Salvini smetterà i panni di Lucignolo nel Paese dei Balocchi?

lucignolo2rassegna stampa

 

di FLAVIA PERINA – Dicono tutti che Matteo Salvini sia il solo, nella vicenda della trattativa di governo, ad essersi assicurato una posizione Win-Win: vince se chiude l’accordo con i Cinque Stelle, ma vince anche se l’accordo salta e si ritorna al voto, visto che i sondaggi lo danno in grande ascesa. E però si si vede in controluce un’altra possibile narrazione della storia, un diverso modo di raccontare questi giorni concitati, i quali costituiscono per molti versi l’esame di maturità di un leader che è in politica da oltre un ventennio ma, finora, a differenza di quasi tutti i suoi colleghi di partito, non ha mai ricoperto posizioni di governo, neppure quelle minime di un assessorato comunale.

“Il Ruspa”, anche quando era seconda o terza fila della Lega di governo, è stato un professionista dell’opposizione interna ed esterna, uno specialista del beau geste protestatario – dal tifo contro la Nazionale di calcio italiana al rifiuto di stringere la mano al Presidente Ciampi – e della dichiarazione apodittica, il giovane con l’orecchino che mentre i fratelli maggiori diventavano sindaci, presidenti di Regione, presidenti di Commissione, persino ministri, restava ancorato al suo ruolo di eterno Peter Pan del leghismo di lotta. È una posizione che ha pagato senza esporlo a eccessivi rischi anche perché “gli adulti” – Umberto Bossi e Roberto Maroni prima e Silvio Berlusconi poi – hanno spicciato per lui il lavoro difficile e in qualche modo “sporco”. Cucire accordi. Accettare compromessi. Trattare con le istituzioni. Destreggiarsi tra le inchieste. Governare processi nel bene e nel male.

Eletto due volte alla Camera, nel 2008 e nel 2013, per due volte ha preferito involarsi a Bruxelles, evitando così di condividere con il suo partito e la sua alleanza le rogne dell’ultimo governo del Cavaliere e le responsabilità (comprese quelle in materia di immigrazione) della gestione leghista del Viminale. Mentre “i grandi” si incartavano nella peggior crisi del secolo lui girava le feste padane per la delizia dei militanti, e moltiplicava la sua popolarità, tra cori contro i napoletani e battute cattiviste. Il resto lo sappiamo. È diventato un mito. Il popolo lo ha incoronato capo non solo della Lega ma dell’intero centrodestra. Ma adesso che deve smettere i panni di Lucignolo, che deve uscire dal Paese dei Balocchi del consenso facile, ne sarà capace?

segue su http://www.linkiesta.it/it/article/2018/05/16/salvini-non-ha-gia-vinto-anzi-questo-e-il-suo-esame-di-maturita-e-fors/38112/

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

Leave a Comment