Salvini su Alitalia:”Occorre salvare 13.000 famiglie”. Reguzzoni su FB: Statalismo nazionalista che si commenta da solo…

SALVINI ROMA

di MARCO REGUZZONI – Salvini su Alitalia:”Occorre salvare 13.000 famiglie”. Statalismo nazionalista che si commenta da solo…

I dipendenti di tutte le aziende di quella dimensione hanno diritto di accedere agli ammortizzatori sociali, per cui il senso politico della dichiarazione è solo di dare il via libera al governo per nominare il Commissario, con contestuale “prestito” di 400 milioni a perdere!

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

7 Comments

  1. Animal says:

    A quel genio del colono padano e a tutti quelli anti sovranisti..dove ci avete portato in 25 anni di Padania? Non vi vergognate a blaterare come vecchie e rancide cassandre? Salvini sta cercando di percorrere l unica via ancora possibile..

    Anche con i terry ma liberi dall europa che invece a voi indipendentisto in salsa catalana piace tanto.

  2. luigi bandiera says:

    Scusate ma devo sottolineare che non e’ da pesare il singolo episodio ma il complesso.
    Nel complesso noi, cittadini mai stati sovrani, stiamo perdendo su tutti i fronti.
    WSM

  3. luigi bandiera says:

    Ci portano e sono bravi sempre fuori strada.

    LE FAMIGLIE delle aziende del cosiddetto RICCO NORDEST sono state nei pensieri di chi governava..?

    R: ENNE O.

    Pero’ delle “famiglie” ali_taglia ci pensano tutti o quasi, anche i noddici.

    Vi dico, ma se volete ve lo canto, che nella mente dei suddici regna un pensiero unico che recita: lo stato non fallisce o fallira’ mai e per questo meglio essere suoi dipendenti piuttosto dipendenti privati.

    Il sudde e’ ATENE il nodde e’ SPARTA.
    Giocoforza a nodde e cioe’ a SPARTA ci sono gli ILOTI: schiavi di generazione in generazione.

    Come ve lo si deve direeee..??
    O sara’ meglio CANTARVELOoo..?

    Ripetero’ fino alla nausea mia e vostra che: l’INTELLIGHENZIA TALIANA ma anche europera se non proprio mondiale (classe dirigente no…) E’ MALATA..!
    Direi anche fin troppo MALATA e purtroppo strapagata.

    Per questo SOCCOMBIAMO da piu’ di 150 anni e il tutto CONTINUA..!!

    Basta KST perche’ sara’ meglio, ne sono certo, l’ANALFABETISMO piuttosto della SOTTOKULTURA. Per es. alla boldrine.

    WSM

    PS:
    uhei, mai stati sovrani e mai lo sarete visto l’andazzo, mi posso sbagliare ne’..?

    Gia’, si, davvero: ne vedremo delle belle… non nel senso di veline…
    Ri WSM

  4. Colono Padano says:

    L’indecenza politica di |Salvini ormai non ha piú limiti, é disgustosa e insopportabile.

    Come diceva Gilberto Oneto, Alitalia si é sempre distinta per essere l’acronimo dell’inglese “Always Late In Taking off, Always Late In Arrival”, e la sfiga era riscontrabile giá nel suffisso che caratterizza peraltro anche altri sodalizi poco nobili come Trenitalia, Bankitalia, Equitalia.

    Alitalia é lo specchio dell’italia, ed il male di Alitalia é proprio l’italianitá, che invece si é sempre voluta preservare come fosse qualcosa dipositivo e redditizio, ripianando le voragini dei i conti in rosso con fiumi di soldi nostri, di Pantalone, delle colonie padane. Vennero rifiutate le offerte di KLM e di Air France sempre per difendere “l’italianitá” della compagnia, una scelta che, secondo la vulgata del tempo (mi pare del Banana, massimo rappresentante del tempo della repubblica delle banane, il Banana appunto), avrebbe dovuto ripagare come attrattiva per turisti ed investitori! Cabaret puro, come se un turista o un investitore fossero interessati alla nazionalitá della compagnia aerea piuttosto che dal prezzo del biglietto e dalla affidabilità e qualitá del servizio.
    E ancora, nel 2008, con la privatizzazione, la parte passiva é stata messa a carico dei contribuenti. E per finire nel 2013 Alitalia é stata ricapitalizzata a spese delle poste italiche, cioé di nuovo a carico di Pantalone.

