Sanità, federalisti del Sud impuniti…

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di STEFANIA PIAZZO – Mettiamoci un masso sopra. Puoi spendere e spandere quanto vuoi. E non ti punisce nessuno. Puoi mangiare, sperperare, gestirli male, i soldi, e nessuno ti toglie la cadrega dal di dietro. Tranquilli, cari politici delle regioni sanitarie in rosso, dal Lazio alla Puglia, dalla Sicilia al Molise, dalla Calabria alle Alpi,  tra conti ereditati e responsabilità dirette…, i bilanci già sanati dai decreti dei governi vanno a fare il paio con la nuova sentenza del giorno. Che dice che…. Cari cittadini, non si possono sanzionare i cattivi amministratori. Se sbagliano, e si sa che sbagliano, pagate voi. E i governi regionali in dissesto… beh.. anche quelli, mica avrete intenzione di scioglierli? Non si può.

La sentenza lunare in fior fiore di diritto arriva dalla Corte costituzionale che decreta, occhio,  l’illegittimità costituzionale di alcuni punti del decreto legislativo sul federalismo fiscale con cui furono introdotti meccanismi sanzionatori per gli amministratori locali alla guida di enti con i conti in rosso. E’ illegittimo far pagare il conto a chi rompe. Chi rompe non paga mai, in Italia.

Le pensioni d’oro non si possono toccare, i clandestini non si possono chiamare clandestini, se sei esodato non hai diritto a nulla, se sei nomade hai più possibilità magari di avere la casa, se ti alzano il ticket perché il direttore sanitario ha speso troppo senza giustificare la spesa, devi ringraziare il garbuglio del decreto sul federalismo fiscale, finto, ribaltato dal giudici, veri, per non punire la mala gestio, vera, degli amministratori, fin troppo veri.

La sentenza 219 della Consulta trova l’arzigogolo italiano giuridico per cui non si possono cacciare gli incapaci perché la norma fissata dal decreto è  “assunta in carenza di delega”. Ed è pure fuori legge la norma con cui si obbligano le Regioni a redigere una relazione di fine legislatura con riferimento in particolare alle situazioni economico-finanziarie e alle azioni intraprese per contenere le spese, soprattutto in materia sanitaria. Capita l’antifona? Proprio lì, dove stata il bello, la polpa del bilancio delle regioni, la polpa del bilancio dello Stato. Non si deve: è fuori legge rendicontare. Viva i bilanci tira e molla. Colpa della carenza della delega.

E siccome il decreto è scritto male, non va neanche bene il passaggio della norma con cui si disciplina l’ipotesi di scioglimento del Consiglio regionale e di rimozione del presidente della Giunta, come conseguenza di “grave dissesto finanziario”. Anche in quel caso, ci sono  “due profili apertamente contrari al modello costituzionale”: “l’articolo 126 della Costituzione – ricorda la Consulta – ha compiuto scelte precise in ordine al riparto delle competenze costituzionali tra gli organi investiti dell’applicazione del potere sanzionatorio. Tra questi ultimi non compare la Corte dei Conti, mentre si legge che al “parere affidato alla Commissione parlamentare per le questioni regionali non è  attribuito carattere vincolante”, al contrario di quanto previsto dalle norme impugnate. Questa la parte tecnica.

In concreto, ci hanno gabbato anche questa volta. Con chi ce la dobbiamo prendere? Con chi ha scritto il decreto? Con i giudici che decretano che è illegittimo? Con gli amministratori che se la scapolano così, un’altra volta?

Il risultato non cambia: possono fare, disfare, dissestare, distruggere. Ma l’Italia è il paese in cui la legge nulla crea e nulla distrugge. Tutto resta immutato. Lo zero al quoto. Ma allora, se il federalismo che ci hanno spacciato è questa somma di impunità, che prezzo ha pagato per decine d’anni il Nord per comperare un brand di facciata tarocca, spacciata per la conquista del secolo?

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2 Comments

  1. arxvice says:

    Ormai anche i più sprovveduti dovrebbero rendersi conto che questo stato farlocco è diretto da incapaci e cialtroni parassitiari ma autoritari e persecutori nel rapinare le famiglie di tre regioni per mantenere 40 miloni di persone e adesso pure mezza Africa.Tanto mica lavorano, mica sono fatiche loro. Possibile che queste tre regioni metodicamente bastonate non riescano a sollevare la testa con i loro rappresentanti eletti? Eletti a cosa fare, a stare zitti?

  2. RENZO says:

    Stefania… non arrabbiarti…non ne vale la pena…. sappiamo bene come NON FUNZIONA l’itaglia… purtroppo in Padania ci sono troppi mardani altrimenti saremmo già liberi!!!
    WSM

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