Restare incinta è un’odissea nel Veneto quasi indipendente

da PLEBISCITO.EUcosti sanità

Scrivo questa lettera per rendere nota la mia esperienza di gravidanza “seguita” dall’ULSS n. 20 di Verona.
Tutto comincia ad aprile 2014 quando, in seguito al test di gravidanza acquistato in farmacia, scopro con grande gioia di aspettare un bambino.
Informo il mio medico di base che mi prescrive le analisi delle beta-HCG per confermare la gravidanza.
Nel frattempo contatto il Consultorio di riferimento dell’ULSS 20 di Verona e chiedo un appuntamento con la ginecologa. Mi viene risposto dal CUP del consultorio che la prima data disponibile sarebbe stata nel mese di giugno (quindi al terzo mese di gravidanza) !!! Ringrazio e saluto.
Confermata la gravidanza dalle analisi del sangue, il mio medico mi fa l’impegnativa per una visita ginecologica. Chiamo quindi il CUP dell’ULSS 20 e mi dicono che non è esatto prenotare una visita ginecologica, ma che avrei bisogno di una visita ostetrica, che mi viene fissata per il giorno 28 aprile presso il Distretto 3.
Durante tale visita scopro che solo la visita ostetrica rientra negli esami gratuiti per le donne in gravidanza, per fortuna il ginecologo compila l’impegnativa corretta, e mi prescrive le analisi del sangue e l’ecografia del primo trimestre.
Una volta a casa contatto gli ospedali di Verona per prenotare l’ecografia,e mi viene detto che non ci sono posti disponibili per il mio primo trimestre, e mi viene suggerito di chiamare l’ULSS 20, che contatto immediatamente. Nemmeno all’ULSS 20 risulta disponibile alcun posto, nè presso i distretti, né presso i privati convenzionati.
MI ritrovo così a contattare laboratori di analisi privati di Verona, che però non svolgevano ecografie in gravidanza.>Così chiamo la clinica Pederzoli di Peschiera del Garda, che so essere convenzionata con l’ULSS n.22.
Mi viene fissata l’ ecografia nel periodo corretto (20 maggio 2014); naturalmente essendo fuori dalla mia ULSS di riferimento ciò mi è costato 80 Km tra andata e ritorno in termini di benzina, autostrada e tempo.
Nel frattempo mi reco all’Ospedale di Marzana dell’ULSS 20 per fare le analisi del sangue prescritte; all’accettazione mi viene detto che una sigla riportata nell’impegnativa non è corretta, in quanto non è un esame di accertamento in gravidanza, e che probabilmente il medico aveva confuso la sigla dell’esame per la sifilide. Mi chiedono se voglio fare l’esame errato prescritto (naturalmente a pagamento) o se firmo per escluderlo, e mi suggeriscono di farmi fare un’impegnativa a parte per l’esame corretto, che avrei dovuto fare separatamente in seguito. Firmo e decido di non farlo. Il giorno 4 giugno mi reco alla seconda visita ostetrica dal medesimo medico e distretto.
All’accettazione la signora mi comunica in toni alquanto sgarbati che il codice di esenzione che identifica la settimana di gravidanza è errato… chiaramente il mio medico di base mette la settimana di gravidanza in cui mi trovo quando mi reco da lui, non potendo sapere la settimana esatta di quando mi fisseranno l’appuntamento (a Peschiera l’impiegata aveva modificato il codice senza nessuna lamentela, sottolineando la normalità della questione).
Durante la visita il ginecologo mi comunica che le analisi vanno bene e di farmi prescrivere dal mio medico di base la seconda ecografia e le analisi di routine, poi mi saluta dicendomi che ci saremmo rivisti a metà luglio per la visita seguente.
Riesco a prenotare l’ecografia l’ultimo giorno disponibile con un centro privato accreditato con l’ULSS 20 che si trova dall’altra parte della città rispetto alla mia residenza, e, memore dell’esperienza precedente, prenoto già l’ecografia del terzo trimestre, che dato il largo anticipo riesco finalmente ad ottenere al distretto 3 vicino casa.
Quando telefono per prenotare la visita come concordato, mi viene comunicato dal CUP che è impossibile, perchè il medico è andato in pensione e non c’è nessun sostituto (mi chiedo la mia cartella che fine farà…) e che la prima data disponibile con un’altra ginecologa del distretto 3 sarebbe quella dell’11 agosto.
Basita, prenoto per tale data. Quando mi reco a tale visita, mi viene fatta una nuova cartella e mi viene comunicato che le analisi svolte finora sono insufficienti (le ultime le avevo fatte la settimana prima di recarmi da lei), mi vengono prescritte tali analisi mancanti, che però, essendo fuori dal periodo previsto per l’esenzione, saranno interamente a mio carico.
La dottoressa mi raccomanda di vederci il mese seguente; quando subito dopo aver ottenuto l’impegnativa dal medico di base, telefono per prenotare tale visita, specificando che avrei dovuto fissarla per metà settembre come da indicazioni, mi viene detto che il primo posto disponibile sarà il 14ottobre, ovvero due mesi dopo. In alternativa, mi viene comunicato che probabilmente, se tornavo dal mio medico e mi facevo mettere in nuova impegnativa una priorità, avremmo forse >potuto cercare di trovare un posto prima, oppure di tentare ripetutamente di telefonare sperando in una disdetta di qualche altra paziente. Infine questa mattina mi reco a fare le analisi mancanti a mio carico presso un centro convenzionato con l’ULSS 20 vicino casa; mi viene comunicato che non accettano più prestazioni in convenzione perchè non vengono rimborsate dall’ULSS, e che procedendo privatamente, avrei comunque speso solo 70 centesimi in più rispetto alla prestazione in convenzione.
Visto tutte queste disavventure che mi sono finora capitate, e avendo precedentemente deciso di partorire in un’Ospedale dell’ULSS 20, mi ritrovo ora a chiedermi se non sia il caso di cambiare ULSS, vista l’organizzazione dimostrata. Inoltre mi ritengo una persona dotata di strumenti cognitivi ed emotivi in grado di sostenere situazioni stressanti e di affrontare diverse difficoltà (nonostante la gravidanza sia un momento particolare nella vita di una donna, soprattutto visto che è la prima per me), e mi chiedo come abbiano potuto barcamenarsi in questa odissea donne dotate di meno strumenti o senza una rete sociale di sostegno.
Mi chiedo inoltre se questo sistema sanitario possa essere considerato adeguato ad un Paese che si ritiene sviluppato e che appartiene all’Unione Europea, e ad una Regione in cui viene tanto decantata l’assistenza sanitaria.
In particolare credo che il Consultorio sia la struttura per eccellenza in dovere di prendere in carico qualsiasi richiesta di visita o colloquio inerente la gravidanza, e che sia inaccettabile che il primo appuntamento a seguito della richiesta telefonica venga fissato a distanza di mesi; per fortuna non è il mio caso, ma se fossi stata una ragazza giovane, spaventata e sola, e magari con il pensiero di poter interrompere la gravidanza, avrei avuto un appuntamento che mi precludeva questa possibilità…come mi sarei sentita? Cosa avrei potuto fare?
Io come donna non penso solo a me stessa, ma anche a tutte quelle donne che hanno subito passivamente queste ingiustizie della sanità pubblica, e mi indigno per me e per loro.
Cordiali saluti
Una giovane donna veneta

