Sanità, se Renzi federalista aumenta il ticket alle regioni sprecone. Per una volta, ha ragione

sanitadi STEFANIA PIAZZO– Si sono agitati e hanno detto che c’è il rischio di aumenti per tasse e ticket in 8 regioni. E una stretta sarebbe in arrivo anche sul turnover della pubblica amministrazione. Dove sta lo scandalo?

Rischio di aumenti per tasse e ticket in otto Regioni, titola l’Ansa.  A dire il vero, c’è un documento firmato anni fa dall’allora Vasco Errani, sul patto per il risanamento della sanità regionale, con l’automatica espulsione dei dirigenti incapaci di far quadrare i conti. Stava scritto già tutto lì, nel patto della salute. Poi sono arrivati altri governi, Monti, Letta e infine Renzi e nelle finanziarie che abbiamo visto, i buchi sanitari sono stati tutti socializzati, cioè ripartiti tra tutti i cittadini, anziché innescare il meccanismo del tutti a casa quelli che sprecano. O rubano.

Levata di scudi, ovviamente. Mentre Renzi intanto garantisce che non ci sarà la necessità di aumentare la tassazione locale da parte dei Comuni (ne è davvero convinta anche l’Anci?!), dal blocco dell’aumento delle imposte saranno esclusi, in virtù di quanto scritto prima, le regioni in rosso sanitario.

“Fatta eccezione – spiega infatti  il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti – per situazioni straordinarie legate all’addizionale regionale per le Regioni in eventuali disavanzi sanitari”.

E quali sono i campioni della salute sprecata? Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte e Puglia. Per le quali “la legge prevede un aumento automatico di addizionali Irpef e Irap – ricorda il coordinatore degli assessori al Bilancio Massimo Garavaglia – ma i presidenti e le giunte possono anche scegliere di agire sui ticket”. Ecco qua!
Ma i nodi da sciogliere sul fronte sanità non sono finiti: il presidente della conferenza delle Regioni Sergio Chiamaparino, che  ha anche rassegnato le proprie dimissioni a causa, ufficialmente, della situazione del bilancio del Piemonte, ha infatti chiesto al governo di chiarire il finanziamento (sceso da 113 a 11 miliardi di euro rispetto alle promesse di luglio) del fondo del Servizio nazionale.

Vediamo come andrà a finire. Se cioè la responsabilità di spesa entrerà nelle pratiche della buona amministrazione o se, ancora una volta, sarà un’occasione mancata.

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1 Commento

  1. lombardi cerri says:

    La cosa divertente ( si fa per dire) è che la questione Sanità potrebbe essere sistemata in un battibaleno.
    Fissato a X il costo standard per cittadino /anno si precisa per Legge che ogni superamento sarà ad esclusivo carico della ASL competente.
    Ogni ASL, a questo punto , può fare quello che vuole.

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