    Alitalia é un trionfo dell’italianitá, e lo specchio della mentalitá italiana (come non ricordare l’iperitaliano Cimoli, i suoi “compensi” e le sue vicende giudiziarie).
    Tra i piú recenti sprechi da Hollywood di Alitalia : circa 7000 – settemila – dipendenti portati ad Abu Dhabi per un corso, restyling delle divise da 20 milioni di euro, rifacimento degli interni degli aerei e di sistemi di intrattenimento buttati via dopo pochi mesi, motori spediti all’estero per le revisioni con costi ingiustificabili e fuori mercato, leasing per gli aerei pagati a prezzi da collezionisti, carburanti pagati alla tonnellata ad un prezzo piú alto di quello pagato da qualsiasi altra compagnia aerea.

    Inefficienze, errori manageriali ed incapacitá gestionali, investimenti sbagliati, dipendenti con privilegi e protezioni (soprattutto riservati a piloti, hostess e stewards) sconosciuti nel sistema solare, senza dimenticare che clientelismo e raccomandazioni politiche, non il merito ovviamente, sono sempre stati il principale criterio per le assunzioni
    In Alitalia esistevano (e forse esistono ancora) persone incaricate di occuparsi per otto ore al giornosoltanto di gestire le raccomandazioni (sono dichiarazioni di ex dipendenti pubblicate dalla stampa).

    Questo non é altro che é il puro e semplice modo di fare all’italiana, soprattutto quando chi paga é Pantalone, come del resto hanno sempre preteso ed ottenuto i sindacati, una ipertrofica anomalia che distingue questo miserabile paese da quelli civili ed avanzati e che oggi chiede ancora vagonate di soldi pubblici e regole anticoncorrenza per frenare la sana com,petizione delle altre compagnie, soprattutto delle low cost, e mantenere in vita l’ennesima carcassa parassita improduttiva che é Alitalia. Esattamente quello che dichiara di volere il piazzista di felpe e t-shirts.

    Come diceva uno degli ultimi geni e statisti italicim che nulla ha da invidiare a Salvini, : “Il decollo di Alitalia è il decollo dell’Italia, il decollo dell’Italia è il decollo di Alitalia. Se decolla Alitalia, viva l’italia” (Matteo Renzi, 4 giugno 2015).
    Dato quindi l’enunciato di uno dei due Mattei nazional-popolari, é possibile dedurre che lo schianto di Alitalia, che mi auguro ormai imminente, sia anche lo schianto dell’italia.

    Salvini ora, tra le tante cazzate che ha per la testa, si preoccupa di salvare i parassiti di Alitalia. Mi raccomando coloni di Padania, votatelo alle prossime elezioni, votatelo in massa cosí come avete votato in massa per decenni DC, PCI, PSI, L;effetto sará lo stesso : continuerete ad essere dei miserabili sfigati, sudditi dello stato italiano, spremuti e derisii dalla stessa melma mediterranea che vi sta riducendo sul lastrico e vi priva della libertá.
    In cambio della vostra stolta lealtá, obbedienza e del vostro portafogli, vi sará consentito, come a tutte le generazioni di coloni padani dell’ultimo secolo e mezzo abbondante, di annaspare nella melma mediterranea che ormai vi arriva fino al collo, di ammirare con rispetto il tricolore, godere della simpaticissima marcetta mameliana.
    Auguri, imbecilli.

