico e un infermiere dalle 8 alle 22, i prefestivi dalle 8 alle 10, e poi e reperibilità notturna nel tuo comune”. Infine pensa all’ipotesi che i direttori generali debbano ricevere i cittadini una volta alla settimana. “Il pubblico io lo incontro – ha osservato Zaia – non capisco perchè non lo possa fare un direttore generale”.

Un altro progetto rispetto a quello dei tagli lineari del governo.

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