Sanità italiana: tutta sprechi e aumenti di spesa pubblica

di REDAZIONE

La spesa sanitaria nel nostro paese non accenna a diminuire, cosi’ come gli sprechi. A lanciare l’allarme anche per il 2011 e’ la Federanziani con la fotografia annuale scattata dal “Compendio Sic – Sanita’ in cifre”, giunto alla sua sesta edizione e presentato questa mattina a Roma. Tra il 2000 e il 2010, si legge nel rapporto, la spesa sanitaria e’ cresciuta del 60%, pari a 110,6 miliardi di euro. In forte crescita e’ anche l’ammontare del ticket medio pro capite, passato da 14,3 euro nel 2009 a 21,3 nel 2011, con un aumento del 53%.

Inarrestabile appare poi la crescita delle attivita’ cliniche e di laboratorio per tutte le branche specialistiche, giunte nel 2009 alla cifra di 1 miliardo e 344 milioni di prestazioni eseguite, pari a 22,27 per ciascun residente. Se ormai i cittadini acquistano con i loro soldi il 50% dei farmaci, per una spesa complessiva di 6,3 miliardi di euro pari alla meta’ di quella sostenuta dal Servizio sanitario nazionale (12,3 miliardi), la spesa sanitaria media pro capite nazionale e’ rimasta quasi invariata negli ultimi tre anni, passando da 1.782 euro del 2008 a 1.883 euro del 2010. Nello stesso triennio, si legge ancora nel Compendio Sic, sono scese di circa 3,5 milioni le giornate di degenza totali, passando da 75,3 milioni del 2008 a 71,9 milioni del 2010, diminuzione a fronte della quale sono stati 800mila in meno i ricoverati (erano 12,1 milioni nel 2008, sono stati 11,2 milioni nel 2010).

Tra le poche note positive, in quadro complessivamente preoccupante, Federanziani evidenzia l’aumento di 523 unita’ delle strutture private accreditate residenziali per anziani, passate da 3.717 nel 2007 a 4.240 nel 2009. Sostanzialmente invariato e’ rimasto invece il numero dei dipendenti dell’Ssn, circa 600mila.

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