San Marco e i delinquenti: l’autodifesa dei veneti

di Millo Bozzolan

Edoardo Rubini ne parla in “Giustizia Veneta”

brigante_famLa funzione della storia è anche quella di insegnare ai popoli, ma nel momento in cui essa viene nascosta, negata, od occultata, una nazione ( cui la storia appartiene) non può imparare nulla: non solo, non può fare scomodi paragoni con quanto succede oggi. Prendiamo il caso della giustizia, sappiamo come sia amministrata oggi, e come il cittadino-suddito, sia in balìa di ogni delinquente con diritti paradossalmente molto maggiori delle vittime delle sue azioni pedatorie.

Se guardiamo alla ‘nostra’ di storia, alla storia della Repubblica marciana, dipinta con sufficienza nella vulgata comune, come un regime sostanzialmente oligarchico, dove si era sottoposti all’arbitrio di una aristocrazia che badava ai suoi interessi,  troviamo delle plateali smentite a questa visione, se solo si scelgono i libri giusti.

Prendiamo il caso del diritto fondamentale all’autodifesa, oggi totalmente negato, dalla repubblichetta bananiera, la cui classe dirigente sente fondamentalmente una istintiva solidarietà col delinquente di strada, e non con “cittadino” che li mantiene nelle ‘careghe’ e che viene ogni giorno derubato, violentato, ucciso impunemente o quasi, nella propria casa. Riporto il brano di Rubini:

“Il principio vuole che il bandito sorpreso ‘a rompar i confini ‘, cioé a trasgredire i divieti di ingresso nel territorio precluso (contraffazion de bando), POSSA ESSERE IMPUNEMENTE CATTURATO , FERITO OD UCCISO DA CHIUNQUE.  Lo stesso provvedimento di bando stabiliva la taglia in denaro per chi avesse consegnato la persona viva o solo la sua testa, e tale somma veniv aprelevata dai beni di questi, o in mancanza dalle casse della magistratura… In sostanza la difesa del territorio era affidata alla stessa comunità locale: “Debbano li detti uomini della Villa, ò Comun, dove fosse commesso il delitto,  sonar Campane a martello, e andar a prender, o amazzar li Delinquenti, e non lo facendo, siano obbligati a rifare il danno alli interessati, di quel modo che, parerà alli Rettori delle Città principali.”

Meraviglioso esempio di Giustizia veneta. 

tratto da https://venetostoria.wordpress.com/2015/07/21/san-marco-e-i-delinquenti-il-diritto-allautodifesa/

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3 Comments

  1. antonio says:

    Ormai fare il delinquente è un lavoro tutelato dalla legge. Infatti fa girare l’economia. Esempio:
    Se mi rubano un oggetto sono senza lo vado acquistare pagando lo scontrino fiscale e relative tasse. Il ladro rivende l’oggetto però spende anche lui per vivere e paga lo scontrino. Magari succede che va storto qualcosa lo prendono ci lavora una macchina di giustizia con relativi oneri e spese. Invece il malcapitato deve stare buono e pregare per la sua incolumità. Peggio di un paese da terzo mondo altro che paese civile. La Serenissima magari aveva leggi un po’ Severe ma quando uno sa cosa gli aspetta ci pensa più di una volta prima di commettere un reato. Devono dare carta bianca alle forze dell’ordine con leggi severe. Ma siccome gira l’economia non hanno interesse.

  2. luigi bandiera says:

    L’anesion xe stada ea pi granda porcada fata a l’umanita’..!
    .
    No ghe xe altro da zontar.
    .
    PSM
    WSM

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