    Sprofondi Alitalia e l’italia.
    Padania Libera.

  5. Roberto Colombo says:

    nel 2008, il governo Berlusconi gestì l’ennesima crisi di Alitalia mettendo parte dei dipendenti in cassa integrazione e mobilità fino a 9 anni con trattamento economico, per il personale navigante, arrivato all’80% delo stipendio; chi pagò le perdite per consentire un ridicolo “rilancio” della compagnia di bandiera mi sembra facile supporlo. adesso l’onorevole Reguzzoni ha cambiato idea e critica Matteo (Salvini) perchè DICE le cose che lui, dai banchi del Parlamento, ha FATTO.

    • Stefania says:

      Colombo, vediamo se lei risponde a questo: Tosi dopo il mancato voto di Salvini a Tajani ha affermato: “Salvini, ma perché tre anni fa io, te e i colleghi europarlamentari leghisti votammo come Vicepresidente TAJANI, un servo dei tedeschi?”. Cosa aveva fatto Tajani, se lo ricorda Colombo? Fu il nemico numero uno di Malpensa, commissario ai Trasporti dell’Ue. Congelò gli slot Malpensa, per arrivare al declassamento dell’hub varesino dopo il trasloco di Alitalia nella città di Tajani, e cioè Roma. Salvini lo votò…
      Cosa aveva FATTO Reguzzoni? Io ricordo questo, e lo abbiamo pubblicato di recente sul giornale:
      “L’abbandono di Malpensa è una sconfitta per la Lega”, annunciava nel relativamente lontano 13 maggio 2009, Marco Reguzzoni, allora vicepresidente dei deputati del Carroccio. E anche Stefano Candiani, da segretario della Lega in provincia di Varese, spiegava: “Quelli che si sono fatti prendere in giro sono semmai Formigoni, il Pdl lombardo e le organizzazioni imprenditoriali locali”.
      Forse, allora, valeva ancora la pena salvare Alitalia per fare più grande Malpensa. Lei, che è un tecnico e se ne intende alla grande, non è d’accordo? O vogliamo ricordare, con altri parlamentari, prima della tornata del 2008, cosa accadde della compagnia varesina Volare, “assorbita” in Alitalia? Mica c’era Reguzzoni, ma i suoi amici, Colombo!

      • Roberto Colombo says:

        Gentile Direttore,
        mi fa una domanda e do una risposta anche se, francamente, mi viene da supporre che mi stia confondendo con qualcun altro poiché (purtroppo) non ho amici così altolocati da aver condiviso scelte governative. per quanto ne so Le dico che:

        – TAJANI agiva comunque in quanto rappresentante del Pdl: quando ha fatto i giochini che richiamava Lei in narrativa, c’era un’alleanza in corso che si reggeva sulle cene di Arcore tra Berlusconi e Bossi, di cui Reguzzoni era ascoltato collaboratore. se Tajani ha trafficato per usare le disavventure di Alitalia contro Malpensa, ciò va a demerito dello stesso Tajani ma anche di tutta l’alleanza;

        – REGUZZONI: dopo appena dodici mesi dalla sua elezione a presidente della provincia di Varese, Reguzzoni volle farsi candidare alla Camera dei Deputati e La Padania, di cui Lei era redattrice, per giustificare la scelta assurda “di Bossi” fece un titolo che Lei ricorderà meglio di me: a tutta pagina in prima “REGUZZONI A ROMA PER SALVARE MALPENSA”.
        direi che veramente c’è poco altro da aggiungere, Le pare?

        – Lei ricorda, citando Flavio Tosi, che in un’occasione Salvini ha votato Tajani presidente, nonostante Tajani fosse contro Malpensa.
        ma in quella stessa occasione cosa votò il suocero di Reguzzoni, l’onorevole Francesco Enrico Speroni anch’egli deputato europeo insieme a Salvini?

Leave a Comment