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4 Comments

  1. gio52 says:

    Non avremo mai l’indipendenza perche’ i dipendenti pubblici inclusi i pensionati superano numericamente i privati .
    Il posto sicuro porta con se arroganza e incompetenza a tutti i livelli .

    • caterina says:

      i dipendenti pubblici ci saranno sempre sennò come funzionerebbero i servizi? ma se la proporzione fosse quella che tu dicii, nessuno stato starebbe in piedi …vedi Russia sovietica, fallimento totale! e forse il modello per molti…
      è tutta una questione di equilibrio e di buona amministrazione, che forse non avendone esperienza non riesci ad immaginare, ma, tranquillo, ci arriveremo……

    • andrea says:

      Ai pensionati Veneti come anche ai dipendenti pubblici conviene vivamente votare per l’indipendenza…perchè questa loro sicurezza durerà ancora poco…siamo agli sgoccioli… e la censura dei mass-media del regime nulla potrà di fronte al problema.
      Debito pubblico fuori controllo e una voragine di debiti che nemmeno si conosce l’entità visto che la stragrande maggioranza degli uffici pubblici non hanno nemmeno un bilancio…!
      Non penso questo Stato riuscirà ad arrivare a fine anno!
      Forse un miracolo… ma speriamo di no!

  2. caterina says:

    anche la tanto decantata sanità veneta, stracolma di burocrazia e gente messa lì a prendere uno stipendio per complicare tutto, una volta raggiunta l’indipendenza, sarà tutta da rivedere, perchè sia un servizio vero, non uno stipendificio…

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